Restlyling : di cosa si tratta?

Restyling!

Chissà quante volte avete sentito  il suono di questa parola :  Restyling!

Di cosa si tratta?

Se mi affido a WIKIPEDIA trovo questo:

Restyling è un termine di origine inglese (anche se generalmente non usato in inglese) utilizzato in diversi ambiti con il significato di una rivisitazione di un oggetto esistente senza uno stravolgimento consistente dello stesso.

Io direi semplicemente:

Restyling = RINNOVAMENTO

Il restyling se applicato in modo corretto ci permette di acquistare  meno capi e di ottenere più look.

Questo ha indiscussi vantaggi tra cui:

Risparmio (meno pezzi meno spesa).

Qualità (acquistando meno staremo più attente a cosa comperiamo).

Eleganza ( sappiamo che eleganza deriva da ELIGERE che significa SCEGLIERE).

Vi devo avvertire sembra semplice ma non lo è!

Persone con esperienza e competenza  vi possono essere di grande aiuto ma voi dovete prepararvi .

Armatevi di pazienza .

La prima cosa da fare in assoluto prima di dedicarsi al Restyling è il riposizionamento del GUARDAROBA.

Dedicate al vostro guardaroba del tempo con pazienza.

Con calma eliminate tutto quello che non mettete più da due anni ( vi consiglio di leggere https://www.vitadastella.it///2016/02/29/cadaveri-nell-armadio/) .

Dividete gli indumenti per stagione, dopodichè per classi : ( è anche faticoso!)

pantaloni, maglie, t-shirt, giacche, gonne, abiti, cappotti..etc….

Questa divisione vi permetterà di avere ben chiara la situazione!

Abbiamo esaurito la scorta di T-shirt?

Siamo a corto di maglioni?

I capi spalla ( giacche, cappotti, piumini, trench) sono usurati, passati di moda???

E gli accessori??

Scarpe, borse. cinture sciarpe, foulard, e poi… orecchini collane bracciali… sono  ancora utilizzabili?

Facciamo tutto con scrupolo e obbiettività e si ci rendiamo conto di aver acquistato a casaccio poniamo rimedio regalando quel capo che mai e poi mai metteremo, ( ancora non si capisce come abbiamo fatto ad acquistarlo) alla nostra amica , quella giusta… quella che gli ridarà   nuova vita!

Ora siete pronte!

Quali saranno i prossimi acquisti?

Quelli che farete nell’ottica del Restyling!!!

Guardate la mia pagina Stella rampollo by Cari qualche idea in più è sempre di grande aiuto .. almeno all’inizio!

 

 

 

STORIA DEI PANTALONI

Storia dei pantaloni …

ovvero breve storia di un PREGIUDIZIO.

I pantaloni sono nati circa duemila anni fa grazie ai nomadi delle steppe euroasiatiche che vivendo gran parte della loro vita a cavallo necessitavano di indumenti dai gambali robusti  che venivano indossati indifferentemente da uomini e donne .

Non è chiaro del  perchè  le antiche società occidentali  (a differenza di quelle orientali ) considerassero intollerabile  l’uso dei pantaloni da parte della donna.

Pare che Giovanna d’Arco già in carcere si ostinasse ad indossare abiti maschili (pantaloni appunto)   e questo non fece che accelerare e giustificare maggiormente la sua condanna al rogo.

La storia racconta di come Caterina De Medici (appassionata di cavalli) fu una delle prime donne ad indossare i pantaloncini (braghesse) sotto alle gonne durante le sue cavalcate.

Durante il 1800 parecchie furono le donne coraggiose tra le più famose George Sand.

La parte che più mi appassiona della storia è quella più recente che parte dal contributo di donne come Marlene Dietrich o Katharine Hepburn  che attraverso la loro immagine contribuirono alla diffusione del pantalone.

Grazie a loro molte donne iniziarono ad indossarlo con molta più disinvoltura specie nel tempo libero.

Gli anni 60 e 70 e la diffusione del jeans spianarono la strada del pantalone fino ai giorni nostri , tanto che nei nostri armadi (NEL MIO DI SICURO) ci sono più pantaloni che qualunque altro indumento.

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Questo abito è per la festa!

Una volta si diceva : Questo abito è per la festa!

I tempi non sono cambiati così tanto…. (su alcune cose) :), o meglio sono cambiate le modalità ma non i concetti!

Un’  indagine ha rilevato che la maggior parte delle persone durante il week end adotta un abbigliamento diverso da quello adottato durante la settimana.

Le ragioni sono facilmente intuibili.

La principale è che al lavoro ricopriamo dei ruoli e abbiamo delle responsabilità diverse da quelle che ci derivano dal mondo del privato.

In alcuni casi la sfera lavorativa é talmente lontana (come stile ed esigenze) dalla sfera personale che siamo costrette ad adottare DUE ARMADI.

L’altro giorno parlando con una mia cliente sono venuta a conoscenza che una delle regole non scritte tra i professionisti di Milano è indossare il jeans il venerdì pomeriggio.

Mi fanno riflettere queste notizie  perchè è fuor di dubbio che  gli uomini comunicano anche attraverso l’abbigliamento emozioni e stati d’animo.

Non avrebbe lo stesso significato indossare il jeans il lunedì mattina.

Infatti associo il jeans /venerdi come preludio ad un week end di libertà spensierato e lontano dalle scartoffie.

Associo il jeans /lunedì come ad un rientro affrettato ad un risveglio all’ultimo  minuto ad un professionista assonnato e distratto per tutta la giornata.

Esagerata???

L’abito non mente!  Queste parole concise, che ho rubato non ricordo più  dove,  sono esplicative di un concetto che troppo spesso viene sottovalutato.

Molte sono le amiche /clienti che si sono viste “bagnar il naso” da colleghe meno competenti o meno preparate solo perchè l’abbigliamento giusto comunicava le capacità adeguate ad un avanzamento.

L’importante è crederci.

Per raggiungere obiettivi  ambiziosi non bastano (purtroppo) la Laurea  e i Master se siete sempre vestite come delle segretarie o l’amica della porta accanto.

E’ una realtà ( giusta o sbagliata non decido io ) di cui bisogna prendere  atto  e affrontare.

In ogni caso l’abbigliamento deve essere ADEGUATO al luogo di lavoro.

L’ambiente detta le REGOLE  e seguendo questa logica ho scattato per Voi alcune fotografie per proporvi un gioco.

La modella è sempre la stessa.

Osservate le fotografie …. provate a fantasticare sul tipo di lavoro che potrebbe fare a seconda dell’abbigliamento indossato.

Vi stupirete delle vostre risposte!

P.S.:

Piacerebbe sapere anche a me cosa ne pensate!

 

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