Un armadio fuori controllo

Una nuova vita ha bisogno di una consulenza d’immagine

Aurora mi contatta per una consulenza d’immagine a 360°. Lei ha raggiunto l’età dei quarant’anni e la sua vita è a una svolta: è andata finalmente a vivere da sola, ha iniziato un nuovo lavoro. Questa nuova fase dell’esistenza prevede dei cambiamenti, infatti lei si sente diversa, pronta ad affrontare nuove sfide, più matura e più consapevole di quanto non si sentisse solo qualche mese prima.

La trasformazione parte da tanti aspetti: Aurora ha iniziato un percorso con una nutrizionista e si è iscritta ad una palestra. Una nuova forma per una nuova percezione di sè stessa sia fisica, che nel look. Lei mi conosce, sa come lavoro e mi chiede una consulenza d’immagine per aiutarla a cambiare il suo stile.

Il suo entusiasmo è contagioso, trascinante direi: si tratta dello stato d’animo di chi, finalmente, ha trovato il coraggio di affrontare le proprie paure e i propri limiti e ha deciso di voltare pagina.

Non vedo l’ora di incontrarla e di lavorare con lei e per la nuova lei.

Un passo alla volta verso la giusta consulenza d’immagine

Ogni cambiamento va affrontato gradualmente come una scala dove salire un passo alla volta verso il look perfetto. In questo modo si evita che l’entusiasmo, che fa da ottimo motore trainante ad Aurora, non si ingolfi di fronte alle prime difficoltà. Questo può succedere quando le aspettative che si nutrono sono molto alte e vorremmo vedere risultati immediati. Tuttavia nessuno ha la bacchetta magica, nemmeno nella consulenza d’immagine, e soprattutto ogni cambiamento va meditato, assimilato e “digerito”. Solo così la nuova Aurora potrà essere in piena armonia con sè stessa. Quindi andrò a rispecchiare la sua personalità senza stravolgerla, ma esaltandola con i nuovi outfit.

Durante i nostri primi incontri ci occupiamo di analisi dei colori e delle forme del suo corpo. Individuiamo i suoi punti “deboli” per andarli poi a mascherare al meglio, ci concentriamo particolarmente sui i suoi punti “forti” e… parliamo. Mi racconta di sé, delle sue aspettative, di ciò che le piace. L’aiuto a guardarsi con occhi “nuovi”: il suo sguardo deve essere non quello fugace di ogni mattina quando si prepara, no deve fare uno sforzo sovrapponendo la nuova immagine a quella già riflessa. Per questa ragione, mentre siamo davanti allo specchio, le spiego come sottolineare le spalle e il décolleté, sfilare i fianchi, “allungare” le gambe.

La consulenza d’immagine le fa capire quali capi prediligere e quali colori utilizzare per esaltare il suo incarnato.

L’analisi del guardaroba nella consulenza d’immagine

Ora che abbiamo individuato il suo nuovo stile, l’ultimo passo che ci resta da affrontare è l’analisi del guardaroba nella consulenza d’immagine.

Quando arrivo a casa sua e mi mostra la stanza dove conserva gli abiti, gli accessori e quant’altro mi rendo conto che quella sarà la scommessa più grossa: fare ordine tra le numerose e voluminose “cataste” di abiti. In questo passaggio della consulenza d’immagine siamo andate a selezionare, provare, scegliere, buttare, buttare, buttare, riordinare, fare spazio perché il caos è il primo sintomo di confusione e di malessere. Inoltre spesso non percepiamo di quanto sia negativo l’impatto che ha su di noi: vedere un tale disordine ci stressa e ci mette di cattivo umore anche in un gesto semplice, come è quello di scegliere cosa indossare quotidianamente.

Guardando i mucchi di vestiti capisco come deve essersi sentita lei, percepisco il disagio e il suo bisogno di uscirne, sento che ogni cambiamento dovrà passare necessariamente da questa fase: fare ordine per fare spazio al nuovo in tutti i sensi.

La selezione e la stagionalità nella consulenza d’immagine

Ci siamo buttate a capofitto: ormai eravamo ad un punto cruciale della consulenza d’immagine. Innanzitutto abbiamo diviso tutti i capi e gli accessori per stagione. Abbiamo poi continuato la differenziazione dividendo ogni stagione per categoria: capispalla, pantaloni, gonne, camicie, maglie, scarpe, borse. Quindi questo rigoroso lavoro ha previsto l’analisi, la selezione, l’eliminazione di tutto ciò che era rotto, sgualcito, infeltrito, scolorito e rovinato.

Alla fine ci siamo concentrate su ciò che era rimasto scegliendo i capi che si potevano adattare al suo look.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giunti a questo punto e solo a questo punto, abbiamo potuto introdurre qualche novità focalizzanzodi sull’effetto addosso ad Aurora: abbiamo bandito tutti i pantaloni a vita bassa che le stringevano i fianchi mettendo in evidenza antiestetici cuscinetti, in favore dell’introduzione dei pantaloni a vita alta. Della categoria siamo andate a prediligere i modelli più larghi dal ginocchio in giù, abbinandoli con camicie e top già presenti nel suo guardaroba. L’abbinamento dei colori ai colori naturali di Aurora si è rivelato vincente per darle fascino: un altro obiettivo raggiunto nella consulenza d’immagine.

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando ho visto il sorriso entusiasta di Aurora mentre provava i suoi nuovi outfit, non ho potuto fare a meno di pensare che più le sfide sono difficili maggiore è la soddisfazione.

Buona nuova vita Aurora!

Laura: con un sogno per la testa

Laura, 21 anni e un’idea fissa…

Laura ha 21 anni, è giovane e piena di vita. Ha terminato da poco gli studi ma non ha ancora le idee chiare su cosa fare. O meglio, lei di idee ne avrebbe anche, anzi un’idea fissa: vorrebbe fare la fotografa, è sempre stata la sua passione, fin da quando era piccola e portava l’apparecchio ai denti, gli occhiali e i codini. Il fatto è che là fuori il mondo degli “adulti” sembra molto più complicato di quello al quale era abituata.

E’ alta, bionda, con un fisico appariscente che le piace mettere in mostra. Adora gli abiti attillati, i jeans strappati, le gonne molto corte, le magliette che lasciano la pancia scoperta. Ama i tacchi alti e non esce mai senza il suo rossetto fucsia e senza essersi truccata gli occhi verdi con l’eyeliner, che, come dice il suo amico Luca, “c’ha du occhi che sembran quattro”. Non passa certo inosservata ma, in fondo, è così che le è sempre piaciuto.

Alla ricerca di un lavoro: il nostro look è il nostro biglietto da visita

I “problemi” sono iniziati dopo la scuola, quando ha dovuto pensare a cercarsi un lavoro. Ha cominciato  facendo il giro degli studi fotografici, proponendosi come “aiuto” per i servizi di matrimoni, comunioni e cresime, poi è passata alle agenzie pubblicitarie, ma anche a quelle immobiliari, in fondo hanno tutte quelle foto di case appese in vetrina. Da qualche parte doveva pur cominciare, così  due o tre volte la settimana gira per la città portandosi dietro una chiavetta dove sono archiviate tutte le sue foto, tutte le più belle. Eppure, fino ad ora, nessuno l’ha presa sul serio, le foto manco le hanno guardate. Ha rimediato qualche invito a cena o qualche proposta per fare la ragazza immagine in discoteca.

Eppure lei sa di essere brava.

Ha provato anche a proporsi direttamente su facebook, comunioni, cresime, feste di compleanno, qualsiasi cosa. Anche lì i suoi scatti con più likes sono i suoi selfie in bikini o con l’abito scollato. I commenti tutti sul suo aspetto fisico.

Che fare? Lei al suo sogno non vuole rinunciare ma è convinta di aver bisogno di un nuovo look. Qualcosa che la rappresenti ma riesca anche a trasmettere la sua determinazione e la sua professionalità, e perché no? Anche la sua competenza.

Vorrebbe che la sua immagine oltre al suo aspetto fisico riuscisse a valorizzare e a mettere in risalto anche altre qualità. Vorrebbe che parlasse di lei

“Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze” Oscar Wilde

Non so se solo le persone superficiali non giudichino dalle apparenze, ma credo fermamente che sia molto molto difficile se non impossibile non percepire l’altro innanzi tutto per come si presenta. Tutti noi abbiamo una vita sociale, usciamo, portiamo i bambini a scuola, andiamo a fare la spesa, parliamo con i vicini, con le persone che incontriamo, andiamo al lavoro. Per tutti noi, vivendo di relazioni, l’apparire è una manifestazione necessaria anzi direi imprescindibile e, soprattutto è la prima cosa che si “spende” nel contattare l’altro. Quando dico tutti noi, intendo proprio tutti, sia che usciamo con un tacco del 12 e una minigonna vertiginosa, sia che ci infiliamo un paio di jeans e una maglia oversize o un completo classico o un paio di mutande sulla testa, noi stiamo più o meno consciamente, trasmettendo un messaggio.  Che il messaggio sia sono “una strafiga” o “non c’è trippa per gatti” o “mi sono alzata con la luna storta” o anche “non mi importa dell’immagine è quello che ho dentro che conta”… in ogni caso sempre ma proprio sempre per il solo fatto di uscire di casa e di mescolarci agli altri noi veniamo percepiti per come ci presentiamo. (Vi avverto che nel caso delle mutande il messaggio potrebbe essere un po’ contraddittorio ma quest’esempio un po’ bizzarro mi aiuta spiegare quello che vorrei dire.)

La nostra immagine parla di noi anche quando vorremmo che se ne stesse zitta, anche quando ci disinteressiamo a lei, lei, l’immagine continuerà a ciarlare indisturbata… mi viene in mente l’ombra di Peter Pan che per quanto sia la “sua” si stacca da lui e vive di vita propria. Quello che voglio dire è che siccome della nostra immagine/ombra non possiamo fare a meno, dobbiamo imparare a cucircela addosso e a farcela alleata.

Avete presente Madonna giovanissima in “Cercasi Susan disperatamente”?

 

Il “problema” di Laura è un problema comune a molte persone. Nel suo caso lei, giovanissima, ha sempre giocato con il suo aspetto, la sua “preoccupazione” era quella di essere carina, desiderabile, provocante, di divertirsi come tutte le ragazze della sua età. Il suo guardaroba è il guardaroba di una ragazzina un po’ rock , avete presente Madonna giovanissima in “Cercasi Susan disperatamente”? Chiodo di pelle corto in vita, mini mozzafiato, magliette portate annodate, top corti e scollatissimi. La sua immagine parla di una ragazza frizzante, estroversa, che ama divertirsi ma non dice nulla di Laura giovane donna in cerca di lavoro, fotografa sensibile, con tanta voglia di fare e di impegnarsi.

In questo caso la sfida è quella di mantenere il più possibile intatta l’immagine che Laura ha di sé, quella in cui si sente sé stessa e a proprio agio rendendola più spendibile ed adatta ad un ambito lavorativo. Il primo passo è stato quello di integrare i capi rock con dettagli più femminili e meno aggressivi, una gonna plissettata e una maglia bon ton si sono rivelate perfette per lo scopo. Ho poi abbinato i jeans strappati ad una camicia bianca con voulant al posto del polsino e utilizzato il top come gilet ottenendo un outfit giovane e raffinato e molto molto modaiolo.

Se gli acquisti sono fatti con criterio ogni pezzo si combina con altri capi creando out fit sempre diversi

Pensando ai colloqui di lavoro, ho introdotto una giacca blu doppiopetto della nuova collezione 365 Marella: la giacca rende “autorevole” ogni out fit e sarà perfetta  su jeans e t-shirt oltretutto questa si lava in casa, non si stira e non si stropiccia. Adattissima per giornate frenetiche in giro per la città e sempre impeccabile… da abbinare anche all’out fit precedente con camicia e top.  Laura potrà poi giostrare gli accessori dorati abbinandoli sia ai jeans a zampa che  all’abito plissée. Lo stesso abito potrà utilizzarlo con una delle sue t-shirt bianca e abbinarlo al giubbotto di pelle e alle sneakers ottenendo un look giovane e di sicuro effetto. Questo dimostra anche che se gli acquisti sono fatti con criterio ogni pezzo si combina con altri capi creando out fit SEMPRE diversi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli out fit studiati per Laura non tradiscono l’immagine che lei vuole dare di sé ma la rendono più articolata e intrigante, più consapevole ed adulta. L’impressione non è più quella di una ragazzina con le idee un po’ confuse ma quella di una giovane donna sicura e con le idee chiare, capace di giocare con gli abbinamenti con eleganza e originalità. Quando un out fit si accorda perfettamente all’immagine che la persona ha di se stessa, è in grado di dare maggiore “spessore” alle parole e alle idee che esprime. Sono sicura che al prossimo colloquio Laura riuscirà a farsi valere… aspetto impaziente che mi dia sue notizie!

 

 

 

 

 

 

 

 

Il NERO è il nostro miglior alleato

Il nero è  il nostro miglior alleato!!!
Care amiche è ora di pensare al look di fine anno!
Molte di voi avranno già deciso molte l’avranno già acquistato e molte ci staranno ancora pensando ma scommetto che il colore nero è o è stato un punto di partenza.
Vi siete mai chieste  perchè ci piace così tanto??
Questo è il motivo:
I colori più scuri distraggono dai dettagli focalizzano lo sguardo sull’insieme recedono otticamente e fanno apparire più piccola la figura..
Quindi vestite di nero ci vediamo e ci vedono più magre!!!
Possiamo utilizzare i colori più scuri (ma con il nero è più semplice) per direzionare lo sguardo e allontanarlo dai nostri (veri o presunti) difetti creando degli effetti di colore chiamati BLOCK COLOUR.
Osservate nelle fotografie Kate Winslet:
utilizza diabolicamente il nero ai lati, così oscura e rende otticamente più “piccoli ” i fianchi IMPORTANTI.
Nel caso di Kate Moss e Jasmin Le Bon l’esigenza è esattamente l’opposto:
creare  delle forme laddove non ce n’è .
Quindi mixato e sapientemente utilizzato il nero è il nostro miglior alleato!
Siete d’accordo?
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