A OGNI DOMANDA LA SUA… CONSULENZA

Cambio di stagione, un’occasione per fare pulizia…

Se solo smettesse di piovere! Persino Fra Indovino non si raccapezza più! Nella speranza che da un giorno all’altro il tempo cambi e ci si ritrovi catapultati in piena primavera, cominciamo a prepararci a temperature decisamente più miti. Il “cambio dell’armadio” può essere un’ottima occasione per fare pulizia e farci qualche domanda. In che fase della mia vita sono? Quali sono i miei obbiettivi, i miei progetti? Il mio stile di vita è cambiato? Vorrei che lo fosse? Sono la stessa di un anno fa? Di due, di dieci? Ha senso tenere accatastati nell’armadio abiti a cui magari siamo affezionate ma che occupano spazio, creano confusione e soprattutto non ci “appartengono” più?

Un guardaroba zeppo di capi e vuoto di idee…

Aprire un guardaroba zeppo di capi ma vuoto di “idee” non è mai piacevole, mette ansia e ci rimanda un’immagine di noi stesse inadeguata e non all’altezza delle nostre aspettative. A qualche domanda dobbiamo dare una risposta perché partire con le idee chiare è il primo passo per mettere ordine nelle nostre vite e nei nostri armadi.

Anna lo sa bene, fa tesoro dei consigli, è sensibile e attenta. Quando mi chiama per una consulenza sul guardaroba, gran parte del lavoro l’ha già fatto lei basandosi su ciò che ci siamo dette nel corso delle nostre chiacchierate. A volte, però, ciò che può fare la differenza è proprio una consulenza mirata e un occhio esterno che ci guarda e ci vede in modo “obbiettivo”. Quando ci guardiamo allo specchio (capita a tutte noi!), il nostro sguardo è “implacabile”, ci troviamo difetti che nessuno, a parte ovviamente noi, noterebbe e, spesso, non notiamo i nostri punti di forza.

L’importanza della consulenza

Anna mi invia delle immagini dove indossa due abiti che le girano nell’armadio da un po’, non ha il coraggio di buttarli perché le vanno ancora bene e sono ancora in ottimo stato, ma non riesce più ad indossarli perché negli anni lei è cambiata e non la rappresentano più. In questo caso la parola d’ordine è BUTTARE! Sbarazzatevi di tutto quello che non sentite più “vostro”, di ciò che non vi rende felici, di ciò che, una volta indossato, non vi strappa un sorriso compiaciuto davanti allo specchio. Quello che indossiamo deve darci carica, deve farci sentire a nostro agio, rappresentarci e, soprattutto, permetterci di affrontare con positività le nostre frenetiche giornate…. anche se fuori piove!

Il discorso cambia con il giubbotto con le frange color cuoio, Anna è affezionata a questo giubbotto, le ricorda momenti belli, ma non sa come “utilizzarlo” rendendolo divertente ed attuale. Anche in questo caso la consulenza può fare la differenza e venire in aiuto. Le frange e il cuoio sono ancora un must di questa stagione, il gioco sta nell’abbinarli in modo originale e trendy. Frange sì ma con pantaloni di pailettes o con tessuti brillantosi. Ecco che il giubbotto vintage ritorna attualissimo e trova la sua collocazione nel guardaroba primaverile di Anna.

Less is more

 

 

 

 

 

 

 

 

“Less is more”, questa frase di Mies van der Rohe, uno dei più grandi architetti e designer del ‘900, è stata ripresa e riproposta in mille modi diversi, ma è geniale. Quasi mai il “molto” o il “troppo” ci semplificano la vita, assolutamente MAI il guardaroba! Un guardaroba meno pieno, ma ordinato e ragionato sarà sotto ogni punto di vista un guardaroba più “ricco”.

QUANDO IL NOSTRO ARMADIO E’ “CONFUSO”

“Aiuto! Emergenza armadio!”

Ottavia, è una giovane donna, dinamica e sportiva. Ci conosciamo da molto tempo ma solo da poco è diventata mia cliente. Felice degli acquisti che abbiamo valutato insieme in boutique, mi chiama una mattina in piena “emergenza armadio”. Avete presente quando apriamo il guardaroba zeppo di abiti e accessori e il panico si impossessa di noi? Abiti, maglie, capispalla, accessori e nella testa una vocina che ci dice: ” Questo no, non ti sta bene, questo forse… la forma è perfetta ma il colore, per carità! Ma cosa ti passava per la testa quando l’hai acquistato? Non si può vedere, non è il tuo, non ti valorizza, e poi con cosa lo abbineresti… attenta a quello che fai!…” La vocina però, giura Ottavia, era proprio la mia! Praticamente un incubo, una piccola Stella sulla spalla che le bisbigliava consigli e la redarguiva.

Aiuto! Più emergenza di così!

Come “mettere in riga” il guardaroba

Ci siamo subito accordate e così, un lunedì mattina, mi sono presentata a grandezza naturale, novella Mary Poppins, pronta a fare ordine, dissipare i dubbi e “mettere in riga” l’armadio di Ottavia. L’armadio di Ottavia, come quasi tutti gli armadi di noi donne, è un coacervo di stili, un’accozzaglia di colori, è fatto a strati, capi acquistati negli anni, sopravvissuti alle mode, agli umori ed anche ai fidanzati. A volte conserviamo gli abiti perché ci piacciono anche se, magari ci accorgiamo che non ci stanno particolarmente bene, a volte non li buttiamo perché ci ricordano una fase della nostra vita, un momento felice. A volte perché “con quello che l’ho pagato” meglio lasciarlo lì appeso, monito imperituro per sconsiderati acquisti futuri. Ebbene sappiate che non funziona! Meglio un guardaroba meno ricco e più disciplinato che “Portobello Road” tutto in un armadio.

Ottavia mi spiega qual è il problema: gli acquisti fatti con la mia consulenza le piacciono, la convincono e, soprattutto le “corrispondono” e la “valorizzano”. Ha capito perfettamente quali sono le forme e i colori che le stanno meglio ora dobbiamo lavorare sugli abbinamenti usando un po’ di accorgimenti.

Facciamo un po’ d’ordine

 

 

 

 

 

 

 

 

Non tutto quello che non ci corrisponde va necessariamente eliminato.

Se l’abito che ci piace tanto non è di un colore “amico”, non importa, troveremo il modo di “addomesticarlo”. Useremo capispalla di colori amici, ci aiuteremo con sciarpe e accessori. Quello che dobbiamo raggiungere non è un’assurda idea di perfezione (che noia!), dobbiamo trovare abbinamenti che ci soddisfino esteticamente senza mai tradire quello che noi siamo perché ognuna di noi è un mondo a sé e a volte sono proprio i “difetti” o ciò che sulla carta sembrerebbe “fuori posto”, a rappresentare il vero valore aggiunto di un out-fit, quello che lo rende originale e, soprattutto, giusto per noi. L’importante è che il risultato finale sia armonico, che l'”imprevisto” si integri bene con il resto. Perché se l'”imprevisto” è il “nostro imprevisto” ci sentiremo a nostro agio in qualsiasi situazione. Ottavia mi apre l’armadio e i cassetti e le scatole e tutto quello che si può aprire ed insieme cominciamo a ragionare e a confrontare le nostre idee.

 

Partiamo dai capispalla

Da qualche parte bisogna iniziare, partiamo dai capispalla, attorno ad essi costruiremo i nostri out-fit scegliendo tra i capi a disposizione. La giacca grigia a righine è un ottimo punto di partenza! Ad essa possiamo abbinare i jeans (Ottavia ne ha diversi) . A seconda delle bluse che utilizziamo otteniamo effetti sempre diversi. Più “seri” e “professionali” con camicia bianca e canotta blu e argento, più casual con la blusa gialla o il mini abito a fantasia. Gli accessori danno il tocco finale dando carattere e personalizzando ogni abbinamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stessa cosa la facciamo utilizzando come capispalla un cardigan lungo e una giacca bianca e blue. Anche in questo caso ci serviamo solo dei capi di Ottavia cercando tra quelli che maggiormente le piacciono e la valorizzano e se un colore non è esattamente quello giusto, non importa! Troviamo il modo di renderlo adatto a lei utilizzando collane ed orecchini, giocando su contrasti ed associazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli unici capi nuovi inseriti sono state due magliette basiche da utilizzare sotto gli abiti scollati che Ottavia adora, rendendoli così adatti anche ad essere indossati in ufficio, un paio di pantaloni neri e una camicia di jeans. Camicia che, nel guardaroba di una ragazza giovane e dinamica come Ottavia, non può assolutamente mancare. Il risultato è da vedere! L’armadio di Ottavia non sembra più lo stesso: ordinato sì ma soprattutto funzionale, ricco di out-fit e originale, proprio come lei!

C’era una volta un noioso guardaroba…

Un giorno il guardaroba…

Ormai è un po’ di tempo che lavoro nel campo delle consulenze d’immagine. E’ un lavoro che mi piace e al quale mi dedico con energia e passione. Le persone mi contattano, ci vediamo ed io entro in punta di piedi nelle loro vite… Si raccontano, mi spiegano chi sono, che lavoro fanno, cosa fa battere loro il cuore e cosa invece no. In che fase della loro vita si trovano, cosa sta loro troppo stretto… e cosa troppo largo. Come si “vedono” riflesse nello specchio e perché non si riconoscono. Si può senz’altro dire che la parte più importante in un lavoro di consulenza sia l’ascolto, è la chiave per capire le esigenze e i desideri di chi mi sta davanti. Spesso le persone che si rivolgono a me si trovano in momenti particolari della loro vita. Più spesso è proprio la “vita” che  diventa un perenne “momento particolare”, c’è sempre qualcosa di più importante, qualche emergenza da affrontare, qualche dolore da digerire, qualche delusione da scopare sotto il tappeto, qualche richiesta da esaudire, qualche progetto da accantonare, qualche sogno a scadenza. Attimi persi e anni da metabolizzare.

Le persone si rivolgono a me e mi piace pensare che il mio compito sia quello di accompagnarle, di aiutarle a ri-conoscersi e a ri-trovarsi. Può essere che l’esigenza di un cambiamento sia l’esito di un percorso interiore oppure sia il primo passo verso la riscoperta di se stesse. In ogni caso, come ho detto, tutto comincia sempre con una bella chiacchierata… o almeno questo è quello che ho sempre pensato…. almeno fino a quando non ho conosciuto Angela, o meglio ho conosciuto il guardaroba di Angela.

Immaginate una mattina, ci siamo sentite, la sto aspettando, la porta si apre ed entra… il suo guardaroba. Questa non è una metafora.  Angela entra, dispone le grucce, e me lo “presenta”. Lei è lì, ma è lui a “parlarmi”.

Il guardaroba di una donna, un mondo a sé

E’ stata un’esperienza singolare. Irrompere nel guardaroba di una donna è come partire alla scoperta di un mondo a sé dove le coordinate spazio temporali non contano più. Sì perché il guardaroba di una donna è fatto di abiti ed accessori ma soprattutto di tanti momenti ed altrettanti umori. Quella sera che pioveva, all’uscita dal lavoro, una cicca sotto i piedi e…  non solo quella; in fondo alla strada e alla fine di una storia che aspettava solo di essere chiusa. Il bus che non arrivava, la vetrina illuminata, e quella gonna che sembrava già un po’ tua, un po’ ancòra, un po’ canotto, il cuore più leggero, la serata meno buia. Poi la storia è finita e quella gonna color della pioggia è rimasta appesa in fondo all’armadio. Ma c’è anche la maglia attillata di quel colore che dire improbabile è fargli un complimento, acquistata in uno di quei rari momenti in cui, per qualche strana congiunzione ormonale, ti saresti sentita strafiga anche con uno zerbino in testa. E che dire della maglia extra extra large in cui ti sembrava di poter sparire, vero e proprio mantello dell’invisibilità, anche lì un perché c’era ma poi non è durato. O vogliamo spendere due parole su quel fantastico abito extra extra small, super scontato e iper scollato, infilato sulla gruccia in attesa dell’occasione giusta?… Che poi l’occasione non è arrivata e alla fine, diciamocelo, è sempre stato meglio alla gruccia.

Insomma se gli armadi delle donne avessero i sottotitoli, avrebbero un sacco di cose da raccontare. Il problema è che tra alti e bassi, la mattina ci tocca anche alzarci, portare i bambini a scuola, andare a lavorare, passare al supermercato… E’ scientificamente provato: i guardaroba delle donne sono fatti per gli attimi s-fuggenti e non per la vita di tutti i giorni. Questo è il motivo per cui quando ci si deve vestire per qualcosa che abbia un senso compiuto, una cena, una serata tra amici, un colloquio di lavoro, quello che ci “dice” l’armadio è tutt’altro: ci parla di giornate di pioggia e di fazzoletti macerati, di giornate di sole da strafighe con zerbino, di tappeti rossi e improbabili tacchi del 20. Quindi sì, è assolutamente possibile che aprendo il nostro fornitissimo armadio a 8 ante e 24 stagioni, non ci sia nulla ma proprio nulla che ci “parli” di quel preciso momento della nostra vita, sottotitoli compresi.

Imparare a fare chiarezza

Bisogna imparare a fare chiarezza, ma raccapezzarsi non è semplice: l’istinto ci direbbe di prendere tutto e buttare o uscire ed acquistare l’ennesima t-shirt e l’ennesimo paio di pantaloni, non i soliti (per carità!), quelli che ci servono davvero. Il mio ruolo in questa storia è  quello di fare ordine tra le grucce, buttare sì ma soprattutto recuperare e reinventare. Un po’ strega “cattiva” e un po’ fata turchina.

Il guardaroba di Angela mi parla sottovoce, borbotta, è riservato e un po’ triste, tanto triste! La conversazione langue, è di quelle che potresti fare con il tuo vicino di sedia nella sala d’attesa del dentista… I colori si abbinano tra di loro ma sono più o meno tutti nelle stesse tonalità: giornate un po’ troppo grige e sottotono, un lampo di bianco qua e là, ma per lo più un tripudio di marrone e beige… troppo!

 

 

 

 

 

 

Le forme sono severe, le maglie abbondanti. Percepisco il bisogno di sentirsi comoda ma anche un po’ di nascondersi, di prendere le distanze. Nell’insieme nulla stona, ma se faccio scorrere gli occhi sulle grucce, mi sembra che nulla mi catturi e soprattutto che nulla mi parli di lei, di Angela. E’ un guardaroba anonimo, di quelli che vanno bene per scivolare attraverso i giorni, quando l’attenzione e l’energia è tutta rivolta ad altro. Lasciami in pace, non mi guardare… sussurra.

Lei lo osserva sconsolata, qualcosa in lei è cambiato, si trova in una nuova fase della sua vita e sono tante le cose che  avrebbe piacere indossare ma nessuna di quelle le sembra si trovi nel suo guardaroba…

E’ il momento della bacchetta!

E’ il momento della bacchetta! Per prima cosa facciamo sparire tutti i marroni, i beige e i beigiolini, non fanno per lei, le sono “nemici”. Aggiungiamo invece qualche capo colorato, il marrone sparisce e compare del rosso, il malva si trasforma in blu. Le grucce si rianimano e il guardaroba ri-prende vita. Un giacchino in pelle porta un po’ di grinta. Una cintura di strass impreziosisce i serissimi pantaloni grigi. Una sciarpa di eco-pelliccia bluette e la “solita” camicia bianca non la riconosceresti più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La invito a provare i suoi abiti. La gonna grigia un po’ troppo lunga, non le piace più, la porta con stivali e maglioni over-size, ed è già pronta per un giro al cassonetto… Eppure, non è male, è adatta alle sue forme. Un giro di bacchetta e aggiustiamo la maglia in modo da segnare il punto vita, la impreziosiamo e illuminiamo con una spilla di perle, gli stivali “trasformati” in anfibi e… quella noiosa gonna grigia è diventata un capo divertente e sbarazzino.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un tocco dopo l’altro, una pennellata di colore qua e una là e il risultato è perfetto… c’era una volta un noioso guardaroba… e ora, al suo posto, c’è quello di Angela!

 

CORSO DI PERSONAL STYLE

Care amiche,

cos’è il CORSO di PERSONAL STYLE??

Sono molte di voi che me lo chiedono e con grande piacere cercherò in queste poche righe di essere il più chiara ed esauriente possibile.

Quante volte guardandoci allo specchio  il nostro look NON CI CONVINCE!?

Quante volte avremmo voluto cambiare ma non sappiamo da dove iniziare!?

Lo stile personale è l’IMMAGINE DI NOI STESSE che trasmettiamo agli altri.
Voi sapete che l’immagine influenza circa l’80 % dei nostri giudizi e pregiudizi, quindi capite bene che comunicare la vostra immagine  nel modo corretto  è fondamentale  nelle relazioni di lavoro personali  e sentimentali.
Il corso ha lo scopo di mettervi a conoscenza di tutte quelle regole che sono indispensabili  per rispondere alle domande e ai  dubbi  es:
Quali sono i pantaloni  e/o le gonne che mi valorizzano?
Quali sono le scollature più adatte a me?
Quali sono i colori che mi fanno apparire più stanca ? Quali invece quelli che non devono mai mancare nel mio guardaroba?
E inoltre…
Perchè ho comperato quella maglietta (gonna , pantalone, camicia) che non c’entra niente con tutto il resto e che non metterò mai???
Nelle ore trascorse insieme acquisirete le nozioni necessarie per gestire la vostra fisicità trattando temi come:
Morfologia
Stile e  Mood
Teoria dei colori.
Al termine del corso avrete tutte LE RISPOSTE.
Tutte possiamo essere alla moda  ma  è lo stile che ci contraddistingue.
Nel corso di PERSONAL STYLE imparerete a valorizzarvi per raccontare di  voi stesse  per volervi bene ed essere sempre al meglio in ogni occasione.
Spesso dettagli e particolari all’apparenza insignificanti fanno grandi DIFFERENZE!
Vi aspetto!

corso mediolanum 1 mediolanum7mediolanum2mediolanum 9

OB(B)IETTIVO ULTIMI SALDI

OB(B)IETTIVO ULTIMI SALDI

Basta comperare ciabattine e parei da utilizzare una settimana in spiaggia.
Compera nei saldi in modo intelligente pensando al tuo guardaroba di settembre.
La cosa più furba da fare è cercare quei capi intramontabili che adesso sono a prezzi ridotti.
Camicie , jeans, scarpe "ginniche" (ormai sdoganate dal mondo dello sport), scarpe e stivaletti neri o in tinta cuoio.
Certo spesso questi BASICI non sono nei saldi, ma dare un occhio non guasta mai!

Solo per le FASHION ADDICT: IL BOMBER!

MA se avete tutto proprio tutto allora è il momento di comperare una GONNA.

SIIII una GONNA!

In stagione spesso sedotte dal fascino della comodità acquistiamo il pantalone.

Nel guardaroba abbiamo pantaloni colorati, neri, lunghi , corti, a vita alta . stretti, larghi, etc....

Approfittiamo di questi ultimi giorni dei saldi per regalarci uno stile nuovo senza troppi sensi di colpa.

La gonna è in forte ascesa, sarà la vera protagonista del prossimo autunno/inverno. Scegliete sempre il modello che più vi dona, quello che vi  fa stare bene come forma e come colore le varianti sono infinite.

 

Sarete IPER FEMMINILI e BELLISSIME.

Parola di Stella.

 

BUON SHOPPING!!