Un armadio fuori controllo

Una nuova vita…

Aurora mi contatta per una consulenza a 360°.

A quarantanni la sua vita è a una svolta: è andata finalmente a vivere da sola, ha iniziato un nuovo lavoro. Si sente diversa, pronta ad affrontare nuove sfide, è più matura e più consapevole di quanto non si sentisse solo qualche mese prima.

Ha iniziato un percorso con una nutrizionista e si è iscritta ad una palestra.

Una nuova vita e una nuova lei.

Sa come lavoro e mi chiede di aiutarla a cambiare il suo stile.

Il suo entusiasmo è contagioso, è l’entusiasmo di chi, finalmente, ha trovato il coraggio di affrontare le proprie paure e i propri limiti e ha deciso di voltare pagina.

Non vedo l’ora di incontrarla e di lavorare con lei

Un passo alla volta…

Ogni cambiamento va affrontato per gradi, un passo alla volta per evitare che l’entusiasmo che è un ottimo motore non si sgonfi di fronte alle prime difficoltà. Questo può succedere quando le aspettative sono molto alte e vorremmo vedere risultati immediati… nessuno ha la bacchetta magica e soprattutto ogni cambiamento va meditato, assimilato e “digerito”.

La “nuova” Aurora dovrà rispecchiarla assecondando e non stravolgendo la sua personalità.

Durante i nostri primi incontri ci occupiamo di analisi del colore e delle forme. Individuiamo i suoi punti “deboli”, ci concentriamo sui i suoi punti “forti” e… parliamo. Mi racconta di sé, delle sue aspettative, di ciò che le piace.

L’aiuto a guardarsi con occhi “nuovi”. Davanti allo specchio le spiego come sottolineare le spalle e il décolleté, sfilare i fianchi, “allungare” le gambe.

Quali capi prediligere e quali colori utilizzare per esaltare il suo incarnato.

Quando l’armadio è fuori controllo

Ora che abbiamo individuato il suo nuovo stile, l’ultimo passo che ci resta da affrontare è l’analisi del guardaroba.

Quando arrivo a casa sua e mi mostra la stanza dove ritira abiti, accessori e quant’altro mi rendo conto che quella sarà la scommessa più grossa: fare ordine tra le “cataste” di abiti.

Selezionare, provare, scegliere, buttare, buttare, buttare, riordinare, fare spazio perché il caos è il primo sintomo di confusione e di malessere.

Guardando i mucchi di vestiti capisco come deve essersi sentita lei, percepisco il disagio e il suo bisogno di uscirne, sento che ogni cambiamento dovrà passare necessariamente da quel gesto apparentemente tanto semplice: fare ordine per fare spazio al nuovo.

Tanto impegno ma alla fine…

Ci siamo buttate. Innanzitutto abbiamo diviso tutti i capi e gli accessori per stagione. Abbiamo poi diviso ogni “stagione” per categoria: capispalla, pantaloni, gonne, camicie, maglie, scarpe, borse… Abbiamo analizzato, selezionato, guardato e riguardato, eliminato tutto ciò che era rotto, sgualcito, infeltrito rovinato.

Alla fine ci siamo concentrate su ciò che era rimasto scegliendo i capi che si potevano adattare al suo look

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto e solo a questo punto, abbiamo potuto introdurre qualche novità: abbiamo bandito tutti i pantaloni a vita bassa che le stringevano i fianchi mettendo in evidenza antiestetici cuscinetti e introdotto pantaloni a vita alta prediligendo modelli più larghi dal ginocchio in giù, abbinandoli con camicie e top già presenti nel suo guardaroba.

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando ho visto il sorriso entusiasta di Aurora mentre si provava i suoi nuovi outfit non ho potuto fare a meno di pensare che più le sfide sono difficili maggiore è la soddisfazione.

Buona nuova vita Aurora!

QUANDO IL NOSTRO ARMADIO E’ “CONFUSO”

“Aiuto! Emergenza armadio!”

Ottavia, è una giovane donna, dinamica e sportiva. Ci conosciamo da molto tempo ma solo da poco è diventata mia cliente. Felice degli acquisti che abbiamo valutato insieme in boutique, mi chiama una mattina in piena “emergenza armadio”. Avete presente quando apriamo il guardaroba zeppo di abiti e accessori e il panico si impossessa di noi? Abiti, maglie, capispalla, accessori e nella testa una vocina che ci dice: ” Questo no, non ti sta bene, questo forse… la forma è perfetta ma il colore, per carità! Ma cosa ti passava per la testa quando l’hai acquistato? Non si può vedere, non è il tuo, non ti valorizza, e poi con cosa lo abbineresti… attenta a quello che fai!…” La vocina però, giura Ottavia, era proprio la mia! Praticamente un incubo, una piccola Stella sulla spalla che le bisbigliava consigli e la redarguiva.

Aiuto! Più emergenza di così!

Come “mettere in riga” il guardaroba

Ci siamo subito accordate e così, un lunedì mattina, mi sono presentata a grandezza naturale, novella Mary Poppins, pronta a fare ordine, dissipare i dubbi e “mettere in riga” l’armadio di Ottavia. L’armadio di Ottavia, come quasi tutti gli armadi di noi donne, è un coacervo di stili, un’accozzaglia di colori, è fatto a strati, capi acquistati negli anni, sopravvissuti alle mode, agli umori ed anche ai fidanzati. A volte conserviamo gli abiti perché ci piacciono anche se, magari ci accorgiamo che non ci stanno particolarmente bene, a volte non li buttiamo perché ci ricordano una fase della nostra vita, un momento felice. A volte perché “con quello che l’ho pagato” meglio lasciarlo lì appeso, monito imperituro per sconsiderati acquisti futuri. Ebbene sappiate che non funziona! Meglio un guardaroba meno ricco e più disciplinato che “Portobello Road” tutto in un armadio.

Ottavia mi spiega qual è il problema: gli acquisti fatti con la mia consulenza le piacciono, la convincono e, soprattutto le “corrispondono” e la “valorizzano”. Ha capito perfettamente quali sono le forme e i colori che le stanno meglio ora dobbiamo lavorare sugli abbinamenti usando un po’ di accorgimenti.

Facciamo un po’ d’ordine

 

 

 

 

 

 

 

 

Non tutto quello che non ci corrisponde va necessariamente eliminato.

Se l’abito che ci piace tanto non è di un colore “amico”, non importa, troveremo il modo di “addomesticarlo”. Useremo capispalla di colori amici, ci aiuteremo con sciarpe e accessori. Quello che dobbiamo raggiungere non è un’assurda idea di perfezione (che noia!), dobbiamo trovare abbinamenti che ci soddisfino esteticamente senza mai tradire quello che noi siamo perché ognuna di noi è un mondo a sé e a volte sono proprio i “difetti” o ciò che sulla carta sembrerebbe “fuori posto”, a rappresentare il vero valore aggiunto di un out-fit, quello che lo rende originale e, soprattutto, giusto per noi. L’importante è che il risultato finale sia armonico, che l'”imprevisto” si integri bene con il resto. Perché se l'”imprevisto” è il “nostro imprevisto” ci sentiremo a nostro agio in qualsiasi situazione. Ottavia mi apre l’armadio e i cassetti e le scatole e tutto quello che si può aprire ed insieme cominciamo a ragionare e a confrontare le nostre idee.

 

Partiamo dai capispalla

Da qualche parte bisogna iniziare, partiamo dai capispalla, attorno ad essi costruiremo i nostri out-fit scegliendo tra i capi a disposizione. La giacca grigia a righine è un ottimo punto di partenza! Ad essa possiamo abbinare i jeans (Ottavia ne ha diversi) . A seconda delle bluse che utilizziamo otteniamo effetti sempre diversi. Più “seri” e “professionali” con camicia bianca e canotta blu e argento, più casual con la blusa gialla o il mini abito a fantasia. Gli accessori danno il tocco finale dando carattere e personalizzando ogni abbinamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stessa cosa la facciamo utilizzando come capispalla un cardigan lungo e una giacca bianca e blue. Anche in questo caso ci serviamo solo dei capi di Ottavia cercando tra quelli che maggiormente le piacciono e la valorizzano e se un colore non è esattamente quello giusto, non importa! Troviamo il modo di renderlo adatto a lei utilizzando collane ed orecchini, giocando su contrasti ed associazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli unici capi nuovi inseriti sono state due magliette basiche da utilizzare sotto gli abiti scollati che Ottavia adora, rendendoli così adatti anche ad essere indossati in ufficio, un paio di pantaloni neri e una camicia di jeans. Camicia che, nel guardaroba di una ragazza giovane e dinamica come Ottavia, non può assolutamente mancare. Il risultato è da vedere! L’armadio di Ottavia non sembra più lo stesso: ordinato sì ma soprattutto funzionale, ricco di out-fit e originale, proprio come lei!

Silvia: quando i ruoli ci stanno stretti, è ora di cambiare

I cambiamenti vanno programmati

Silvia prima di essere una cliente è un’amica. Ci conosciamo da anni e, come spesso accade, le sue visite in negozio sono un’occasione per aggiornarci su ciò che ci è successo o abbiamo fatto, due battute e quattro risate e, se siamo sole, qualche confidenza bisbigliata prima che la porta si apra ed entri una nuova cliente. Così quando, in una fredda mattina di gennaio, davanti ad un caffè, mi ha detto: “A maggio sarò una modella!”, ho pensato fosse una battuta. Mi sono sfuggite la determinazione e la sicurezza con cui aveva pronunciato quelle parole. Abbiamo continuato a ridere lamentandoci dei bagordi natalizi e dei chili di troppo, versando lacrime da coccodrillo su ogni fetta di panettone, doppiando il nostro giro vita neanche fossimo a una gara di biglie. Invece con il passare delle settimane sono stata testimone di una vera e propria trasformazione..

Quando il nostro ruolo cambia la percezione che abbiamo di noi stesse

L’avevo sottovalutata. Mi sono spesso chiesta quanto i ruoli che ciascuna di noi ricopre nella vita, riescano nel tempo a cambiare la percezione che abbiamo di noi stesse… (se ve lo state chiedendo non è un caso che io stia parlando al femminile). Tanti ruoli simultaneamente: quello che abbiamo sul lavoro e poi quello che abbiamo a casa, con le amiche e con i famigliari, siamo ballerine ma anche centravanti. Eppure tra tutti ce n’è sempre uno che, per tanti motivi, prende il sopravvento arrivando a cambiare anche la percezione che abbiamo di noi stesse. Silvia è una maestra e si dedica con impegno al suo lavoro, ha a che fare con i bambini tutti i giorni, tutto il giorno. Deve essere sempre vigile ed attenta agli altri… più che a sé stessa. Si destreggia tra pennarelli, urla, giochi, compiti da assegnare, i banchi di scuola e i tavoli della mensa. Come può essere che questo non condizioni il suo modo di percepirsi e di vestirsi? Ho ripensato alle parole di Silvia come ad una specie di grido di guerra e un po’ me la sono proprio immaginata alla “bellicosa” riconquista della sua identità tra spruzzi di inchiostro, matite colorate e maccheroni al ragù.

Tutte sappiamo quanta fatica e costanza ci vogliono per perdere peso e per mantenere intatta la propria determinazione col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi e… a volte anche delle ore! Ciascuna di noi sa che non c’è guerra più logorante di quella che combattiamo contro la bilancia. Silvia è stata un vero marines! Nel corso di questi mesi ha dovuto gestire il suo corpo in continua trasformazione per la perdita di peso ed abituarsi ad un nuovo stile di vita. E’ stato elettrizzante! Io e la nutrizionista Valentina Leva abbiamo lavorato in sinergia per supportarla in questo percorso cercando di fare del nostro meglio per motivarla.

Ottimizziamo acquisti ed interventi in vista dell’obbiettivo finale

Per me è stata una vera sfida. Il primo obbiettivo è stato quello di ottimizzare gli acquisti e gli interventi in previsione del risultato finale. Questo ha significato anche programmare. Innanzi tutto mi sono occupata del suo armadio. Nonostante il periodo di saldi (gennaio/aprile) inducesse a lasciarsi andare ad acquisti importanti e sicuramente, nell’immediato, gratificanti, in questa prima fase le ho consigliato di puntare sugli accessori. Sciarpe, foulards, spille, collane, calzature (bandite le cinture che mettono ansia!) si sarebbero inseriti bene nel suo armadio già ben fornito, avrebbero soddisfatto la sua voglia di shopping e, soprattutto, non avrebbero inciso eccessivamente sul portafoglio. Gli acquisti più importanti avrebbero dovuto attendere la fine del suo percorso di dimagrimento e soprattutto fino a quando non avessimo definito insieme lo stile della “nuova” Silvia.

Voglia di eleganza e femminilità

Con il trascorrere delle settimane, di chiacchierata in chiacchierata, l’ho vista cambiare. Non solo il suo fisico si asciugava perdendo quei fastidiosi chili di troppo, ma la sua consapevolezza di sé diventava sempre più chiara e definita. Se il suo stile fino a questo momento, era stato potrei dire “Bohemienne” con una predilezione per i colori vivaci, le stampe floreali, i mille braccialetti e collane, magari abbinati a short, scarpe e sandali sportivi, ora c’era un’esigenza nuova.

Una voglia di “pulizia”, di eleganza, di femminilità, il desiderio di fare suo uno stile più classico. Il mio lavoro è stato quello di assecondare questa esigenza e darle “voce” nel pieno rispetto della personalità di Silvia. La “nuova” Silvia non doveva essere una Silvia “diversa” ma valorizzata. Il risultato è stato strabiliante, eppure, dentro di sé, quella mattina di gennaio, lei già lo sapeva e da brava maestra aveva programmato tutto!

 

Eccola dunque elegante e raffinata con un abito (draped dress) che modella ed evidenzia il suo punto vita abbinato con il color cuoio, borsa a mano e decolletè (open toe)

CADAVERI NELL’ ARMADIO :)

Cadaveri nell’ armadio???

Bhè amiche mie a questo punto sarebbe meglio avere qualche amante  nell’armadio!!!! AHAHAHAH!

Ma a parte le battute scontate/cretine cosa abbiamo dentro al nostro ARMADIO ??

Qualunque cosa??

T-SHIRTH che indossavamo all’asilo!

JEANS che orgogliosamente esibivamo 10 kg fa’!

CAPPOTTI stile anni ’80 Donne in Carriera!

MINIGONNE che adesso guardiamo con orrore !

PULLOVER dai colori fluo!

L’armadio pieno e NIENTE DA METTERE.

NIENTE che ci faccia sentire bene ! Ma come è POSSIBILE!!!

IMPARIAMO ad ELIMINARE

Se dopo 2 stagioni quella gonna, sì proprio quella lì ..tristemente appesa …non l’abbiamo più indossata REGALIAMOLA all’amica  brava con ago e filo  che la potrà rinnovare o all’amica BOHEMIENNE che le saprà dare nuova Vita!

LIBERIAMOCI DEI PESI MORTI.

Non facciamoci del male se nel frattempo abbiamo  qualche kilo di troppo e il nostro pantalone preferito non ci sta più bene!

La nostra consapevolezza ci rende comunque più sexy.

Approfittiamo dei cambiamenti della moda per VALORIZZARCI!

E poi ci sono quei capi che con poco si reinventano  che se abbinati in modo alternativo sono attuali o di tendenza.

Ci sono accessori che indossati in modo diverso creano PERSONALITA’.

Se proprio da sole non ci riuscite CONTATTATEMI .

Fissiamo un’appuntamento!

Guardate questo borsone !!!

armadio

 

 

 

 

 

Un’ ammasso di “ROBA” da buttare!?!?

NOOOO!

Abbiamo ridato ossigeno a un paio di pantaloni a vita alta BELL BOTTOM di grande attualità quest’ estate in un bel colore VITAMINICO,  che abbinato a una stola in chiffon RECUPERATA (da morte sicura) annodata  sul davanti crea un OUTFIT  estivo di gran effetto.

Quest’estate abbronzata con sandalo minimal oro Francesca sarà  uno schianto!

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Sempre a VOSTRA DISPOSIZIONE!

Contattatemi!