San Valentino a chi?

Meno tre giorni a San Valentino!

Meno tre giorni San Valentino e almeno due che mi sforzo di pensare a cosa scrivere. Mi sono fatta anche due passi in Google tanto per capire, ed è venuto fuori che questo San Valentino, prima di morire da martire e diventare santo, era fondamentalmente uno che non si faceva gli affari suoi. Pare che tutta questa storia della festa dell’amore, rose comprese, venga proprio da lui. Un giorno mentre passeggiava, vide due giovani, lui pagano e lei cristiana, che bisticciavano e lui, siamo nel 190 e qualcosa avanti Cristo (tanto per sottolineare che, a scanso di equivoci, a quel tempo la De Filippi manco era nata e già qualcuno lavorava per lei), lui, dicevo, pensò bene di metterci becco. Prese una rosa, fece un bel discorso e i due, riconciliati, di lì a poco gli chiesero di officiare il loro matrimonio. Ora noi non sappiamo che cosa accadde dopo, se si amarono davvero e vissero felici e contenti, se lei tradì o se lo fece lui, se lui la picchiò e lei lo avvelenò, tutto questo è irrilevante. Tanto, però bastò affinché da allora fino ad oggi, circa milleottocentoepassa anni mal contati, ci appioppassero questa festa. Alzi la mano chi di voi non ha mai nella sua vita pensato, almeno per una volta: “Ma che caspita di festa è questa?” Ecco, appunto, è la sua.

Generalmente machecaspitaeccetera lo si pensa quando si arriva al 13 e ci si scopre single ma anche quando si arriva al 14 sera aspettandosi un anello di brillanti e si torna a casa con l’ennesima scatola di cioccolatini/mazzo di rose. E lo si pensa quando si è convinti di cavarsela con la suddetta scatola di cioccolatini/mazzo di rose e all’improvviso ci sorge il dubbio che la pubblicità del trilogy/vacanza alle Maldive scivolata chissà come nella tasca della nostra giacca, non fosse proprio scivolata e nemmeno chissà come.

Checavolomenefregaame…

Se sei donna, per quanto tu pensi che si tratti di una stupida festa commerciale e checavolomenefregaame, tutto questo fiorire di cuori persino in farmacia mentre acchiappi una scatola di moment, non ti lascia indifferente. Gli ultimi sei minuti di “Colazione da Tiffany” fanno il resto.

Ora, la “vera” notizia di questa settimana la leggo su Vanityfair ed è che arrivare single al 14 di febbraio non è affatto una tragedia, anzi! Amare se stesse e prendersi cura di sé pare infatti che sia “the new black”. E dopo questa affermazione siamo tutte più sollevate!

Scherzi a parte, anche in negozio la settimana prima di San Valentino è un fermento di chiacchiere più o meno scherzose sull’argomento. Per capirci si parte con un tantoamenoninteressa e si finisce con un paio di decollette dorate da indossare per l’occasione!

Alla fine donne siamo e anche dopo i cinquanta la speranza di una serata romantica ci solletica non fosse altro che per cogliere l’occasione di gratificarci con un bellissimo abito rosso fuoco. D’altronde, ad una certa, di strada ne abbiamo fatta, e a furia di aspettare brillanti e ricevere cioccolatini, di vedere lucciole e di pensare lanterne, sappiamo da noi quello che vogliamo.

Di chiacchiera in chiacchiera…

Così di chiacchiera in chiacchiera, alla fine ogni donna il suo San Valentino lo festeggia sempre, a modo suo, ma festeggiare lo festeggia. Quella appena fidanzata che le lanterne le vede ancora e che nonimportacosa, che con un paio di jeans e una maglietta strassettosa “è perfetta anche la pizza…. ma al lume di candela”. O quella che “Vacanze romane” è il suo film preferito e con un’elegante gonna plissettata e una maglia dal disegno raffinato è pronta per un week end a Piazza di Spagna vespa compresa. C’è poi l’amica che tantosièdimenticato che infila la cintura gioiello perché non si sa mai. E quella chestaseralostendo che opta per un completo a righe elegante e seducente. E c’è anche lei quella che tantomihagiàdettocheilregalononmelofa che bell’apposta al regalo ci pensa da sola ed esce con una borsetta leopardata e più di un’idea su come andrà a finire la serata.

Siamo donne e alla fine chissà, se San Valentino fosse stato meno ficcanaso, una festa dell’amore ce la saremmo comunque inventata… non fosse che per arrivare al 15 e farci quattro risate.

COME SCEGLIERE IL REGALO DI NATALE PER LA TUA FIDANZATA

Eccoci qui: di nuovo in quel periodo dell’anno. Il dilemma si ripete. Come scegliere il regalo di Natale per la tua fidanzata? Come vederla sorridere felice aprendo il tuo pacco?

Scommetto che pochi di voi hanno la soluzione.

Mi rivolgo a tutti coloro che sono stati “SORDI”  (in questo ultimo mese , per non dire tutto l’anno) ai segnali della fidanzata davanti alle vetrine,….. tipo:

” Che bella quella borsa!”

” Che scarpe meravigliose mi starebbero d’incanto”.

“Quest’anno devo rinnovare gli stivali… li ho distrutti.”

“Va di moda il cappotto ? Cosa ne pensi dici che quel modello mi starebbe bene?”.

Potrei andare avanti all’infinito, e credetemi se avete una fidanzata così siete già fortunati perchè un barlume d’idea vi è stata data.

Quelli che brancolano nel buio hanno fidanzate del tipo:

“Ho l’armadio pieno”.

“Sono ingrassata non mi piace niente”.

…Ma le più pericolose sono:

“NON MI SERVE NIENTE!”

“NON FACCIAMOCI REGALI QUEST’ANNO”.

Queste vi mettono alla prova!!! Non cadete nella trappola!.

A tutte piace ricevere un regalo anche piccolo piccolo …

E’ la sorpresa  la capacità di stupire che ci piace!

Il regalo è un segno di apprezzamento fateci sentire importanti al centro del vostro universo.

Pensateci come  DONNE  nè come mamme nè come fidanzate/mogli/compagne.

 

Andate nei negozi che la vostra LEI  frequenta durante l’anno, o di cui guarda le vetrine , o quei negozi a cui mette i “mi piace”, andate dove la conoscono …

Recatevi  in negozi dove ci sono prodotti di qualità scelti con cura dove,  sia l’accessorio  che il capospalla parlano  di stile e buon gusto, in negozi dove chi vi  serve lo fà con attenzione  e dedizione  dove l’interlucotore vi ascolta.

Se brancolate  nel buio sappiate che ci sono particolari dell’abbigliamento , del portamento, della pettinatura che sono indicativi  e aiutano nella lettura della personalità e sono incisivi per la scelta del regalo giusto.

Se siete  a corto di idee date un’ occhiata alla mia pagina https://www.facebook.com/rampollo.stella/.

 

 

 

La nostra immagine parla di noi

La nostra immagine parla di noi e lo fa anche se non ce ne rendiamo  conto.

In quei primi 60 secondi in cui ci presentiamo a qualcuno di persona o tramite un immagine del nostro profilo social, il cervello osserva e trae delle conclusioni e crea  pregiudizi inconsci.

Come ci mostriamo influenzerà inevitabilmente anche la percezione di quello che diremo.

Sta a noi decidere consapevolmente cosa far raccontare alla nostra immagine.

Possiamo rischiare che la nostra immagine sia di ostacolo ai nostri obiettivi  o scegliere che sia  di rinforzo ai  nostri pensieri.

Il modo in cui ci vestiamo  racconta agli altri ma anche a noi stessi di come siamo!

La nostra immagine parla anche delle nostre emozioni.

Prenderne coscienza ci rende consapevoli dei nostri punti  forza e delle nostre debolezze.

Ragionare sulla propria immagine non è MAI una perdita di tempo anzi

E’ UNA COSA SERIA

 E  la CONSULENZA D’IMMAGINE  ha prima di tutto lo scopo di SVELARE  chi siamo e SOLO in un secondo tempo arriva il CAMBIAMENTO.

La CONSULENZA D’IMMAGINE  ha a che fare con  il nostro intimo.

Vestirsi bene non è solo una questione di forme e di abbinamenti CROMATICI   ma è una questione di PERSONALITA’.

Il nostro corpo può essere la base di partenza ma non è la soluzione.

Lo scopo della CONSULENZA  D’IMMAGINE è  trovare uno STILE che sia UNICO solo NOSTRO!

La CONSULENZA D’IMMAGINE ci insegna a utilizzare la moda per vestirci e non coprici!

Un abito alla moda che non indossiamo con naturalezza non ci farà sentire a nostro agio.

L’abito è la nostra seconda pelle e ci deve assomigliare.

Per esempio:

Oggi ho voglia di indossare il giubbotto in pelle e domani i pantaloni a zampa e domani l’altro un abitino bon ton … non sono mai vestita allo stesso modo perchè mi sento sempre diversa …

Avere un nostro stile non vuol dire avere sempre lo stesso stile.

Ma ogni scelta deve rappresentarci   perchè lo stile non è MAI una DIVISA.

Lo stile passa per i dettagli e il magico potere degli abbinamenti.

 

COME SI FA UNA CONSULENZA D’IMMAGINE

Fermo  restando che ogni persona per me è una nuova avventura da intraprendere le fasi sono le seguenti:

1 Parte SOGGETTIVA  di  ASCOLTO

per comprendere le tue aspettative

per  focalizzare gli obbiettivi

 

 

2 Parte oggettiva di ANALISI delle FORME e del COLORE

 

3  ANALISI del GUARDAROBA

 

4 Strategia d’IMMAGINE  per identificare gli elementi chiave del tuo stile

 

5 Riorganizzazione del Guardaroba.

 

MA IO SONO LA CONSULENTE CHE FA PER TE?

Ecco perchè prima d’iniziare ci dobbiamo conoscere !

Non è sufficiente il messaggino è accettabile SKYPE ..

Tra di noi ci deve essere empatia.

Il percorso lo facciamo insieme e il mio scopo non è MAI quello d’imporre bensì di aiutarti a riconoscerti in una seconda pelle!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONSULENTE D’IMMAGINE

Mai come in questi ultimi tempi abbiamo sentito parlare di CONSULENTI D’IMMAGINE.

Termine inflazionatissimo… MA ESATTAMENTE SAPPIAMO DI COSA SI TRATTA?

CHI SONO ? COSA FANNO?

CONSULENTE D’IMMAGINE : prima di tutto è un LAVORO!

Fare LA CONSULENTE D’IMMAGINE  vuol dire capire e anticipare le aspettative della cliente realizzare le sue aspirazioni  attraverso un ‘immagine  che rispetti PRIMA di TUTTO la sua UNICITA’.

La prima fase è l’analisi oggettiva della figura .

La seconda fase è l’analisi dei colori .

La terza …

La quarta…

….Potrei fare un’elenco quasi infinito ma sono convinta che la CONSULENZA D’IMMAGINE migliore sia quella che scaturisce dall’empatia che si crea con la cliente che hai di fronte.

Non esistono regole  ma solo ECCEZIONI.

Ogni donna è un’ ECCEZIONE.

Ognuna di noi ha una percezione di se stessa che non si sottomette a regole da manuale.

Parlare parlare parlare per capire qual’è lo stile che deve emergere .

Uno stile UNICO che prescinde dal mio gusto e dai dettami della MODA.

Mi piace il mio lavoro siete voi che me lo fate piacere!

Una Buona CONSULENZA va fatta in un ambiente stimolante e tranquillo.

Uso il mio negozio (che è la mia casa)  un luogo accogliente che parla di moda, in orari in cui il negozio è chiuso (tipo pause pranzo), per potermi dedicare completamente senza distrazioni.

Ogni CONSULENZA è diversa da ogni altra e il RISULTATO PURE!!!

Lo stile si può creare ma le regole da seguire non sono scritte su un manuale.

Le regole le scriviamo e le applichiamo insieme.

Lo scopo della CONSULENZA è scoprire il PUNTO FORZA su cui far leva .

Lo scopo della CONSULENZA è prendere coscienza della vostra UNICITA’

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COSTUME INTERO BIKINI O TRIKINI?

E’ arrivata l’estate e come ogni anno la domanda sorge spontanea:

COSTUME INTERO BIKINI O TRIKINI?

Personalmente non ho mai avuto dubbi: BIKINI FOR EVER!!!

Sono sempre stata una convinta sostenitrice del BIKINI perchè meglio interpreta il senso di libertà che deve caratterizzare la mia vacanza.

Per la precisione mi piace il BIKINI con la coppa a triangolo e lo slip con i laccetti sui fianchi.

I laminati (oro e argento) sono i miei preferiti ma ho un debole per i costumi fucsia e le stampe animalier.

Il costume intero lo indosso solo nelle sessione (ultimamente molto rare) di allenamento in piscina, per me è l’unica occasione in cui potrei indossarlo.

Il BIKINI  ha da poco compiuto 70 anni e in pochissimo tempo ha sedotto molte di noi .

Sui rotocalchi e nella rete spadroneggiano foto  di bellezze al bagno. ( Vi ricordo il  CONCORSO GIO’ CELLINI)

Il bikini è stato indossato da Marilyn Monroe, da Rita Hayworth, da Ursula Andress,  Brigitte Bardot e poi via via da stelle e stelline in cerca di qualche scatto fino ai giorni nostri.

Queste fotografie sono la testimonianza di come il rapporto con questo indumento si sia modificato nel corso del tempo e con esso di come  sia cambiata la percezione del corpo femminile.

Da una parte una maggiore consapevolezza della propria bellezza e dall’altra la discutibile sensualità.

Un precario equilibrio spesso mancato a favore di un esubero di nudità (che non lascia nulla all’immaginazione) a discapito di una rinnovata/inesistente  sensualità.

 

Se paragono le foto in BIKINI di Belen Rodriguez e Brigitte Bradot  mi ritrovo a preferire la sensualità di Brigitte Bardot e se guardo la foto di Liz Taylor in COSTUME da bagno (INTERO!) credo di non aver mai visto sulle nostre spiagge e sui giornali una donna così BELLA!

Ma voi cosa ne pensate?

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IL PETTEGOLEZZO FA BENE

Ormai il concetto è stato SDOGANATO:

IL PETTEGOLEZZO FA BENE!!!

L’arte del GOSSIP (perchè di arte si tratta) avrebbe secondo alcuni studiosi effetti benefeci:

  1. Le chiacchiere mettono di buon umore
  2. Aiutano a fare amicizia
  3. Aumentano l’autostima

IL PETTEGOLEZZO è addirittura paragonato al GROOMING.

Il grooming è il rito sociale  durante il quale le scimmie pulendosi reciprocamente mantengono (o creano) le relazioni sociali.

Sono migliaia (per non dire milioni) i pettegolezzi che hanno e caratterizzano la nostra storia passata e anche più recente.

Ad esempio:

Marilyn Monroe e John kennedy  erano amanti?

Fausto Coppi e Giulia Occhini furono arrestati (e lei finì in carcere) per la loro storia d’amore che durò sei anni.

Mina negli anni ’60 diede alla luce un figlio frutto di una relazione con un uomo sposato Massimiliano Pani.

Lady D sempre al centro di pettegolezzi , è morta mentre cercava di sfuggire ai paparazzi con il suo compagno Dody Al-Fayed.

Jackie Kennedy ha dichiarato di aver amato Gianni Agnelli. L’uomo era uno dei suoi amanti.

Certo è che i gossip dei divi degli anni passati hanno più fascino.

Destano meno curiosità le stelle e stelline che spopolano in TV nei reality e sui rotocalchi …. forse perchè si è drasticamente abbasssato il livello del pudore?

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During a party at the home of movie executive Arthur Krim, American actress Marilyn Monroe stands between Robert Kennedy (left) and John F. Kennedy, New York, New York, May 19, 1962. The party followed a democratic fundraiser at Madison Square Garden honoring John F. Kennedy's birthday where Monroe famously sang "Happy Birthday.' (Photo by Cecil Stoughton/Time Life Pictures/Getty Images)

 

 

SIAMO SCHIAVE DEL TRUCCO

Siamo schiave del trucco??

Alicia Keys famosa cantautrice londinese ha fatto discutere lanciando la campagna #nomakeup.

Personalmente non mi ritengo schiava di rossetto e mascara.

Non sono solita a truccarmi molto ma difficilmente esco senza il rossetto e sorrido da sola delle mie “stranezze”, tra le quali quella di metterlo anche quando vado a fare footing :).

Adoro e quasi sono invidiosa di quelle amiche che sono belle (di quella bellezza pura e limpida) senza niente… e quando dico niente è proprio COSI’!!!

COME FARANNO????

Alimentazione? Creme? Genetica?

MAH!!! Beate loro!!!

Rispetto anche le altre amiche, quelle che anche al mare sotto il sole di mezzodì quando tutto e tutti COLANO loro sono PERFETTE con un trucco IMPECCABILE.

Alicia Keys mi esorta a fare anche altre considerazioni ad esempio:

Abbiamo ancora bisogno di dimostrare che possiamo essere noi stesse con o senza TRUCCO?

Siamo BELLE…. con o senza trucco !

Liberiamoci di cliché che  ci impongono catalogazioni dettate da standard obsoleti.

Secondo il mio modesto parere Alicia Keys è coraggiosa nel suo intento ma sposare la causa del #nomakeup EQUIVALE a discriminare quelle donne che hanno con il trucco un buon rapporto.

Voi amiche mie cosa ne pensate?

Siamo schiave del trucco??

Non truccarsi è una liberazione?

Chi di voi ha il coraggio di farsi un selfie #nomakeup e di postarlo?

Lo faccio e poi oggi nella quotidiana sessione di footing mi metto il rossetto! 🙂

IO SONOSTELLA

UN’ENORME DIFFERENZA

La passione è il vero motore del mio lavoro: per costruirlo cercarlo mantenerlo.

Amo il mio lavoro e non lo cambierei con niente altro al mondo.

Produrre passione non annulla fatica stress ma rende tutto questo più sopportabile.

Anche dopo aver ottenuto, dopo tanti sacrifici, un bel lavoro, non è di certo il momento di adagiarsi: la formazione continua e l’aggiornamento devono essere delle costanti.

Ho sempre messo davanti a tutto l’importanza di una professione appagante.

Quando mi sono accorta che essere affamata di moda e che aggiornarmi da sola sulle tendenze non era più sufficiente ad offrire quel servizio inteso come valore aggiunto, ho deciso che era arrivato il momento di investire molto in formazione.

Oggi sono felicissima di avere intrapreso questo percorso formativo, aver frequentato l’ACCADEMIA di STILE di CARLA GOZZI  i suoi corsi, essermi formata da Lei come CONSULENTE D’IMMAGINE e DOCENTE FORMATIVO per il settore STILE e BELLEZZA è la strada giusta per anticipare ed esaudire i desideri dei miei clienti ed ho capito che è importante investire in formazione lavorativa, perché il mondo cambia e possedere gli strumenti adeguati fa

una enorme differenza.

 

 

IL DNA DEI CAPELLI BIANCHI

Scoperto a Londra DNA dei capelli bianchi.

Infatti care amiche è stato individuato il gene responsabile del colore e spessore dei capelli.

La scoperta è importante.

Attraverso la manipolazione di questi geni si potrà ritardare o addirittura evitare l’effetto sale e pepe!

Io vittima del fascino dell’uomo brizzolato non esulto di gioia.

 

gere primagere dopo

 

 

 

 

 

raul primaraul dopo

 

 

 

 

 

e …guardando queste foto chi potrebbe darmi torto!

Molto interessante invece  se facciamo delle valutazioni sull’orizzonte femminile.

Noi donne schiave della “ricrescita” potremmo interpretare la scoperta come una liberazione..anche se dalle passerelle  hanno fatto capolino chiome bianche….

ma ahimè  portabili nella vita comune solo se il viso sarà giovane curato e fresco.

chiome

 

 

 

 

 

La scoperta però risulta molto interessante in ambito investigativo:

Un DNA completo di dettagli su colore e tipologia di barba e capelli su una scena del crimine è di sicuro aiuto per l’identikit del colpevole.

…… Quindi nel frattempo amiche coccoliamo  il/la nostro/a PARRUCCHIERA.

Come faremmo senza di loro????

 

 

 

 

 

 

 

 

SI PUO’ IMPARARE AD ESSERE VINCENTI?

Si può imparare ad essere vincenti?

Esistono delle strategie che ci aiutano nelle difficoltà quotidiane di lavoro, nella gestione delle amicizie e delle relazioni famigliari?.

Sono sempre più convinta che per poter essere vincenti e  per essere di aiuto agli altri è importante prima di tutto una buona dose di SANO EGOISMO .

Prima di tutto dobbiamo amarci ed aiutarci a stare bene.

Solo in buone ( puro EGOISMO sarebbe perfette) condizioni psico-fisiche siamo di aiuto anche a quelli che per varie ragioni si relazionano con noi.

Essere vincenti  sul lavoro nelle amicizie  in famiglia, qualunque sia la nostra scelta di vita, fa soprattutto bene ANCHE al nostro IO. Ogni piccolo /grande traguardo raggiunto è un tassello in più che rafforza la nostra AUTOSTIMA.

Da dove si parte?

Dalla prima cosa che si vede: L’IMMAGINE

Per esempio se stiamo cercando lavoro e siamo dei creativi ci rivolgeremo a delle aziende che fanno della creatività il loro punto di forza e di conseguenza al colloquio come dovremmo presentarci per partire con il piede giusto?

OSSERVIAMO LA FOTOGRAFIA

Serie tv - Sex and the City. Foto di scena. Nella foto, Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Cynthia Nixon, Kristin Davis.

a parità di competenze :

A chi di loro affidereste l’ufficio legale della vostra azienda?

A quale la responsabilità dell’immagine da comunicare?

La contabilità?

Le pubbliche relazioni?

Sono sicura che già avete le risposte. ..

Carrie e la contabilità sono due mondi distanti… e Miranda….. potremmo mai immaginarla come una creativa? Non credo proprio.

CONCLUSIONE:

L’ immagine al primo impatto  influenza  circa  l’80% .

Quindi attenzione all’abbigliamento che adottiamo per la destinazione d’uso della nostra MISSION.

SIAMO CIO’ CHE GLI ALTRI VEDONO.

Nel mio lavoro mi capita sempre più spesso di risolvere dubbi di questo genere.

Ultimamente ho seguito con vero piacere l’evoluzione di Francesca Allegri.

La prima volta Francesca doveva comunicare la sua arte attraverso l’energia dei suoi coloratissimi quadri.

L’occasione era l’inaugurazione della sua Galleria.

GALLERIA ALLEGRI

Ho consigliato a Francesca un’abbigliamento focalizzato su due colori il rosso e il nero.

Questo per esprimere attraverso due colori “forti”  la forza di questo cambio di direzione nella sua vita professionale.

La gonna in seta con fiori stilizzati giapponesi, lunga oltre il ginocchio con un drappeggio laterale, era il raccordo perfetto tra gli anfibi glitterati ( comodi e femminili) e l’austero dolcevita e la giacca in pelle nera.

Come rafforzativo dell’insieme una splendida collana di pietre dure ROSSE e NERE.

Infine il make up finalizzato a  far risaltare i suoi profondi occhi neri.

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Seconda occasione d’uso :

Francesca è stata invitata dal console onorario dell’Oman alla festa nazionale del Kuwait all’Hotel Principe di Savoia di Milano e all’evento erano presenti Pisapia, Moratti e molti rappresentanti del corpo diplomatico internazionale.

In questo caso la nostra Mission era rispettare il DRESS CODE (d’obbligo in queste circostanze) ma non a discapito dello stile.

Francesca Oman

 

 

 

 

 

Ecco la soluzione:

Abito sobrio non scollato, non corto, non aderente, realizzato con un tessuto corposo e importante. Scarpe dalla punta chiusa. Unico vezzo la minibag in pelle oro e la collana per dare luce al viso.

In conclusione :

Possiamo essere a nostro agio in ogni occasione e in ogni luogo con l ‘OUTFIT adatto.

 

 

 

 

VIVA L’ITALIA

Oggi più che mai vorrei gridarlo!

Nella notte infatti sono stati assegnati  gli Oscar, e per la 4 volta l’ITALIANISSIMA  Milena Canonero  rappresentante dell’Italia, si è aggiudicata l’ ambita statuetta come miglior costumista del   pluri  premiato film Gran Budapest  Hotel.

Italiana, esattamente di Torino , ha studiato a Genova per poi trasfersirsi a Londra….amica di Kubrick…etc etc…. tutte notizie che in questi giorni leggeremo su migliaia di rotocalchi.

Beh amiche mie, io vorrei andare oltre ..

Guardate le sue fotografie …(private pochissime se non addirittirura nessuna) delle premiazioni   Oscar negli anni 1975- 1982- 2007.

Già nel 1975 premiata per il film Barry Lyndon era ben evidente il suo stile, giacca e pantaloni morbidi. Sofisticata ed elegante unico cenno “TRASGRESSIVO ” il colore non colore  Bianco. Capello liscio , make up naturale.

Nel 1982  Milena Canonero è  fedele al suo stile sobrio (niente lustrini e paillettes) ed elegante,  rafforzato dal colore nero che non abbandonera’ neanche nella serata del 22 febbraio 2015

Vorrei provare ad andare oltre:

Questo  stile denota sì semplicità ma anche praticità.

L’ esigenza di essere coerente. Esigenza che agli esordi poteva essere necessità di autorevolezza, e che nel tempo è diventata divisa!

Sapendo  così poco di lei mi piace immaginarla, poco incline alle serate di gala quasi allergica, come se l’ abito per queste occasioni non fosse la priorità nella lista delle cose da fare. Queste scelte forse anche pò scontate , mi fanno notare che probabilmente Milena Canonero  pensa più a chi ha vicino che a se stessa. Ecco direi che il suo stile sobrio ed elegante nasconde un animo altruista, .I pochi vezzi che si concede nascondono un’ insaziabile curiosità che lascia poco tempo a tutto il resto.

Ecco si mi piace immaginarla nella sua camera davanti all’ armadio aperto che dice : Uffa ma domani sera Cosa mi metto???

Ovviamente  è solo un gioco…. però  chissà cosa ne direbbbe di queste poche righe!

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