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La Consulenza d’Immagine secondo me

La consulenza d’immagine è un’esigenza, un percorso che ha come obiettivo quello di scoprire e rivelare la propria unicità. È un cambiamento che si rivela con un nuovo look, ma va oltre al cambiamento di stile. Lo stile è solo quello che la nostra nuova immagine comunica. Il vero cambiamento è quello che avviene in noi, che si percepisce in un primo momento come una necessità e che solo dopo la consulenza d’immagine si trasforma in risposta a tutte le nostre domande.

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Lo scopo della consulenza d’immagine

Lo scopo della consulenza d’immagine è quello di rispondere ai sogni e in alcuni casi anche di anticiparli partendo dalla nostra unicità.

Siamo unici e irripetibili.

L’esigenza di vivere l’esperienza di una consulenza d’immagine nasce in fasi che io chiamo di transizione.
Sono quei periodi della vita in cui affrontiamo volenti o nolenti fasi di cambiamento che riguardano la sfera privata e lavorativa.

Il primo lavoro, un avanzamento di carriera, la perdita del lavoro stesso, ma anche la maternità (prima e dopo), la separazione/divorzio, una storia d’amore appena sbocciata, un cambio di residenza (nuovi vicini, ambienti da frequentare diversi) e anche periodi di malattia, lutti.

Sono fasi che impongono adattamento, flessibilità, pazienza, costanza, che rimettono in discussione abitudini di vita. Mentre il mondo attorno a noi si muove, noi non possiamo fare altro che seguirlo e, mentre la vita mette alla prova, la consulenza d’immagine mette nelle condizioni di affrontarla.

Come si svolge la consulenza d’immagine

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Regola numero 1: Ascoltare tanto

Parlare di sé non è mai facile.

Raccontati

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Gusti, preferenze, passioni, abitudini, quello che ti piace e quello che non sopporti.
Cosa fai per te, come ti senti quando lo fai.
Come ti vedi e come vorresti essere e perché.
Cosa pensi di comunicare, cosa vedi di te negli sguardi di colleghi, amici e famigliari. E cosa vorresti invece leggervi?

Il tuo punto di vista è molto importante

Avvicinarsi alla consulenza d’immagine è il primo passo per ottenere tutte le risposte che vuoi.

La consulenza sulle forme…

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Nella fase successiva mi occuperò delle tue misure e dei tuoi colori.
Occuparmi delle tue misure non vuol dire parlare di taglie, ma di proporzioni. Siamo fatte in 3D.
Siamo unici e irripetibili, non saranno i numeri a destabilizzarci!
Ti svelerò le linee e i tessuti che si addicono alla tua fisicità grazie all’analisi della figura.
Ti insegnerò le più importanti tecniche di camouflage per valorizzare i tuoi punti di forza e camuffare i tuoi punti deboli.

…e la consulenza sui colori!

consulenza di immagine colorePoi per quanto riguarda i colori… bhè, ci divertiremo!
Sarai primavera, estate, inverno, autunno?
Faremo l’analisi cromatica e questo ci permetterà di stabilire la tua unica palette di colori amici.
Individuare quali sono i colori che ti valorizzano ti permetterà di fare più abbinamenti, perché ogni cosa si abbinerà con un’altra. Non dirai più non ho niente da mettermi e comprerai solo quello che è adatto a te.

Analisi del viso

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Evitare i colori nemici vuol dire che non comprerai più rossetti sbagliati, che non sbaglierai più  il fondotinta , così come ombretti, matite, phard, cipria…
Anche il colore dei capelli: ci hai mai pensato? Finalmente uscirai dal purrucchiere piacendoti

A questo serve l’analisi del viso che faremo durante la consulenza d’immagine.

L’analisi del guardaroba

consulenza di immagine guardarobaL’ultima fase riguarda l’armadio. Ultima, ma non certo meno importante delle altre.
Ora che conosci gli stili e le linee che ti valorizzano, che sai che il verde e il giallo (per esempio) non sono i tuoi colori, che il jersy si appiccica proprio lì dove non vuoi… perché tenerli nell’armadio? L’analisi del guardaroba serve a valorizzare quel che hai e ti sta bene, e far sparire quel che non ti valorizza quando lo indossi.
Molto si potrà recuperare anche con piccoli accorgimenti di sartoria che ti indicherò all’occorrenza.

Liberarsi di tutto ciò che ormai non ti appartiene più ti regalerà nuova energia.

 

Guardati!

Vedi una persona nuova, ma sei sempre tu, solo che ora vedi la parte migliore di te.

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L’armadio dopo i 40 e…dintorni.

Quando avevo vent’anni, una donna di quaranta mi sembrava “vecchia”, adesso che i quaranta li ho passati da un bel pezzo posso dire di non essermi mai sentita meglio. E’ l’età in cui smettiamo di voler sembrare e “diventiamo”, l’età in cui prendiamo piena coscienza di chi siamo e di cosa vogliamo. Questo fatto da solo ci rende belle, anzi no, ci rende irresistibili. La consapevolezza è tutto, è ciò che ci permette di osare anche quando il nostro fisico ci presenta il conto, è ciò che ci fa sorridere e ci fa guardare a noi stesse con indulgenza ed ironia, ciò che ci rende uniche: noi con tutti i nostri difetti, le nostre notti insonni, i nostri mille perché, le nostre zampe di gallina, i cuscinetti nei posti sbagliati. Noi e il nostro bagaglio di errori e di progetti irrealizzati, di giornate di sole e di vita vissuta. Non so voi, ma io nei miei 40 che 40 non son più da un bel pezzo, ci sto da dio.

Come dovrebbe essere, secondo voi, l’armadio dopo gli anta? Vi svelo un segreto: l’unico limite del mio armadio sono le sue ante. Con un pizzico di buon senso e di buon gusto, l’armadio dopo i quaranta può essere variegato, divertente, elegante, stiloso, aggressivo o romantico esattamente come quello che avevamo vent’anni fa.

Sta a noi mixare gli stili e i capi con giudizio, tenendo conto del fisico più morbido e di qualche piccolo cedimento. La consapevolezza tanto faticosamente guadagnata, sarà la nostra guida e ci eviterà scivoloni di stile.

La prima regola alla quale attenersi è: less is more! Non c’è bisogno di eccedere o sottolineare: siamo perfette così come siamo!

Qualche altra indicazione?

In linea di massima:

NO AL TROPPO CLASSICO. Se questo è il tuo stile, riscoprilo e reinventalo. Prova ad abbinare qualche accessorio grintoso: osa una camicia di jeans o qualche pezzo in ecopelle.

NO AL TROPPO GIOVANE: l’effetto sarebbe troppo stridente, sii fiera dei tuoi anni! Lascia le T-shirt a tua figlia e alle sue amiche. Ti puoi permettere di meglio!

EVITA I TREND ECCESSIVI del momento o i look troppo aggressivi, non hai bisogno di dimostrare nulla, sii felice dei traguardi che hai raggiunto e della donna che sei diventata.

Vuoi mettere un abbinamento animalier con pantalone classico e magari un paio di decollettè?

NO ALLE LINEE A SACCHETTOEFFETTOSCIURAASSICURATO: usa le cinture!

ATTENZIONE ALLE GONNE MIDI plissé o a ruota: se ti piacciono fai attenzione ai tessuti e scegli velluti o tessuti metallici. Con la gonna midì e il tacco alto sarai fantastica soprattutto se l’abbinerai ad accessori di tendenza.

EVITA le scarpe con tacco medio (perché ti devi mortificare se puoi permettere un tacco dodici?) e il foulard attorno al collo (usalo come cintura o legalo al polso o alla borsa).

TOTAL BLACK con parsimonia, il MARRONE solo con del rosa, il BEIGE con del rosso o del blu… Per il resto usa i tuoi colori, quelli che ami e che ti fanno bella, quelli che quando li indossi ti fanno sorridere allo specchio.

 

Un armadio fuori controllo

Una nuova vita…

Aurora mi contatta per una consulenza a 360°.

A quarantanni la sua vita è a una svolta: è andata finalmente a vivere da sola, ha iniziato un nuovo lavoro. Si sente diversa, pronta ad affrontare nuove sfide, è più matura e più consapevole di quanto non si sentisse solo qualche mese prima.

Ha iniziato un percorso con una nutrizionista e si è iscritta ad una palestra.

Una nuova vita e una nuova lei.

Sa come lavoro e mi chiede di aiutarla a cambiare il suo stile.

Il suo entusiasmo è contagioso, è l’entusiasmo di chi, finalmente, ha trovato il coraggio di affrontare le proprie paure e i propri limiti e ha deciso di voltare pagina.

Non vedo l’ora di incontrarla e di lavorare con lei

Un passo alla volta…

Ogni cambiamento va affrontato per gradi, un passo alla volta per evitare che l’entusiasmo che è un ottimo motore non si sgonfi di fronte alle prime difficoltà. Questo può succedere quando le aspettative sono molto alte e vorremmo vedere risultati immediati… nessuno ha la bacchetta magica e soprattutto ogni cambiamento va meditato, assimilato e “digerito”.

La “nuova” Aurora dovrà rispecchiarla assecondando e non stravolgendo la sua personalità.

Durante i nostri primi incontri ci occupiamo di analisi del colore e delle forme. Individuiamo i suoi punti “deboli”, ci concentriamo sui i suoi punti “forti” e… parliamo. Mi racconta di sé, delle sue aspettative, di ciò che le piace.

L’aiuto a guardarsi con occhi “nuovi”. Davanti allo specchio le spiego come sottolineare le spalle e il décolleté, sfilare i fianchi, “allungare” le gambe.

Quali capi prediligere e quali colori utilizzare per esaltare il suo incarnato.

Quando l’armadio è fuori controllo

Ora che abbiamo individuato il suo nuovo stile, l’ultimo passo che ci resta da affrontare è l’analisi del guardaroba.

Quando arrivo a casa sua e mi mostra la stanza dove ritira abiti, accessori e quant’altro mi rendo conto che quella sarà la scommessa più grossa: fare ordine tra le “cataste” di abiti.

Selezionare, provare, scegliere, buttare, buttare, buttare, riordinare, fare spazio perché il caos è il primo sintomo di confusione e di malessere.

Guardando i mucchi di vestiti capisco come deve essersi sentita lei, percepisco il disagio e il suo bisogno di uscirne, sento che ogni cambiamento dovrà passare necessariamente da quel gesto apparentemente tanto semplice: fare ordine per fare spazio al nuovo.

Tanto impegno ma alla fine…

Ci siamo buttate. Innanzitutto abbiamo diviso tutti i capi e gli accessori per stagione. Abbiamo poi diviso ogni “stagione” per categoria: capispalla, pantaloni, gonne, camicie, maglie, scarpe, borse… Abbiamo analizzato, selezionato, guardato e riguardato, eliminato tutto ciò che era rotto, sgualcito, infeltrito rovinato.

Alla fine ci siamo concentrate su ciò che era rimasto scegliendo i capi che si potevano adattare al suo look

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto e solo a questo punto, abbiamo potuto introdurre qualche novità: abbiamo bandito tutti i pantaloni a vita bassa che le stringevano i fianchi mettendo in evidenza antiestetici cuscinetti e introdotto pantaloni a vita alta prediligendo modelli più larghi dal ginocchio in giù, abbinandoli con camicie e top già presenti nel suo guardaroba.

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando ho visto il sorriso entusiasta di Aurora mentre si provava i suoi nuovi outfit non ho potuto fare a meno di pensare che più le sfide sono difficili maggiore è la soddisfazione.

Buona nuova vita Aurora!

QUANDO IL NOSTRO ARMADIO E’ “CONFUSO”

“Aiuto! Emergenza armadio!”

Ottavia, è una giovane donna, dinamica e sportiva. Ci conosciamo da molto tempo ma solo da poco è diventata mia cliente. Felice degli acquisti che abbiamo valutato insieme in boutique, mi chiama una mattina in piena “emergenza armadio”. Avete presente quando apriamo il guardaroba zeppo di abiti e accessori e il panico si impossessa di noi? Abiti, maglie, capispalla, accessori e nella testa una vocina che ci dice: ” Questo no, non ti sta bene, questo forse… la forma è perfetta ma il colore, per carità! Ma cosa ti passava per la testa quando l’hai acquistato? Non si può vedere, non è il tuo, non ti valorizza, e poi con cosa lo abbineresti… attenta a quello che fai!…” La vocina però, giura Ottavia, era proprio la mia! Praticamente un incubo, una piccola Stella sulla spalla che le bisbigliava consigli e la redarguiva.

Aiuto! Più emergenza di così!

Come “mettere in riga” il guardaroba

Ci siamo subito accordate e così, un lunedì mattina, mi sono presentata a grandezza naturale, novella Mary Poppins, pronta a fare ordine, dissipare i dubbi e “mettere in riga” l’armadio di Ottavia. L’armadio di Ottavia, come quasi tutti gli armadi di noi donne, è un coacervo di stili, un’accozzaglia di colori, è fatto a strati, capi acquistati negli anni, sopravvissuti alle mode, agli umori ed anche ai fidanzati. A volte conserviamo gli abiti perché ci piacciono anche se, magari ci accorgiamo che non ci stanno particolarmente bene, a volte non li buttiamo perché ci ricordano una fase della nostra vita, un momento felice. A volte perché “con quello che l’ho pagato” meglio lasciarlo lì appeso, monito imperituro per sconsiderati acquisti futuri. Ebbene sappiate che non funziona! Meglio un guardaroba meno ricco e più disciplinato che “Portobello Road” tutto in un armadio.

Ottavia mi spiega qual è il problema: gli acquisti fatti con la mia consulenza le piacciono, la convincono e, soprattutto le “corrispondono” e la “valorizzano”. Ha capito perfettamente quali sono le forme e i colori che le stanno meglio ora dobbiamo lavorare sugli abbinamenti usando un po’ di accorgimenti.

Facciamo un po’ d’ordine

 

 

 

 

 

 

 

 

Non tutto quello che non ci corrisponde va necessariamente eliminato.

Se l’abito che ci piace tanto non è di un colore “amico”, non importa, troveremo il modo di “addomesticarlo”. Useremo capispalla di colori amici, ci aiuteremo con sciarpe e accessori. Quello che dobbiamo raggiungere non è un’assurda idea di perfezione (che noia!), dobbiamo trovare abbinamenti che ci soddisfino esteticamente senza mai tradire quello che noi siamo perché ognuna di noi è un mondo a sé e a volte sono proprio i “difetti” o ciò che sulla carta sembrerebbe “fuori posto”, a rappresentare il vero valore aggiunto di un out-fit, quello che lo rende originale e, soprattutto, giusto per noi. L’importante è che il risultato finale sia armonico, che l'”imprevisto” si integri bene con il resto. Perché se l'”imprevisto” è il “nostro imprevisto” ci sentiremo a nostro agio in qualsiasi situazione. Ottavia mi apre l’armadio e i cassetti e le scatole e tutto quello che si può aprire ed insieme cominciamo a ragionare e a confrontare le nostre idee.

 

Partiamo dai capispalla

Da qualche parte bisogna iniziare, partiamo dai capispalla, attorno ad essi costruiremo i nostri out-fit scegliendo tra i capi a disposizione. La giacca grigia a righine è un ottimo punto di partenza! Ad essa possiamo abbinare i jeans (Ottavia ne ha diversi) . A seconda delle bluse che utilizziamo otteniamo effetti sempre diversi. Più “seri” e “professionali” con camicia bianca e canotta blu e argento, più casual con la blusa gialla o il mini abito a fantasia. Gli accessori danno il tocco finale dando carattere e personalizzando ogni abbinamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stessa cosa la facciamo utilizzando come capispalla un cardigan lungo e una giacca bianca e blue. Anche in questo caso ci serviamo solo dei capi di Ottavia cercando tra quelli che maggiormente le piacciono e la valorizzano e se un colore non è esattamente quello giusto, non importa! Troviamo il modo di renderlo adatto a lei utilizzando collane ed orecchini, giocando su contrasti ed associazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli unici capi nuovi inseriti sono state due magliette basiche da utilizzare sotto gli abiti scollati che Ottavia adora, rendendoli così adatti anche ad essere indossati in ufficio, un paio di pantaloni neri e una camicia di jeans. Camicia che, nel guardaroba di una ragazza giovane e dinamica come Ottavia, non può assolutamente mancare. Il risultato è da vedere! L’armadio di Ottavia non sembra più lo stesso: ordinato sì ma soprattutto funzionale, ricco di out-fit e originale, proprio come lei!

Silvia: quando i ruoli ci stanno stretti, è ora di cambiare

I cambiamenti vanno programmati

Silvia prima di essere una cliente è un’amica. Ci conosciamo da anni e, come spesso accade, le sue visite in negozio sono un’occasione per aggiornarci su ciò che ci è successo o abbiamo fatto, due battute e quattro risate e, se siamo sole, qualche confidenza bisbigliata prima che la porta si apra ed entri una nuova cliente. Così quando, in una fredda mattina di gennaio, davanti ad un caffè, mi ha detto: “A maggio sarò una modella!”, ho pensato fosse una battuta. Mi sono sfuggite la determinazione e la sicurezza con cui aveva pronunciato quelle parole. Abbiamo continuato a ridere lamentandoci dei bagordi natalizi e dei chili di troppo, versando lacrime da coccodrillo su ogni fetta di panettone, doppiando il nostro giro vita neanche fossimo a una gara di biglie. Invece con il passare delle settimane sono stata testimone di una vera e propria trasformazione..

Quando il nostro ruolo cambia la percezione che abbiamo di noi stesse

L’avevo sottovalutata. Mi sono spesso chiesta quanto i ruoli che ciascuna di noi ricopre nella vita, riescano nel tempo a cambiare la percezione che abbiamo di noi stesse… (se ve lo state chiedendo non è un caso che io stia parlando al femminile). Tanti ruoli simultaneamente: quello che abbiamo sul lavoro e poi quello che abbiamo a casa, con le amiche e con i famigliari, siamo ballerine ma anche centravanti. Eppure tra tutti ce n’è sempre uno che, per tanti motivi, prende il sopravvento arrivando a cambiare anche la percezione che abbiamo di noi stesse. Silvia è una maestra e si dedica con impegno al suo lavoro, ha a che fare con i bambini tutti i giorni, tutto il giorno. Deve essere sempre vigile ed attenta agli altri… più che a sé stessa. Si destreggia tra pennarelli, urla, giochi, compiti da assegnare, i banchi di scuola e i tavoli della mensa. Come può essere che questo non condizioni il suo modo di percepirsi e di vestirsi? Ho ripensato alle parole di Silvia come ad una specie di grido di guerra e un po’ me la sono proprio immaginata alla “bellicosa” riconquista della sua identità tra spruzzi di inchiostro, matite colorate e maccheroni al ragù.

Tutte sappiamo quanta fatica e costanza ci vogliono per perdere peso e per mantenere intatta la propria determinazione col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi e… a volte anche delle ore! Ciascuna di noi sa che non c’è guerra più logorante di quella che combattiamo contro la bilancia. Silvia è stata un vero marines! Nel corso di questi mesi ha dovuto gestire il suo corpo in continua trasformazione per la perdita di peso ed abituarsi ad un nuovo stile di vita. E’ stato elettrizzante! Io e la nutrizionista Valentina Leva abbiamo lavorato in sinergia per supportarla in questo percorso cercando di fare del nostro meglio per motivarla.

Ottimizziamo acquisti ed interventi in vista dell’obbiettivo finale

Per me è stata una vera sfida. Il primo obbiettivo è stato quello di ottimizzare gli acquisti e gli interventi in previsione del risultato finale. Questo ha significato anche programmare. Innanzi tutto mi sono occupata del suo armadio. Nonostante il periodo di saldi (gennaio/aprile) inducesse a lasciarsi andare ad acquisti importanti e sicuramente, nell’immediato, gratificanti, in questa prima fase le ho consigliato di puntare sugli accessori. Sciarpe, foulards, spille, collane, calzature (bandite le cinture che mettono ansia!) si sarebbero inseriti bene nel suo armadio già ben fornito, avrebbero soddisfatto la sua voglia di shopping e, soprattutto, non avrebbero inciso eccessivamente sul portafoglio. Gli acquisti più importanti avrebbero dovuto attendere la fine del suo percorso di dimagrimento e soprattutto fino a quando non avessimo definito insieme lo stile della “nuova” Silvia.

Voglia di eleganza e femminilità

Con il trascorrere delle settimane, di chiacchierata in chiacchierata, l’ho vista cambiare. Non solo il suo fisico si asciugava perdendo quei fastidiosi chili di troppo, ma la sua consapevolezza di sé diventava sempre più chiara e definita. Se il suo stile fino a questo momento, era stato potrei dire “Bohemienne” con una predilezione per i colori vivaci, le stampe floreali, i mille braccialetti e collane, magari abbinati a short, scarpe e sandali sportivi, ora c’era un’esigenza nuova.

Una voglia di “pulizia”, di eleganza, di femminilità, il desiderio di fare suo uno stile più classico. Il mio lavoro è stato quello di assecondare questa esigenza e darle “voce” nel pieno rispetto della personalità di Silvia. La “nuova” Silvia non doveva essere una Silvia “diversa” ma valorizzata. Il risultato è stato strabiliante, eppure, dentro di sé, quella mattina di gennaio, lei già lo sapeva e da brava maestra aveva programmato tutto!

 

Eccola dunque elegante e raffinata con un abito (draped dress) che modella ed evidenzia il suo punto vita abbinato con il color cuoio, borsa a mano e decolletè (open toe)

CADAVERI NELL’ ARMADIO :)

Cadaveri nell’ armadio???

Bhè amiche mie a questo punto sarebbe meglio avere qualche amante  nell’armadio!!!! AHAHAHAH!

Ma a parte le battute scontate/cretine cosa abbiamo dentro al nostro ARMADIO ??

Qualunque cosa??

T-SHIRTH che indossavamo all’asilo!

JEANS che orgogliosamente esibivamo 10 kg fa’!

CAPPOTTI stile anni ’80 Donne in Carriera!

MINIGONNE che adesso guardiamo con orrore !

PULLOVER dai colori fluo!

L’armadio pieno e NIENTE DA METTERE.

NIENTE che ci faccia sentire bene ! Ma come è POSSIBILE!!!

IMPARIAMO ad ELIMINARE

Se dopo 2 stagioni quella gonna, sì proprio quella lì ..tristemente appesa …non l’abbiamo più indossata REGALIAMOLA all’amica  brava con ago e filo  che la potrà rinnovare o all’amica BOHEMIENNE che le saprà dare nuova Vita!

LIBERIAMOCI DEI PESI MORTI.

Non facciamoci del male se nel frattempo abbiamo  qualche kilo di troppo e il nostro pantalone preferito non ci sta più bene!

La nostra consapevolezza ci rende comunque più sexy.

Approfittiamo dei cambiamenti della moda per VALORIZZARCI!

E poi ci sono quei capi che con poco si reinventano  che se abbinati in modo alternativo sono attuali o di tendenza.

Ci sono accessori che indossati in modo diverso creano PERSONALITA’.

Se proprio da sole non ci riuscite CONTATTATEMI .

Fissiamo un’appuntamento!

Guardate questo borsone !!!

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Un’ ammasso di “ROBA” da buttare!?!?

NOOOO!

Abbiamo ridato ossigeno a un paio di pantaloni a vita alta BELL BOTTOM di grande attualità quest’ estate in un bel colore VITAMINICO,  che abbinato a una stola in chiffon RECUPERATA (da morte sicura) annodata  sul davanti crea un OUTFIT  estivo di gran effetto.

Quest’estate abbronzata con sandalo minimal oro Francesca sarà  uno schianto!

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Sempre a VOSTRA DISPOSIZIONE!

Contattatemi!