DI MAMMA CE N’E’ UNA…

Se non ci fosse lei…

In queste settimane frenetiche in cui le cose fatte sono sempre meno di quelle ancora da fare, divisa tra negozio e consulenze, la testa piena di progetti, alcuni già avviati, altri appena abbozzati, in queste giornate un po’ così, che iniziano presto la mattina e finiscono tardi la sera, mi sono trovata spesso a pensare che a meno di non dilatare i minuti e trasformarli in ore, se non ci fosse lei io non ce la farei a stare dietro a tutto.

Lei è Angela, mia madre e in occasione della festa della mamma, ho pensato di ritagliarmi qualche ora da dedicare a noi. Certo di ore insieme ne passiamo tante ma non c’è mai tempo per sederci tranquille a fare quattro chiacchiere. La mattina quando arrivo in negozio, lei c’è già, ha già aperto, tirato giù le tende, spazzato fuori, sistemato; il tempo di un caffè e ci sono le clienti da seguire, abiti da far provare, scarpe da ritirare, poi io al telefono con le ditte o al computer a mandare mail o a preparare una consulenza, lei a parlare con la sarta; io faccio una corsa in banca, lei fa accomodare un’amica… La sera se vi capita di passare dal negozio in orario di chiusura mentre faccio l’inventario, la potete vedere indaffarata a riordinare, passare l’aspirapolvere, aggiustare un manichino…

L’Angela ferma proprio non ci sa stare

Lei, l’Angela, ferma proprio non ci sa stare. La sua è stata una vita così, tanto lavoro, sempre di corsa, tre figli da crescere, un marito amatissimo da aiutare, la casa da tirarsi dietro… Oggi queste ore le voglio dedicare a lei.

“Mamma, ci prendiamo qualche ora per noi? Ti va di farmi da modella? Sei sempre in pantaloni e camicia, lo so che sei comoda ma mi piacerebbe immaginarti in vacanza, in un bel posto di mare o vederti più colorata e sbarazzina.”       “La modella? Ma Battistella cosa dici? Alla mia età! La modella… non farmi ridere”, ” Certo, la modella! Vorrei arrivare io alla tua età così! E poi è una vita che non facciamo due chiacchiere! Quanti anni avevi quando hai iniziato a lavorare?” “Eh quanti… ho iniziato dopo la quinta. Prima aiutavo i miei nei campi, quando arrivava il temporale e il fieno era da tirare su, si correva tutti, tutti si dava una mano. Poi a settembre ho cominciato a lavare teste da una parrucchiera. Allora si faceva un po’ di tutto, lavavo teste, pulivo per terra e se non c’erano clienti, facevo anche le pulizie in casa…”, “Quindi avevi undici anni…”, “Undici sì, e non ho più smesso. Dopo un po’ di anni ho conosciuto tuo papà e ho aperto un negozio da sola… poi siete arrivati voi, tu e tuo fratello e dopo qualche anno anche Clara, e io dovevo lavorare, badare a voi, alla casa, al papà… ero sempre di corsa!”. “Sì, me lo ricordo, mi ricordo quando ci portavi a scuola la mattina, tu con la tua guida “sportiva” e noi dietro che ad ogni curva, rotolavamo uno sull’altro e ci spalmavamo contro la portiera…”

 

 Una mamma “sprint”…

 

“Non avevo mica tempo da perdere, quasi non mi fermavo neanche per farvi scendere!”, ” Non quasi! Non ti fermavi proprio! Rallentavi, aprivi la portiera e noi dovevamo saltare giù più veloci della luce!”, “Ma voi eravate già alle elementari, poi avevo ancora tua sorella da portare all’asilo!”.

Intanto me la guardo e me la vesto. Non mi sembra vero di potermela “rigirare” come voglio io!   “Visto che sei sempre stata così sprint che ne pensi di un look un po’ più “moderno”?”, “Vorresti dire che sono antica?”, “Assolutamente no! Però dopo ti faccio le foto così vedi la differenza!”, “Le foto? A me?”

“Ti ricordi quando ci inseguivi per farci fare il bagno?”, ” Tu eri giudiziosa ma tuo fratello faceva degli urli, piangeva, è brutto quando i bambini piangono e ti fanno perdere tempo! Io lo acciuffavo e lo infilavo nella vasca. Mi dovevo ingegnare! Tu e tuo fratello eravate uniti, lui faceva tutto quello che facevi tu…”, “Sì, certo, me lo ricordo, ce l’avevo sempre dietro…”; ” La mattina per non fargli capire che tu ti alzavi per andare a scuola, avevo una bambola bionda che infilavo nel letto al posto tuo così lui vedeva i capelli e continuava a dormire… Tu intanto ti preparavi per uscire”. “La bambola me l’ero quasi scordata… in compenso mi ricordo le merende sul lavandino, uno accanto all’altro attenti a non sbriciolare in giro…”

Quella volta che…

 

 

Lei ride di gusto. “Mamma erano anni difficili ma alla fine sono stati anni belli. Non mi sono mai sentita trascurata o abbandonata…. tranne forse quella volta che ti sei dimenticata di venirci a prendere all’asilo e alla chiusura le suore, visto che pioveva, ci hanno infilato un sacco dell’immondizia nero in testa con due buchi per gli occhi e ci hanno spediti a casa! Come mi sono vergognata di attraversare il paese con quel sacco in testa!”

Adesso a ridere di gusto siamo tutte e due e non riusciamo quasi a fermarci, un po’ per la sua dimenticanza un po’ per la sua faccia quando, aperta la porta, ci aveva visti così incappucciati. Fosse successo oggi per una suora così “creativa” avrebbero come minimo chiuso l’asilo!

Intanto la sistemo, le aggiusto la collana, le infilo gli occhiali da sole… Alla fine riesco anche a metterla in posa per le foto! Mi sembra quasi che ci stia prendendo gusto! Ma quanto è bella questa mamma che gli “anta” li ha passati già da un po’ ma li sa portare con tanta leggerezza!

Con lei abbiamo imparato…

Con lei abbiamo imparato a scendere da un auto in corsa ma anche a salire, che se nessuno ti viene a prendere all’asilo qualcuno ti aprirà sempre la porta di casa pronto ad abbracciarti anche se sei bagnato e sembri uscito da un cassonetto, che la merenda sul lavandino si può fare in due ma anche in tre, basta stringersi. Abbiamo imparato ad arrangiarci, a lavorare sodo e quanto sia importante fare le cose con passione. Abbiamo imparato a rigare dritto, a sorridere ma anche a ridere di gusto. Abbiamo imparato che i momenti bui ci sono ma poi passano, si raddrizzano le spalle, si tira su la testa, si tiene duro…

 

 

 

 

 

A OGNI DOMANDA LA SUA… CONSULENZA

Cambio di stagione, un’occasione per fare pulizia…

Se solo smettesse di piovere! Persino Fra Indovino non si raccapezza più! Nella speranza che da un giorno all’altro il tempo cambi e ci si ritrovi catapultati in piena primavera, cominciamo a prepararci a temperature decisamente più miti. Il “cambio dell’armadio” può essere un’ottima occasione per fare pulizia e farci qualche domanda. In che fase della mia vita sono? Quali sono i miei obbiettivi, i miei progetti? Il mio stile di vita è cambiato? Vorrei che lo fosse? Sono la stessa di un anno fa? Di due, di dieci? Ha senso tenere accatastati nell’armadio abiti a cui magari siamo affezionate ma che occupano spazio, creano confusione e soprattutto non ci “appartengono” più?

Un guardaroba zeppo di capi e vuoto di idee…

Aprire un guardaroba zeppo di capi ma vuoto di “idee” non è mai piacevole, mette ansia e ci rimanda un’immagine di noi stesse inadeguata e non all’altezza delle nostre aspettative. A qualche domanda dobbiamo dare una risposta perché partire con le idee chiare è il primo passo per mettere ordine nelle nostre vite e nei nostri armadi.

Anna lo sa bene, fa tesoro dei consigli, è sensibile e attenta. Quando mi chiama per una consulenza sul guardaroba, gran parte del lavoro l’ha già fatto lei basandosi su ciò che ci siamo dette nel corso delle nostre chiacchierate. A volte, però, ciò che può fare la differenza è proprio una consulenza mirata e un occhio esterno che ci guarda e ci vede in modo “obbiettivo”. Quando ci guardiamo allo specchio (capita a tutte noi!), il nostro sguardo è “implacabile”, ci troviamo difetti che nessuno, a parte ovviamente noi, noterebbe e, spesso, non notiamo i nostri punti di forza.

L’importanza della consulenza

Anna mi invia delle immagini dove indossa due abiti che le girano nell’armadio da un po’, non ha il coraggio di buttarli perché le vanno ancora bene e sono ancora in ottimo stato, ma non riesce più ad indossarli perché negli anni lei è cambiata e non la rappresentano più. In questo caso la parola d’ordine è BUTTARE! Sbarazzatevi di tutto quello che non sentite più “vostro”, di ciò che non vi rende felici, di ciò che, una volta indossato, non vi strappa un sorriso compiaciuto davanti allo specchio. Quello che indossiamo deve darci carica, deve farci sentire a nostro agio, rappresentarci e, soprattutto, permetterci di affrontare con positività le nostre frenetiche giornate…. anche se fuori piove!

Il discorso cambia con il giubbotto con le frange color cuoio, Anna è affezionata a questo giubbotto, le ricorda momenti belli, ma non sa come “utilizzarlo” rendendolo divertente ed attuale. Anche in questo caso la consulenza può fare la differenza e venire in aiuto. Le frange e il cuoio sono ancora un must di questa stagione, il gioco sta nell’abbinarli in modo originale e trendy. Frange sì ma con pantaloni di pailettes o con tessuti brillantosi. Ecco che il giubbotto vintage ritorna attualissimo e trova la sua collocazione nel guardaroba primaverile di Anna.

Less is more

 

 

 

 

 

 

 

 

“Less is more”, questa frase di Mies van der Rohe, uno dei più grandi architetti e designer del ‘900, è stata ripresa e riproposta in mille modi diversi, ma è geniale. Quasi mai il “molto” o il “troppo” ci semplificano la vita, assolutamente MAI il guardaroba! Un guardaroba meno pieno, ma ordinato e ragionato sarà sotto ogni punto di vista un guardaroba più “ricco”.

Laura: con un sogno per la testa

Laura, 21 anni e un’idea fissa…

Laura ha 21 anni, è giovane e piena di vita. Ha terminato da poco gli studi ma non ha ancora le idee chiare su cosa fare. O meglio, lei di idee ne avrebbe anche, anzi un’idea fissa: vorrebbe fare la fotografa, è sempre stata la sua passione, fin da quando era piccola e portava l’apparecchio ai denti, gli occhiali e i codini. Il fatto è che là fuori il mondo degli “adulti” sembra molto più complicato di quello al quale era abituata.

E’ alta, bionda, con un fisico appariscente che le piace mettere in mostra. Adora gli abiti attillati, i jeans strappati, le gonne molto corte, le magliette che lasciano la pancia scoperta. Ama i tacchi alti e non esce mai senza il suo rossetto fucsia e senza essersi truccata gli occhi verdi con l’eyeliner, che, come dice il suo amico Luca, “c’ha du occhi che sembran quattro”. Non passa certo inosservata ma, in fondo, è così che le è sempre piaciuto.

Alla ricerca di un lavoro: il nostro look è il nostro biglietto da visita

I “problemi” sono iniziati dopo la scuola, quando ha dovuto pensare a cercarsi un lavoro. Ha cominciato  facendo il giro degli studi fotografici, proponendosi come “aiuto” per i servizi di matrimoni, comunioni e cresime, poi è passata alle agenzie pubblicitarie, ma anche a quelle immobiliari, in fondo hanno tutte quelle foto di case appese in vetrina. Da qualche parte doveva pur cominciare, così  due o tre volte la settimana gira per la città portandosi dietro una chiavetta dove sono archiviate tutte le sue foto, tutte le più belle. Eppure, fino ad ora, nessuno l’ha presa sul serio, le foto manco le hanno guardate. Ha rimediato qualche invito a cena o qualche proposta per fare la ragazza immagine in discoteca.

Eppure lei sa di essere brava.

Ha provato anche a proporsi direttamente su facebook, comunioni, cresime, feste di compleanno, qualsiasi cosa. Anche lì i suoi scatti con più likes sono i suoi selfie in bikini o con l’abito scollato. I commenti tutti sul suo aspetto fisico.

Che fare? Lei al suo sogno non vuole rinunciare ma è convinta di aver bisogno di un nuovo look. Qualcosa che la rappresenti ma riesca anche a trasmettere la sua determinazione e la sua professionalità, e perché no? Anche la sua competenza.

Vorrebbe che la sua immagine oltre al suo aspetto fisico riuscisse a valorizzare e a mettere in risalto anche altre qualità. Vorrebbe che parlasse di lei

“Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze” Oscar Wilde

Non so se solo le persone superficiali non giudichino dalle apparenze, ma credo fermamente che sia molto molto difficile se non impossibile non percepire l’altro innanzi tutto per come si presenta. Tutti noi abbiamo una vita sociale, usciamo, portiamo i bambini a scuola, andiamo a fare la spesa, parliamo con i vicini, con le persone che incontriamo, andiamo al lavoro. Per tutti noi, vivendo di relazioni, l’apparire è una manifestazione necessaria anzi direi imprescindibile e, soprattutto è la prima cosa che si “spende” nel contattare l’altro. Quando dico tutti noi, intendo proprio tutti, sia che usciamo con un tacco del 12 e una minigonna vertiginosa, sia che ci infiliamo un paio di jeans e una maglia oversize o un completo classico o un paio di mutande sulla testa, noi stiamo più o meno consciamente, trasmettendo un messaggio.  Che il messaggio sia sono “una strafiga” o “non c’è trippa per gatti” o “mi sono alzata con la luna storta” o anche “non mi importa dell’immagine è quello che ho dentro che conta”… in ogni caso sempre ma proprio sempre per il solo fatto di uscire di casa e di mescolarci agli altri noi veniamo percepiti per come ci presentiamo. (Vi avverto che nel caso delle mutande il messaggio potrebbe essere un po’ contraddittorio ma quest’esempio un po’ bizzarro mi aiuta spiegare quello che vorrei dire.)

La nostra immagine parla di noi anche quando vorremmo che se ne stesse zitta, anche quando ci disinteressiamo a lei, lei, l’immagine continuerà a ciarlare indisturbata… mi viene in mente l’ombra di Peter Pan che per quanto sia la “sua” si stacca da lui e vive di vita propria. Quello che voglio dire è che siccome della nostra immagine/ombra non possiamo fare a meno, dobbiamo imparare a cucircela addosso e a farcela alleata.

Avete presente Madonna giovanissima in “Cercasi Susan disperatamente”?

 

Il “problema” di Laura è un problema comune a molte persone. Nel suo caso lei, giovanissima, ha sempre giocato con il suo aspetto, la sua “preoccupazione” era quella di essere carina, desiderabile, provocante, di divertirsi come tutte le ragazze della sua età. Il suo guardaroba è il guardaroba di una ragazzina un po’ rock , avete presente Madonna giovanissima in “Cercasi Susan disperatamente”? Chiodo di pelle corto in vita, mini mozzafiato, magliette portate annodate, top corti e scollatissimi. La sua immagine parla di una ragazza frizzante, estroversa, che ama divertirsi ma non dice nulla di Laura giovane donna in cerca di lavoro, fotografa sensibile, con tanta voglia di fare e di impegnarsi.

In questo caso la sfida è quella di mantenere il più possibile intatta l’immagine che Laura ha di sé, quella in cui si sente sé stessa e a proprio agio rendendola più spendibile ed adatta ad un ambito lavorativo. Il primo passo è stato quello di integrare i capi rock con dettagli più femminili e meno aggressivi, una gonna plissettata e una maglia bon ton si sono rivelate perfette per lo scopo. Ho poi abbinato i jeans strappati ad una camicia bianca con voulant al posto del polsino e utilizzato il top come gilet ottenendo un outfit giovane e raffinato e molto molto modaiolo.

Se gli acquisti sono fatti con criterio ogni pezzo si combina con altri capi creando out fit sempre diversi

Pensando ai colloqui di lavoro, ho introdotto una giacca blu doppiopetto della nuova collezione 365 Marella: la giacca rende “autorevole” ogni out fit e sarà perfetta  su jeans e t-shirt oltretutto questa si lava in casa, non si stira e non si stropiccia. Adattissima per giornate frenetiche in giro per la città e sempre impeccabile… da abbinare anche all’out fit precedente con camicia e top.  Laura potrà poi giostrare gli accessori dorati abbinandoli sia ai jeans a zampa che  all’abito plissée. Lo stesso abito potrà utilizzarlo con una delle sue t-shirt bianca e abbinarlo al giubbotto di pelle e alle sneakers ottenendo un look giovane e di sicuro effetto. Questo dimostra anche che se gli acquisti sono fatti con criterio ogni pezzo si combina con altri capi creando out fit SEMPRE diversi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli out fit studiati per Laura non tradiscono l’immagine che lei vuole dare di sé ma la rendono più articolata e intrigante, più consapevole ed adulta. L’impressione non è più quella di una ragazzina con le idee un po’ confuse ma quella di una giovane donna sicura e con le idee chiare, capace di giocare con gli abbinamenti con eleganza e originalità. Quando un out fit si accorda perfettamente all’immagine che la persona ha di se stessa, è in grado di dare maggiore “spessore” alle parole e alle idee che esprime. Sono sicura che al prossimo colloquio Laura riuscirà a farsi valere… aspetto impaziente che mi dia sue notizie!

 

 

 

 

 

 

 

 

LUISA

una mattina lo specchio…

Prende le chiavi dalla cassettiera e dà un’ultima occhiata allo specchio. I capelli freschi di parrucchiera, il trucco perfetto. E’ ancora una bella donna ma non si riconosce più. Certo le amiche le assicurano che dimostra dieci anni di meno ma lei i suoi cinquantacinque anni se li sente, e se li sente tutti. Non è poi così importante come ti vedono gli altri, il punto è che tu sai com’eri ed è con l’immagine di quella ragazza che ti tocca fare i conti ogni mattina. Questo è quello che pensa ogni volta che si guarda allo specchio, pensa a sé stessa com’era, a quella ragazza là. Adesso tutto è diverso. Le rughe attorno gli occhi e quelle sottili sulle labbra che per quanto faccia non riesce mai a cancellare del tutto. Le guance sono diventate più larghe e morbide e il seno e l’addome si sono rilassati. E’ successo poco per volta, tanto che per un po’ aveva fatto finta di non accorgersi di tutti i piccoli cambiamenti e poi… qualche trattamento in più, qualche “punturina” come le chiama Emma, la sua amica, qualche seduta in  palestra magari tre o quattro a settimana e non più due…  avevano tamponato. Aveva continuato a vestirsi come se avesse avuto ancora trent’anni, total black, pelle e eco pelle: la sua passione. Maglie attillate, magari con stampe animalier. Le era sempre piaciuto dare un’immagine di sé attraente e aggressiva, provocare un po’ anche solo per gioco. Il suo fisico alto e sottile, il seno piccolo… aveva potuto permettersi quel look senza mai sembrare… eccessiva.  Adesso si guarda e sente lo sconforto salirle in gola. Con la mini e la maglia attillata si sente improvvisamente a disagio… saranno quei fastidiosi rotolini, sarà che i trenta se ne sono andati da un pezzo… e se è per quello anche i quaranta. Sarà che se i quaranta sono i nuovi trenta, i cinquanta sono cinquanta e basta, se li raddoppi il totale è cento e a cent’anni chi capperi ci arriva?  Magari le gonne sopra al ginocchio le stanno ancora bene, in fin dei conti le gambe sono l’unica parte del suo corpo che non sembra aver ceduto…. eppure ci deve essere qualche regola non scritta che prevede che le gonne si dovrebbero allungare di qualche centimetro in modo proporzionale al passare del tempo…

 

 

 

 

Perché non riesce a rassegnarsi a questa nuova fase della sua vita?

Perché non riesce a rassegnarsi a questa nuova fase della sua vita? La sera prima aveva visto un’intervista ad un’attrice francese, Fanny Ardant, ed era rimasta incantata. Non nascondeva i suoi anni ma li esibiva con leggerezza ed eleganza e con una consapevolezza che, se possibile, la rendeva ancora più bella di quando giovanissima aveva girato i suoi primi film. L’aveva osservata muovere le mani inanellate, un abito nero dal taglio elegante, garbata e sicura, sorridente… L’aveva guardata ed era stata folgorata da un’intuizione. Che importanza ha se non è più la stessa di vent’anni prima, di dieci anni prima? In fondo è soddisfatta della sua vita, del suo matrimonio che, tra alti e bassi, ha resistito e non solo quello… Resistere le è sempre sembrata una parola triste e sopravvalutata. Si resiste un po’, certo, ma non se a furia di resistere ci si condanna ad una vita di recriminazioni e sofferenze. Il loro matrimonio si era modificato insieme a loro e ora, pensandoci bene assomigliava come mai prima ad un porto sicuro, un luogo sereno. A trent’anni non sarebbe riuscita ad apprezzare gli aggettivi  sicuro e sereno, ma a cinquanta è in grado di dare loro il valore che meritano. I figli sono ormai grandi, due bravi ragazzi, hanno la loro vita.

Che importa se non è più quella di prima?

Che importa se non è più quella di prima? Ha ancora tanta energia e tanta voglia di fare, perché non sfruttare questa nuova fase della sua vita per occuparsi un po’ di se stessa invece che degli altri? Luisa si guarda allo specchio e per la prima volta non si riconosce, non perché non vede più la ragazza che è stata, ma perché non riesce a vedere la donna che è diventata.

Vorrebbe che la sua immagine oltre al suo aspetto fisico mettesse in risalto anche altre qualità, vorrebbe che parlasse di lei.

Intervenire senza sconvolgere

Quando incontro donne come Luisa è inevitabile che mi senta ancora più coinvolta. Tutte noi che una certa ormai (ahime!) ce l’abbiamo ci siamo dovute confrontare con i cambiamenti che l’età e la menopausa hanno portato al nostro corpo e al nostro umore. Non siamo più quelle di prima, non so se siamo meglio, ma di sicuro siamo diverse. Abbiamo qualche chilo in più, qualche ruga, borse sotto gli occhi la mattina appena alzate, un aspetto più morbido e un’umore un po’ bizzarro, caldo e freddo in successione non importa che stagione sia. Eppure abbiamo fatto tanta strada, siamo più consapevoli di noi stesse, dei fatti nostri e di quelli della vita. Siamo più disincantate ma anche più ironiche. Quello che abbiamo passato ci ha reso più forti, capaci di vedere al di là delle apparenze. Se c’è una cosa in cui noi donne siamo veramente brave è riprendere in mano la nostra vita e reinventarci. Insomma se il punto vita a volte è più un’idea che un punto, se l’addome è andato un po’ per i fatti suoi,  ci sono tanti aspetti su cui possiamo lavorare e che possiamo valorizzare.

Il primo passo è accettare i cambiamenti

Ognuna di noi ha dei punti di forza e spesso sono molto più di quelli che solitamente ci attribuiamo. Il primo passo è quello di accettare i cambiamenti. Imparare a vederci per quello che siamo senza farci ossessionare da una “noi stessa” più giovane. Il guardaroba di Luisa è un guardaroba “impegnativo”, capi in pelle ed eco-pelle, tutti rigorosamente neri, nessuna concessione al colore fatta eccezione, se così si può dire, per una giacca bianca molto stretta e corta, acquistata chissà perché e mai sfruttata, e per una gonna animalier. Gli abiti sono tutti molto attillati, scelti per mettere in risalto le sue forme. Sono abiti di una donna che non vuole passare inosservata. Se la mini in eco pelle a trent’anni è seducente, a cinquanta può diventare stucchevole e farci fare uno scivolone di… cattivo gusto. Ad ogni età possiamo essere seducenti ma ogni età ha la sua “seduzione”. Luisa non deve rinunciare alla sua femminilità, anzi! Ma consapevolezza ed ironia dovranno esserle da guida.

 

 

 

 

 

 

 

 

Consapevolezza

Un corpo non più tonico non va costretto in abiti troppo stretti, così facendo mettiamo solo in evidenza ciò che vorremmo nascondere. Se il nostro punto di forza, come nel caso di Luisa, sono le gambe non dobbiamo rinunciare ai nostri pantaloni preferiti in pelle stretch, alterniamoli con un  nuovo paio beige e abbiniamoli con capi più morbidi e fluidi. Distogliamo lo sguardo dai punti deboli e concentriamolo sui punti di forza. Perfetti il cardigan lungo in laminato oro o il cavano in cotone con stampa animalier. Entrambi rispettano il gusto di Luisa e danno un tocco di classe certo non banale a capi già presenti nel suo guardaroba. Entrambi assolutamente da abbinare anche a capi neri. Il mio consiglio è, inoltre, di aggiungere del colore azzardando abbinamenti e giocando con ironia. L’abito chemisier fiorato è perfetto! Può essere abbinato con un pantalone strech ma è intrigante anche abbinato alla “vecchia” gonna animalier. La borsa rossa è il tocco in più: soprattutto nei primi passaggi del cambiamento si abbina perfettamente ad un look total black sdrammatizzandolo, ma è perfetta sia con il giacchino bianco che con l’abito chemisier. Sono molto soddisfatta del risultato finale, tenuto conto del periodo dell’anno (cambio di stagione), con l’acquisto di qualche capo il guardaroba di Luisa si è trasformato: senza tradire lo spirito della sua proprietaria sa rispondere alle sue nuove esigenze… Ora è pronta per affrontare questa nuova fase della vita con eleganza e, perché no?, un pizzico di sana follia. Ora tocca a lei!

 


Il pregiudizio della crisi

Il pregiudizio della crisi.

Ho parlato spesso di pregiudizi.

I pregiudizi della bellezza, i pregiudizi dell’età….Sono argomenti interessanti  ma “leggeri”, più difficile e impegnativo parlare di crisi.

E’  come camminare sui vetri.

Devo  stare attenta a non urtare la sensibilità di nessuno senza  essere ipocrita.

Parlare con gentilezza senza essere mielosa.

Realista ma non priva di tatto….

 

Alcuni sostengono che l’ideogramma cinese che simboleggia il termine “CRISI” rappresenta nel contempo anche  il termine  OPPORTUNITA’.

Altri sostengono che è solo un’INVEZIONE di  molti che si sono fatti promotori di questo slogan per rimpinguarsi le tasche con facili SLOGAN .

Sinceramente la diatriba m’interessa poco.

Seguo il cuore … e il cuore mi dice che dev’essere dura molto dura.

Che non ci sono parole cose o persone che possono colmare il baratro di un periodo di crisi.

Il cuore mi dice che non lo posso sapere perchè io non l’ho vissuta in prima persona.

E allora lascio parlare chi ci sta passando ed è per questo che ho  chiesto alla mia amica Olga.

Le ho fatto DUE DOMANDE:

(le risposte le riporto piè pari).

La prima:

Quali sono state le risorse che hai attivato per superare questo momento di crisi?

 

Ho tirato fuori  tutto il carattere che ho, la mia forza e soprattutto il buon umore, un pò di autoironia e spirito.

Sono convinta di essere fortunata e che metabolizzare un Kancro non è facile, ma vorrei che tutte le Donne trovassero la forza che tutte hanno per affrontare il percorso che non nego sia affaticante ma…. tutte potete ce la potete fare.

 

La seconda:

Cosa ti ha spinto ad accettare questa mia proposta?

 

Questa proposta mi ha “intrigato”.

Vorrei arrivasse un messaggio positivo .

Si può essere femminili e DONNE anche calve, anche un pò pallide, ma un bell’abito, un tacco e qualche accessorio fanno miracoli.

Amarsi sempre e comunque.

Ringrazio Stella per avermi dato voce in questo progetto.

 

Vi invito a guardare gli scatti di  Olga sulla mia paginahttps://www.facebook.com/rampollo.stella/ 

 

SONO IO CHE RINGRAZIO TE!

Qual è la prima cosa che una donna guarda in un uomo?

Qual è la prima cosa che una donna guarda in un uono?

Da un  sondaggio tra amiche sono tre le cose che attirano la nostra attenzione:

LE MANI

Una mano maschile nodosa e grande può essere molto virile. Trasmette un forte senso  di protezione ( noi donne siamo strane ) ma attenzione non ci piacciono:

Le unghie lunghe, specie nel dito mignolo ( ricorda inevitabilmente le pulizie nasali ai semafori).

Le  unghie sporche, la mamma diceva sempre che chi non si lava le mani non si cambia le mutande.

I peli sulle dita,  esiste la ceretta! L’effetto mano bianca e pelo nero lungo  sulle falangi fidatevi NON CI PIACE.

 

Qual è la prima cosa che  una donna guarda in un uomo?

I DENTI.

Una bella dentatura è un dono della natura ( fa anche rima).

C’è poco da fare se negli anni avete bevuto e fumato come se non ci fosse stato un domani e  se  negli anni ve ne siete  altamente fregati del colore giallo che i vostri denti stavano prendendo ORA c’è poco da fare!

Ma almeno non saltate le sedute dal dentista, non saranno perfetti  ma curati e credetemi c’è DIFFERENZA.

Qual è la prima cosa che una donna guarda in un uomo?

IL LATO B

Sotto con la palestra. Gli squat fanno miracoli.

Evitate i  pantaloni troppo grandi e morbidi che appiattiscono ancor di più il lato B,  fanno le gambe corte e danno quell effetto “sciallo” che è accettabile a 16 anni.

In ogni caso è solo una questione di chimica!!

 

 

 

 

 

 

 

Silvia: quando i ruoli ci stanno stretti, è ora di cambiare

I cambiamenti vanno programmati

Silvia prima di essere una cliente è un’amica. Ci conosciamo da anni e, come spesso accade, le sue visite in negozio sono un’occasione per aggiornarci su ciò che ci è successo o abbiamo fatto, due battute e quattro risate e, se siamo sole, qualche confidenza bisbigliata prima che la porta si apra ed entri una nuova cliente. Così quando, in una fredda mattina di gennaio, davanti ad un caffè, mi ha detto: “A maggio sarò una modella!”, ho pensato fosse una battuta. Mi sono sfuggite la determinazione e la sicurezza con cui aveva pronunciato quelle parole. Abbiamo continuato a ridere lamentandoci dei bagordi natalizi e dei chili di troppo, versando lacrime da coccodrillo su ogni fetta di panettone, doppiando il nostro giro vita neanche fossimo a una gara di biglie. Invece con il passare delle settimane sono stata testimone di una vera e propria trasformazione..

Quando il nostro ruolo cambia la percezione che abbiamo di noi stesse

L’avevo sottovalutata. Mi sono spesso chiesta quanto i ruoli che ciascuna di noi ricopre nella vita, riescano nel tempo a cambiare la percezione che abbiamo di noi stesse… (se ve lo state chiedendo non è un caso che io stia parlando al femminile). Tanti ruoli simultaneamente: quello che abbiamo sul lavoro e poi quello che abbiamo a casa, con le amiche e con i famigliari, siamo ballerine ma anche centravanti. Eppure tra tutti ce n’è sempre uno che, per tanti motivi, prende il sopravvento arrivando a cambiare anche la percezione che abbiamo di noi stesse. Silvia è una maestra e si dedica con impegno al suo lavoro, ha a che fare con i bambini tutti i giorni, tutto il giorno. Deve essere sempre vigile ed attenta agli altri… più che a sé stessa. Si destreggia tra pennarelli, urla, giochi, compiti da assegnare, i banchi di scuola e i tavoli della mensa. Come può essere che questo non condizioni il suo modo di percepirsi e di vestirsi? Ho ripensato alle parole di Silvia come ad una specie di grido di guerra e un po’ me la sono proprio immaginata alla “bellicosa” riconquista della sua identità tra spruzzi di inchiostro, matite colorate e maccheroni al ragù.

Tutte sappiamo quanta fatica e costanza ci vogliono per perdere peso e per mantenere intatta la propria determinazione col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi e… a volte anche delle ore! Ciascuna di noi sa che non c’è guerra più logorante di quella che combattiamo contro la bilancia. Silvia è stata un vero marines! Nel corso di questi mesi ha dovuto gestire il suo corpo in continua trasformazione per la perdita di peso ed abituarsi ad un nuovo stile di vita. E’ stato elettrizzante! Io e la nutrizionista Valentina Leva abbiamo lavorato in sinergia per supportarla in questo percorso cercando di fare del nostro meglio per motivarla.

Ottimizziamo acquisti ed interventi in vista dell’obbiettivo finale

Per me è stata una vera sfida. Il primo obbiettivo è stato quello di ottimizzare gli acquisti e gli interventi in previsione del risultato finale. Questo ha significato anche programmare. Innanzi tutto mi sono occupata del suo armadio. Nonostante il periodo di saldi (gennaio/aprile) inducesse a lasciarsi andare ad acquisti importanti e sicuramente, nell’immediato, gratificanti, in questa prima fase le ho consigliato di puntare sugli accessori. Sciarpe, foulards, spille, collane, calzature (bandite le cinture che mettono ansia!) si sarebbero inseriti bene nel suo armadio già ben fornito, avrebbero soddisfatto la sua voglia di shopping e, soprattutto, non avrebbero inciso eccessivamente sul portafoglio. Gli acquisti più importanti avrebbero dovuto attendere la fine del suo percorso di dimagrimento e soprattutto fino a quando non avessimo definito insieme lo stile della “nuova” Silvia.

Voglia di eleganza e femminilità

Con il trascorrere delle settimane, di chiacchierata in chiacchierata, l’ho vista cambiare. Non solo il suo fisico si asciugava perdendo quei fastidiosi chili di troppo, ma la sua consapevolezza di sé diventava sempre più chiara e definita. Se il suo stile fino a questo momento, era stato potrei dire “Bohemienne” con una predilezione per i colori vivaci, le stampe floreali, i mille braccialetti e collane, magari abbinati a short, scarpe e sandali sportivi, ora c’era un’esigenza nuova.

Una voglia di “pulizia”, di eleganza, di femminilità, il desiderio di fare suo uno stile più classico. Il mio lavoro è stato quello di assecondare questa esigenza e darle “voce” nel pieno rispetto della personalità di Silvia. La “nuova” Silvia non doveva essere una Silvia “diversa” ma valorizzata. Il risultato è stato strabiliante, eppure, dentro di sé, quella mattina di gennaio, lei già lo sapeva e da brava maestra aveva programmato tutto!

 

Eccola dunque elegante e raffinata con un abito (draped dress) che modella ed evidenzia il suo punto vita abbinato con il color cuoio, borsa a mano e decolletè (open toe)

Mamma o Fashionista?

Mamma o fashionista?

EVVIVA !!

Per fortuna non dobbiamo più scegliere !

Questa mattina si è presentata una giovane mamma  per l’esattezza non ancora mamma ma con un bel pancino di circa 6 mesi.

Sinceramente non me ne so accorta fino a che lei  non me l’ha fatto  notare e, nonostante non siano passati secoli dalla mia gravidanza mi sono resa conto di quanto le cose siano cambiate (meno male aggiungo io!).

E’ importante continuare a piacersi anche e soprattutto in un periodo così particolare dove il corpo cambia di giorno in giorno e dove  il benessere psico-fisico della mamma è direttamente proporzionale al benessere del piccolo in grembo.

Coccolarsi , amarsi,  prendersi cura di sè  sono priorità a cui nessuna donna dovrebbe rinunciare specie in gravidanza.

Le future mamme  sono molto attente al peso  grazie a ginecologi  collaborativi  e scrupolosi .

Per fortuna non si sente più dire : mangia che adesso siete in due e pochissima se non addirittura assente era l’attenzione per lo stile  (per modelli e colori) della futura mamma :

camicioni e vestitoni come se non ci fosse un domani, per non parlare di pantaloni e salopette con  improbabili elastici e nastri da regolare !

Guardavo questa giovane donna / mamma e l’ho invidiata  !

Ho invidiato la sua pancia , il suo presente la sua consapevolezza  e ho ringraziato l’evoluzione delle abitudine  della mentalità dei giovani pensando che i nascituri non potranno che gioirne e beneficiarne!

Ecco perchè mi sono divertita un mondo a vestirla giocando con quelle che sono le nuove esigenze.

Insieme abbiamo rispettato la necessità di abiti non succinti ma non informi volutamente femminili!

Via libera a pantaloni dal taglio palazzo, a bluse dalla linea  non sciancrata, a mini abiti con elastici e volants strategici!

Insieme abbiamo scelto  tessuti leggeri traspiranti e naturali  per affrontare il caldo e le giornate afose con stile!

Non abbiamo lasciato nulla al caso.

I dettagli  degli accessori sandali,  borsa,  cappello, orecchini rispettono il carattere e lo stile della  mamma fashionista!

Il risultato?

Giudicate voi le foto sono sulla mia pagina Stella rampollo by Cari

Giudicate voi!!

 

 

 

50 ANNI E DINTORNI

50 anni e dintorni!

Quando ero piccola ma molto piccola… le persone attorno a me che avevano raggiunto i 30 anni mi sembravano vecchie!!

Che brutta parola! Meglio dire GRANDI!

In ogni caso per me quelli oltre i 30 erano sopraggiunti ad un’età quasi da ricovero.

Se guardo alcune mie foto di anni addietro  mi vedo molto meglio ora, ma al di là dell’aspetto esteriore noi  donne siamo cambiate dentro!

La consapevolezza di essere ancora ” GIOVANI” non ce la toglie più nessuno.

Una consapevolezza che a 50 anni ci viene confermata oggettivamente  dalle tante donne di successo che spopolano in TV nel mondo dello spettacolo  e sul web  e soggettivamente  dalla miglior qualità di vita, (salute permettendo) siamo decisamente BEN TENUTE!

Siamo tra noi più amiche, più collaboranti e meno competitive.

Siamo donne che non vogliono PIACERE ma PIACERSI.

Grazie ai 50 anni non temiamo più il giudizio altrui .

Siamo orgogliose di qualche  chilo in più e della nostra cellulite se sono il risultato di  bella serate trascorse  con le nostre amiche a chiacchierare fino a notte tarda in compagnia di buon vino e dolci iper calorici!

Siamo orgogliose di poter dire NO ai tacchi alti ( che piacciono tanto a LUI).

Siamo orgogliose di sentirci chic con le sneakers!

Siamo orgogliose di SCEGLIERE!

 

A 50 anni e dintorni  cambia il rapporto con il nostro corpo e di conseguenza il modo di vestire.

Siamo predisposte ad osare a giocare con la moda le linee e i colori .

Quello che più conta non è l’età anagrafica ma l’età che ci sentiamo mentalmente e non esiste niente di peggio che porsi dei limiti  ( a meno che non siano traguardi da raggiungere e superare).

Per vivere al meglio i Vostri/Nostri 50 anni siate  fedeli a voi stesse anche nell’abbigliamento.

Scegliete gli abiti come una seconda pelle, abiti di buona qualità confortevoli , valorizzate la vostra personalità con accessori di gusto e stile.

Se siete a corto di idee prendete ispirazione dai mie post sulla mia pagina https://www.facebook.com/rampollo.stella/?fref=ts. o da donne che vi piacciono per quello che fanno e per quello che rappresentano ve ne nomino solo alcune:

Inès de la Fressange, Monica Bellucci, Meryl Streep, Juliette Binoche, Isabella Ferrari, Francesca Neri, Madonna, Demi Moore, Michelle Pfeiffer, Elle Mcpherson, Lorella Cuccarini, Ether Parisi, Sandra Bullock, Maria De Filippi….

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Mai sentito parlare di Body shape?

Mai sentito parlare di Body Shape!?

Sicuramente sì, ma è più facile che abbiate sentito parlare di donne con forma a “PERA” “MELA” CLESSIDRA” …. a “TRIANGOLO INVERSO” o  donne a “RETTANGOLO”….

Ebbene questi termini  sono  puramente convenzionali.

Di fatto queste CATEGORIE non sono sufficienti  e risultano inadeguate per il seguente motivo:

Il nostro corpo è formato da:

1 OSSATURA

2 MASSA GRASSA

3 MUSCOLI

Questo vale per tutti, la DIFFERENZA sta nelle PROPORZIONI!

Ed è qui che entra in gioco il BODY SHAPE!

Sono le misure che contanto!

Ci si arma di carta penna e CENTIMETRO e si MISURA!

Giro petto, giro vita, bacino….. NOOOOOOOOOO! Non sono una sarta!

Il BODY SHAPE prevedete  la misurazione in VERTICALE  della lunghezza delle gambe del cavallo del busto e anche della testa!!!

Ecco  allora che due amiche  dalla forma a PERA ( uso questo termine per essere chiara, hanno quindi  la larghezza spalla stretta e il lato B importante)  potrebbero non stare bene in egual misura con lo stesso abito !

Con il BODY SHAPE  impari  a gestire il TUO corpo.

L’A B C dell body shape prevede di :

A ccentuare i punti forza

B ilanciare la figura

C amuffare i difetti

Se avete il desiderio di scoprire quali sono le vostre PROPORZIONI e fare un’ANALISI  completa accurata  e professionale del vostro corpo non esitiate a contattarmi.

A presto!

 

 

 

 

 

 

 

 

Una giornata in BOUTIQUE

Piove…. ancora…..

Non mi piace la mia Boutique in questo periodo dell’anno..

Non sopporto questo tempo , vorrei che la primavera iniziasse il 7 gennaio!

Vivo di novità  e in questi mesi  sono come compressa  tra il desiderio di esporre le nuove collezioni e l’esigenza dei clienti che cercano ancora i capi invernali perchè EFFETTIVAMENTE  fa ancora molto freddo , anzi PIU’ FREDDO!

Cerco di arrivare  un po’ prima ( mia mamma mi anticipa sempre),  per quei piccoli riti che sono preparatori alla giornata.

La prima cliente è già lì che mi aspetta (bene!!!).

“Ohhh Buongiorno! Che bello vederti come stai?”

“Ciao Stella , sono agitata mi devi aiutare! Ho un colloquio di lavoro.. pensavo a una gonna hai qualcosa?”

” Certo ! Entra che vediamo insieme”.

L’ atmosfera è di complicità, la conosco da anni ..intanto preparo il caffè.

“La gonna deve andare giù dritta” (la sto guardando da lontano, il caffè non è ancora pronto) si dirige verso una minigonna in pelle VERY AGGRESSIVE.

“Non penserai mica a quella..” (alzo  la voce non è chic ma necessario) a meno che il colloquio non sia per un locale  giovane  (diciamo così) aperto la sera.

“No.. no…  dicevo  dritta… come questa ma più lunga.. ma non mi deve stringere i fianchi  … ”

“Allora prendiamo in considerazione altre soluzioni, la gonna dritta fascia i fianchi, che ne dici di un modello svasato?”

” No no… l’arricciatura mi fa la pancia!!”

PANICO!!!!!

Vi tranquillizzo anticipandovi che alla fine ce l’abbiamo FATTA, ma prima è stato indispensabile capire le minime differenze tra i modelli.

Una GONNA DRITTA ha delle caratteristiche, ed è diversa dalla GONNA PENCIL.

Una GONNA SVASATA non è una GONNA ARRICCIATA   e via di seguito…

In ogni caso spero di avervi strappato almeno un SORRISO!

Ma se avete dei dubbi o soltanto delle curiosità da colmare prendete in seria considerazione la possibilità di partecipare ad uno dei miei corsi.

A presto!

 

 

 

LE CONTRADDIZIONI

Le contraddizioni  rivelano la presenza di desideri interiori .

Desiderare di essere eleganti quando fino  ad ora i nostri miglior  alleati sono stati i jeans e le All Star, restare  ammaliate da un abito in vetrina tutto  pizzo e merletti  (anche se in quel momento indossiamo un giubbotto in pelle e bikers),  ammirare   Olivia Palermo e il suo  stile bon ton  ma essere  la reicarnazione di Madonna ai tempi di Like a Virgin  succede a tutte!

E ben venga!

Le contradizioni sono una realtà del mondo “DONNA”.

A mio parere sono una BENEDIZIONE!!

Attraverso le CONTRADDIZIONI  apriamo il nostro pensiero e l’immagine di noi verso nuove esperienze.

Prendiamo coscienza della nostra evoluzione e di nuovi desideri che allargano la percezione di noi stesse .. di quello che siamo e di come vorremmo essere.

A mio modesto parere chi  pensa e agisce sempre nello stesso modo rifiuta a priori ogni cambiamento .

Chi nega la naturale presenza  delle  CONTRADDIZIONI nega il naturale bisogno di essere donne sempre diverse.

Arrendersi alle CONTRADDIZIONI  ci aiuta ad essere donne migliori diverse si  ..ma sempre uguali… ….a se stesse!

In conclusione tutte le volte che siete tornate (o tornerete) a casa   con una gonna rossa  invece che con il pantalone blu che tanto vi serviva…Tutte le volte che non avete resistito a quel adorabile paio di scarpe che vi “chiamava” dalla vetrina  ma che mai indosserete in ufficio  siatene  contente!!!!

 

 

IL VUOTO E’ LA NOSTRA SALVEZZA

Creare il vuoto è la nostra salvezza.

Senza pensieri senza parole senza immagini senza giudizi .

Come fare ? Da dove iniziare ?

 

NON GIUDICARSI

Frasi tipo:

Non sono mai stata  elegante, non sono mai stata capace di  scegliermi gli abiti , non ho mai capito nulla di moda… la moda non fa per me!

Non fanno altro che focalizzarci sul passato su quello che è stato fino ad ora, portano via energia!

NON FARE LA LISTA DEI BUONI PROPOSITI

Esempio:

Da adesso in poi indosserò sempre scarpe con il tacco,  farò ginnastica 3 volte la settimana, lunedì inizierò la dieta , i dolci solo la domenica e via di seguito….
Le regole adatte a noi  (adesso) non lo saranno più al termine di questo paragrafo.

Siamo in continua evoluzione.

ELIMINARE I PENSIERI NEGATIVI

Esempio:

Sono grassa, sono bassa, sono vecchia, troppo vecchia, non sono bella, non sono simpatica….

Impariamo a guardarci come se fossimo spettatrici …. dall’alto sarà più semplice essere meno severe .

ABBANDONARE LE NOSTRE CONVINZIONI

Esempio:

So quello che voglio , so quello che mi sta bene, io non sono questa, io sono quella!!

La verità è che su noi stesse ci sbagliamo sempre!

 

Fare il VUOTO vuol dire liberarsi dai falsi miti dagli obbiettivi stereotipati vuol dire confrontarsi con le nostre debolezze e i nostri difetti vuol dire accettarsi, che non è piacersi ma VOLERSI BENE.

Il vuoto ci rigenera!!!

A questo punto siamo pronte per scoprire la nostra vera natura ,la NOSTRA UNICITA’.

 

 

LA NOSTRA UNICITA’

C’è voluto tempo per scoprire la nostra UNICITA’.

C’è voluto tempo per essere come siamo per avere questo  corpo,  questo volto.

C’è voluto tempo per sviluppare le nostre capacità mentali , il nostro carattere.

 

Due sono le cose che  che non dovremmo mai fare:

La prima – RINUNCIARE alla nostra UNICITA’.

La seconda – non avere CURA delle nostre caratteristiche  specialmente di quelle che amiamo meno di quelle che non ci piacciono e  ci rendono più fragili.

Non siamo mai una cosa sola , possiamo essere egoiste e generose , dolci e aggressive, simpatiche e antipatiche… non siamo mai solo belle o brave o cattive o…..

Possiamo essere romantiche e rock, classiche e moderne, possiamo amare i tacchi e le scarpe basse..

ma siamo sempre UNICHE e dobbiamo imparare a prenderci cura di entrambi i lati.

La nostra UNICITA’ è la nostra FORZA il nostro   tratto distintivo la  nostra firma.

Alcune donne hanno costruito il loro successo  trasformando una debolezza nel loro punto di forza , come ad esempio:

Barabara Streisand dal profilo non proprio canonico!

barbara streisand

 

 

 

 

 

Georgia May Jagger che dal padre ha ereditato la dentatura!

figlia mike 3

 

 

 

 

 

Rosy de Palma dal viso asimmetrico.

rossy De palma

 

 

 

 

 

Diffidare dall’omologazione distinguendoci dalla massa con stile  richiede tempo …aggiungerei una terza cosa da non fare:

NON AVERE FRETTA.

 

 

I MIEI PRIMA E DOPO : La consulenza

Cosa succede nei PRIMA e DOPO??

Sta riscuotendo successo e attenzione questa rubrica e di conseguenza molte sono le domande e i dubbi che vi/mi ponete!

Fare un PRIMA /DOPO e’ divertente ed entusiasmante:

E’ tempo che professionalmente viene dedicato solo ed esclusivamente a VOI e per VOI.

Fare una consulenza non è solo cambiare il colore del rossetto o dell’abito .

Nell’immediatezza degli scatti PRIMA/DOPO questi elementi risultano  predominanti  è ovvio che truccata  pettinata e vestita con abiti valorizzanti ed adatti alla singola  fisicità  ogni donna è  più bella.

Fare una consulenza vuol dire raccontarsi.

Da parte mia c’è la massima attenzione e concentrazione per entrare in empatia  con i vostri desideri  interpretarli e nel migliore dei casi  anticiparli.

Da parte vostra nei PRIMA /DOPO ci deve essere la voglia di  raccontarsi e la massima apertura e predisposizione a lasciare quella che io chiamo COMFORT ZONE.

Abbiamo un immagine di noi stesse a cui siamo affezionate (COMFORT ZONE) e che  per motivi diversi (abitudine pigrizia, insicurezza, mancanza di tempo) siamo restie a lasciare.

Una buona consulenza a mio parere va oltre i  conteggi di proporzioni e cm ( analisi della figura) va oltre la scoperta del nostro sottotono (analisi del colore) .

Fare una consulenza è tempo dedicato o da dedicare (si avvicina il Natale quale migliore occasione) alla scoperta di noi stesse.

Fare una consulenza è coccolarsi.

Fare una consulenza è conoscersi.

Gli STEP della consulenza sono diversi.

Voglio precisare che non sono nè una truccatrice nè una parrucchiera ho acquisito dei tecnicismi di base.

Nel caso di una consulenza più specifica e tecnica su trucco e/o parrucco mi avvalgo della collaborazione di professionisti parrucchieri e Make up Artist.

La Carla’s accademy è stata la mia scuola e grazie ai corsi di perfezionamento con  Rossella Migliaccio Image Consultant  nell’analisi dei colori e delle forme mi sento un LEONE!!!

Qualunque siano i vostro dubbi non esitate a contattarmi.

Presto riprenderemo anche i corsi di Personal Style!

Un abbraccio grande a tutte!
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