L’armadio dopo i 40 e…dintorni.

Quando avevo vent’anni, una donna di quaranta mi sembrava “vecchia”, adesso che i quaranta li ho passati da un bel pezzo posso dire di non essermi mai sentita meglio. E’ l’età in cui smettiamo di voler sembrare e “diventiamo”, l’età in cui prendiamo piena coscienza di chi siamo e di cosa vogliamo. Questo fatto da solo ci rende belle, anzi no, ci rende irresistibili. La consapevolezza è tutto, è ciò che ci permette di osare anche quando il nostro fisico ci presenta il conto, è ciò che ci fa sorridere e ci fa guardare a noi stesse con indulgenza ed ironia, ciò che ci rende uniche: noi con tutti i nostri difetti, le nostre notti insonni, i nostri mille perché, le nostre zampe di gallina, i cuscinetti nei posti sbagliati. Noi e il nostro bagaglio di errori e di progetti irrealizzati, di giornate di sole e di vita vissuta. Non so voi, ma io nei miei 40 che 40 non son più da un bel pezzo, ci sto da dio.

Come dovrebbe essere, secondo voi, l’armadio dopo gli anta? Vi svelo un segreto: l’unico limite del mio armadio sono le sue ante. Con un pizzico di buon senso e di buon gusto, l’armadio dopo i quaranta può essere variegato, divertente, elegante, stiloso, aggressivo o romantico esattamente come quello che avevamo vent’anni fa.

Sta a noi mixare gli stili e i capi con giudizio, tenendo conto del fisico più morbido e di qualche piccolo cedimento. La consapevolezza tanto faticosamente guadagnata, sarà la nostra guida e ci eviterà scivoloni di stile.

La prima regola alla quale attenersi è: less is more! Non c’è bisogno di eccedere o sottolineare: siamo perfette così come siamo!

Qualche altra indicazione?

In linea di massima:

NO AL TROPPO CLASSICO. Se questo è il tuo stile, riscoprilo e reinventalo. Prova ad abbinare qualche accessorio grintoso: osa una camicia di jeans o qualche pezzo in ecopelle.

NO AL TROPPO GIOVANE: l’effetto sarebbe troppo stridente, sii fiera dei tuoi anni! Lascia le T-shirt a tua figlia e alle sue amiche. Ti puoi permettere di meglio!

EVITA I TREND ECCESSIVI del momento o i look troppo aggressivi, non hai bisogno di dimostrare nulla, sii felice dei traguardi che hai raggiunto e della donna che sei diventata.

Vuoi mettere un abbinamento animalier con pantalone classico e magari un paio di decollettè?

NO ALLE LINEE A SACCHETTOEFFETTOSCIURAASSICURATO: usa le cinture!

ATTENZIONE ALLE GONNE MIDI plissé o a ruota: se ti piacciono fai attenzione ai tessuti e scegli velluti o tessuti metallici. Con la gonna midì e il tacco alto sarai fantastica soprattutto se l’abbinerai ad accessori di tendenza.

EVITA le scarpe con tacco medio (perché ti devi mortificare se puoi permettere un tacco dodici?) e il foulard attorno al collo (usalo come cintura o legalo al polso o alla borsa).

TOTAL BLACK con parsimonia, il MARRONE solo con del rosa, il BEIGE con del rosso o del blu… Per il resto usa i tuoi colori, quelli che ami e che ti fanno bella, quelli che quando li indossi ti fanno sorridere allo specchio.

 

LUISA

una mattina lo specchio…

Prende le chiavi dalla cassettiera e dà un’ultima occhiata allo specchio. I capelli freschi di parrucchiera, il trucco perfetto. E’ ancora una bella donna ma non si riconosce più. Certo le amiche le assicurano che dimostra dieci anni di meno ma lei i suoi cinquantacinque anni se li sente, e se li sente tutti. Non è poi così importante come ti vedono gli altri, il punto è che tu sai com’eri ed è con l’immagine di quella ragazza che ti tocca fare i conti ogni mattina. Questo è quello che pensa ogni volta che si guarda allo specchio, pensa a sé stessa com’era, a quella ragazza là. Adesso tutto è diverso. Le rughe attorno gli occhi e quelle sottili sulle labbra che per quanto faccia non riesce mai a cancellare del tutto. Le guance sono diventate più larghe e morbide e il seno e l’addome si sono rilassati. E’ successo poco per volta, tanto che per un po’ aveva fatto finta di non accorgersi di tutti i piccoli cambiamenti e poi… qualche trattamento in più, qualche “punturina” come le chiama Emma, la sua amica, qualche seduta in  palestra magari tre o quattro a settimana e non più due…  avevano tamponato. Aveva continuato a vestirsi come se avesse avuto ancora trent’anni, total black, pelle e eco pelle: la sua passione. Maglie attillate, magari con stampe animalier. Le era sempre piaciuto dare un’immagine di sé attraente e aggressiva, provocare un po’ anche solo per gioco. Il suo fisico alto e sottile, il seno piccolo… aveva potuto permettersi quel look senza mai sembrare… eccessiva.  Adesso si guarda e sente lo sconforto salirle in gola. Con la mini e la maglia attillata si sente improvvisamente a disagio… saranno quei fastidiosi rotolini, sarà che i trenta se ne sono andati da un pezzo… e se è per quello anche i quaranta. Sarà che se i quaranta sono i nuovi trenta, i cinquanta sono cinquanta e basta, se li raddoppi il totale è cento e a cent’anni chi capperi ci arriva?  Magari le gonne sopra al ginocchio le stanno ancora bene, in fin dei conti le gambe sono l’unica parte del suo corpo che non sembra aver ceduto…. eppure ci deve essere qualche regola non scritta che prevede che le gonne si dovrebbero allungare di qualche centimetro in modo proporzionale al passare del tempo…

 

 

 

 

Perché non riesce a rassegnarsi a questa nuova fase della sua vita?

Perché non riesce a rassegnarsi a questa nuova fase della sua vita? La sera prima aveva visto un’intervista ad un’attrice francese, Fanny Ardant, ed era rimasta incantata. Non nascondeva i suoi anni ma li esibiva con leggerezza ed eleganza e con una consapevolezza che, se possibile, la rendeva ancora più bella di quando giovanissima aveva girato i suoi primi film. L’aveva osservata muovere le mani inanellate, un abito nero dal taglio elegante, garbata e sicura, sorridente… L’aveva guardata ed era stata folgorata da un’intuizione. Che importanza ha se non è più la stessa di vent’anni prima, di dieci anni prima? In fondo è soddisfatta della sua vita, del suo matrimonio che, tra alti e bassi, ha resistito e non solo quello… Resistere le è sempre sembrata una parola triste e sopravvalutata. Si resiste un po’, certo, ma non se a furia di resistere ci si condanna ad una vita di recriminazioni e sofferenze. Il loro matrimonio si era modificato insieme a loro e ora, pensandoci bene assomigliava come mai prima ad un porto sicuro, un luogo sereno. A trent’anni non sarebbe riuscita ad apprezzare gli aggettivi  sicuro e sereno, ma a cinquanta è in grado di dare loro il valore che meritano. I figli sono ormai grandi, due bravi ragazzi, hanno la loro vita.

Che importa se non è più quella di prima?

Che importa se non è più quella di prima? Ha ancora tanta energia e tanta voglia di fare, perché non sfruttare questa nuova fase della sua vita per occuparsi un po’ di se stessa invece che degli altri? Luisa si guarda allo specchio e per la prima volta non si riconosce, non perché non vede più la ragazza che è stata, ma perché non riesce a vedere la donna che è diventata.

Vorrebbe che la sua immagine oltre al suo aspetto fisico mettesse in risalto anche altre qualità, vorrebbe che parlasse di lei.

Intervenire senza sconvolgere

Quando incontro donne come Luisa è inevitabile che mi senta ancora più coinvolta. Tutte noi che una certa ormai (ahime!) ce l’abbiamo ci siamo dovute confrontare con i cambiamenti che l’età e la menopausa hanno portato al nostro corpo e al nostro umore. Non siamo più quelle di prima, non so se siamo meglio, ma di sicuro siamo diverse. Abbiamo qualche chilo in più, qualche ruga, borse sotto gli occhi la mattina appena alzate, un aspetto più morbido e un’umore un po’ bizzarro, caldo e freddo in successione non importa che stagione sia. Eppure abbiamo fatto tanta strada, siamo più consapevoli di noi stesse, dei fatti nostri e di quelli della vita. Siamo più disincantate ma anche più ironiche. Quello che abbiamo passato ci ha reso più forti, capaci di vedere al di là delle apparenze. Se c’è una cosa in cui noi donne siamo veramente brave è riprendere in mano la nostra vita e reinventarci. Insomma se il punto vita a volte è più un’idea che un punto, se l’addome è andato un po’ per i fatti suoi,  ci sono tanti aspetti su cui possiamo lavorare e che possiamo valorizzare.

Il primo passo è accettare i cambiamenti

Ognuna di noi ha dei punti di forza e spesso sono molto più di quelli che solitamente ci attribuiamo. Il primo passo è quello di accettare i cambiamenti. Imparare a vederci per quello che siamo senza farci ossessionare da una “noi stessa” più giovane. Il guardaroba di Luisa è un guardaroba “impegnativo”, capi in pelle ed eco-pelle, tutti rigorosamente neri, nessuna concessione al colore fatta eccezione, se così si può dire, per una giacca bianca molto stretta e corta, acquistata chissà perché e mai sfruttata, e per una gonna animalier. Gli abiti sono tutti molto attillati, scelti per mettere in risalto le sue forme. Sono abiti di una donna che non vuole passare inosservata. Se la mini in eco pelle a trent’anni è seducente, a cinquanta può diventare stucchevole e farci fare uno scivolone di… cattivo gusto. Ad ogni età possiamo essere seducenti ma ogni età ha la sua “seduzione”. Luisa non deve rinunciare alla sua femminilità, anzi! Ma consapevolezza ed ironia dovranno esserle da guida.

 

 

 

 

 

 

 

 

Consapevolezza

Un corpo non più tonico non va costretto in abiti troppo stretti, così facendo mettiamo solo in evidenza ciò che vorremmo nascondere. Se il nostro punto di forza, come nel caso di Luisa, sono le gambe non dobbiamo rinunciare ai nostri pantaloni preferiti in pelle stretch, alterniamoli con un  nuovo paio beige e abbiniamoli con capi più morbidi e fluidi. Distogliamo lo sguardo dai punti deboli e concentriamolo sui punti di forza. Perfetti il cardigan lungo in laminato oro o il cavano in cotone con stampa animalier. Entrambi rispettano il gusto di Luisa e danno un tocco di classe certo non banale a capi già presenti nel suo guardaroba. Entrambi assolutamente da abbinare anche a capi neri. Il mio consiglio è, inoltre, di aggiungere del colore azzardando abbinamenti e giocando con ironia. L’abito chemisier fiorato è perfetto! Può essere abbinato con un pantalone strech ma è intrigante anche abbinato alla “vecchia” gonna animalier. La borsa rossa è il tocco in più: soprattutto nei primi passaggi del cambiamento si abbina perfettamente ad un look total black sdrammatizzandolo, ma è perfetta sia con il giacchino bianco che con l’abito chemisier. Sono molto soddisfatta del risultato finale, tenuto conto del periodo dell’anno (cambio di stagione), con l’acquisto di qualche capo il guardaroba di Luisa si è trasformato: senza tradire lo spirito della sua proprietaria sa rispondere alle sue nuove esigenze… Ora è pronta per affrontare questa nuova fase della vita con eleganza e, perché no?, un pizzico di sana follia. Ora tocca a lei!

 


COME SOPRAVVIVERE SENZA CALZE IN INVERNO?

COME SOPRAVVIVERE SENZA CALZE IN INVERNO?
In un primo tempo abbiamo pensato fossero tutte matte o che fosse una stravaganza del momento!
Sono sempre più frequenti le blogger , le celebrities, che si fanno fotografare oltre che nelle occasioni mondane anche in giro per le città rigorosamente SENZA CALZE!!!
MA COME FANNO???
Sento freddo solo a guardarle!!
A dirla proprio tutta un pochino le ammiro e le invidio perchè chi di noi (fashioniste incallite) davanti alla scarpiera non ha pensato almeno una volta di indossare il sandalo preferito ( quello dorato, colorato  …quello che ci piace così tanto) con il cappotto o la pelliccia (meglio eco)??
Chi di noi guardando dalla finestra o aprendo la porta di casa al primo spiffero non è tornata indietro a cambiarsi?
MA COME FANNO???
Ecco i trucchi:
-Mostrare dei piccoli “pezzetti di pelle”  nuda indossando:
la minigonna con i cuissards.
I pantaloni super strech con le décollté.
I pantaloni cropped con le slips ons o i tronchetti.
Le gonne al ginocchio con lo stivale lunghezza polpaccio.
Gli abiti lunghi con i sandali  o le scarpe chanel.
Sono sufficienti pochi centimetri  per fare una grande differenza !
-Una particolare attenzione alla lunghezza del capospalla che deve arrivare a metà coscia,  meglio ancora se lungo ai piedi.
-Di grande utilità le sciarpe e il cappello!
Lo sapevate che nella testa risiedono la maggior parte dei ricettori del freddo?
Coprendola inganniamo la nostra mente!
-In ogni caso la parola d’ordine è SELF CONFIDENCE:
Se siete le prime ad essere indecise evitate.
Un primo passo?
Abbinare i sandali con le calze corte ..i calzini! Quando il piede è caldo tutto il resto non soffre!!
 Ma se l’ostacolo è insuperabile in commercio ci sono collant di ogni genere ed è impossibile non trovare quello adatto.
Confido in voi sul fatto che eviterete come la peste il sandalo o la scarpa open toe  con il collant color carne.

COME SCEGLIERE IL REGALO DI NATALE PER LA TUA FIDANZATA

Eccoci qui: di nuovo in quel periodo dell’anno. Il dilemma si ripete. Come scegliere il regalo di Natale per la tua fidanzata? Come vederla sorridere felice aprendo il tuo pacco?

Scommetto che pochi di voi hanno la soluzione.

Mi rivolgo a tutti coloro che sono stati “SORDI”  (in questo ultimo mese , per non dire tutto l’anno) ai segnali della fidanzata davanti alle vetrine,….. tipo:

” Che bella quella borsa!”

” Che scarpe meravigliose mi starebbero d’incanto”.

“Quest’anno devo rinnovare gli stivali… li ho distrutti.”

“Va di moda il cappotto ? Cosa ne pensi dici che quel modello mi starebbe bene?”.

Potrei andare avanti all’infinito, e credetemi se avete una fidanzata così siete già fortunati perchè un barlume d’idea vi è stata data.

Quelli che brancolano nel buio hanno fidanzate del tipo:

“Ho l’armadio pieno”.

“Sono ingrassata non mi piace niente”.

…Ma le più pericolose sono:

“NON MI SERVE NIENTE!”

“NON FACCIAMOCI REGALI QUEST’ANNO”.

Queste vi mettono alla prova!!! Non cadete nella trappola!.

A tutte piace ricevere un regalo anche piccolo piccolo …

E’ la sorpresa  la capacità di stupire che ci piace!

Il regalo è un segno di apprezzamento fateci sentire importanti al centro del vostro universo.

Pensateci come  DONNE  nè come mamme nè come fidanzate/mogli/compagne.

 

Andate nei negozi che la vostra LEI  frequenta durante l’anno, o di cui guarda le vetrine , o quei negozi a cui mette i “mi piace”, andate dove la conoscono …

Recatevi  in negozi dove ci sono prodotti di qualità scelti con cura dove,  sia l’accessorio  che il capospalla parlano  di stile e buon gusto, in negozi dove chi vi  serve lo fà con attenzione  e dedizione  dove l’interlucotore vi ascolta.

Se brancolate  nel buio sappiate che ci sono particolari dell’abbigliamento , del portamento, della pettinatura che sono indicativi  e aiutano nella lettura della personalità e sono incisivi per la scelta del regalo giusto.

Se siete  a corto di idee date un’ occhiata alla mia pagina https://www.facebook.com/rampollo.stella/.

 

 

 

Il pregiudizio della crisi

Il pregiudizio della crisi.

Ho parlato spesso di pregiudizi.

I pregiudizi della bellezza, i pregiudizi dell’età….Sono argomenti interessanti  ma “leggeri”, più difficile e impegnativo parlare di crisi.

E’  come camminare sui vetri.

Devo  stare attenta a non urtare la sensibilità di nessuno senza  essere ipocrita.

Parlare con gentilezza senza essere mielosa.

Realista ma non priva di tatto….

 

Alcuni sostengono che l’ideogramma cinese che simboleggia il termine “CRISI” rappresenta nel contempo anche  il termine  OPPORTUNITA’.

Altri sostengono che è solo un’INVEZIONE di  molti che si sono fatti promotori di questo slogan per rimpinguarsi le tasche con facili SLOGAN .

Sinceramente la diatriba m’interessa poco.

Seguo il cuore … e il cuore mi dice che dev’essere dura molto dura.

Che non ci sono parole cose o persone che possono colmare il baratro di un periodo di crisi.

Il cuore mi dice che non lo posso sapere perchè io non l’ho vissuta in prima persona.

E allora lascio parlare chi ci sta passando ed è per questo che ho  chiesto alla mia amica Olga.

Le ho fatto DUE DOMANDE:

(le risposte le riporto piè pari).

La prima:

Quali sono state le risorse che hai attivato per superare questo momento di crisi?

 

Ho tirato fuori  tutto il carattere che ho, la mia forza e soprattutto il buon umore, un pò di autoironia e spirito.

Sono convinta di essere fortunata e che metabolizzare un Kancro non è facile, ma vorrei che tutte le Donne trovassero la forza che tutte hanno per affrontare il percorso che non nego sia affaticante ma…. tutte potete ce la potete fare.

 

La seconda:

Cosa ti ha spinto ad accettare questa mia proposta?

 

Questa proposta mi ha “intrigato”.

Vorrei arrivasse un messaggio positivo .

Si può essere femminili e DONNE anche calve, anche un pò pallide, ma un bell’abito, un tacco e qualche accessorio fanno miracoli.

Amarsi sempre e comunque.

Ringrazio Stella per avermi dato voce in questo progetto.

 

Vi invito a guardare gli scatti di  Olga sulla mia paginahttps://www.facebook.com/rampollo.stella/ 

 

SONO IO CHE RINGRAZIO TE!

La nostra immagine parla di noi

La nostra immagine parla di noi e lo fa anche se non ce ne rendiamo  conto.

In quei primi 60 secondi in cui ci presentiamo a qualcuno di persona o tramite un immagine del nostro profilo social, il cervello osserva e trae delle conclusioni e crea  pregiudizi inconsci.

Come ci mostriamo influenzerà inevitabilmente anche la percezione di quello che diremo.

Sta a noi decidere consapevolmente cosa far raccontare alla nostra immagine.

Possiamo rischiare che la nostra immagine sia di ostacolo ai nostri obiettivi  o scegliere che sia  di rinforzo ai  nostri pensieri.

Il modo in cui ci vestiamo  racconta agli altri ma anche a noi stessi di come siamo!

La nostra immagine parla anche delle nostre emozioni.

Prenderne coscienza ci rende consapevoli dei nostri punti  forza e delle nostre debolezze.

Ragionare sulla propria immagine non è MAI una perdita di tempo anzi

E’ UNA COSA SERIA

 E  la CONSULENZA D’IMMAGINE  ha prima di tutto lo scopo di SVELARE  chi siamo e SOLO in un secondo tempo arriva il CAMBIAMENTO.

La CONSULENZA D’IMMAGINE  ha a che fare con  il nostro intimo.

Vestirsi bene non è solo una questione di forme e di abbinamenti CROMATICI   ma è una questione di PERSONALITA’.

Il nostro corpo può essere la base di partenza ma non è la soluzione.

Lo scopo della CONSULENZA  D’IMMAGINE è  trovare uno STILE che sia UNICO solo NOSTRO!

La CONSULENZA D’IMMAGINE ci insegna a utilizzare la moda per vestirci e non coprici!

Un abito alla moda che non indossiamo con naturalezza non ci farà sentire a nostro agio.

L’abito è la nostra seconda pelle e ci deve assomigliare.

Per esempio:

Oggi ho voglia di indossare il giubbotto in pelle e domani i pantaloni a zampa e domani l’altro un abitino bon ton … non sono mai vestita allo stesso modo perchè mi sento sempre diversa …

Avere un nostro stile non vuol dire avere sempre lo stesso stile.

Ma ogni scelta deve rappresentarci   perchè lo stile non è MAI una DIVISA.

Lo stile passa per i dettagli e il magico potere degli abbinamenti.

 

COME SI FA UNA CONSULENZA D’IMMAGINE

Fermo  restando che ogni persona per me è una nuova avventura da intraprendere le fasi sono le seguenti:

1 Parte SOGGETTIVA  di  ASCOLTO

per comprendere le tue aspettative

per  focalizzare gli obbiettivi

 

 

2 Parte oggettiva di ANALISI delle FORME e del COLORE

 

3  ANALISI del GUARDAROBA

 

4 Strategia d’IMMAGINE  per identificare gli elementi chiave del tuo stile

 

5 Riorganizzazione del Guardaroba.

 

MA IO SONO LA CONSULENTE CHE FA PER TE?

Ecco perchè prima d’iniziare ci dobbiamo conoscere !

Non è sufficiente il messaggino è accettabile SKYPE ..

Tra di noi ci deve essere empatia.

Il percorso lo facciamo insieme e il mio scopo non è MAI quello d’imporre bensì di aiutarti a riconoscerti in una seconda pelle!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qual è la prima cosa che una donna guarda in un uomo?

Qual è la prima cosa che una donna guarda in un uono?

Da un  sondaggio tra amiche sono tre le cose che attirano la nostra attenzione:

LE MANI

Una mano maschile nodosa e grande può essere molto virile. Trasmette un forte senso  di protezione ( noi donne siamo strane ) ma attenzione non ci piacciono:

Le unghie lunghe, specie nel dito mignolo ( ricorda inevitabilmente le pulizie nasali ai semafori).

Le  unghie sporche, la mamma diceva sempre che chi non si lava le mani non si cambia le mutande.

I peli sulle dita,  esiste la ceretta! L’effetto mano bianca e pelo nero lungo  sulle falangi fidatevi NON CI PIACE.

 

Qual è la prima cosa che  una donna guarda in un uomo?

I DENTI.

Una bella dentatura è un dono della natura ( fa anche rima).

C’è poco da fare se negli anni avete bevuto e fumato come se non ci fosse stato un domani e  se  negli anni ve ne siete  altamente fregati del colore giallo che i vostri denti stavano prendendo ORA c’è poco da fare!

Ma almeno non saltate le sedute dal dentista, non saranno perfetti  ma curati e credetemi c’è DIFFERENZA.

Qual è la prima cosa che una donna guarda in un uomo?

IL LATO B

Sotto con la palestra. Gli squat fanno miracoli.

Evitate i  pantaloni troppo grandi e morbidi che appiattiscono ancor di più il lato B,  fanno le gambe corte e danno quell effetto “sciallo” che è accettabile a 16 anni.

In ogni caso è solo una questione di chimica!!

 

 

 

 

 

 

 

Sono ingrassata cosa mi metto?

Sono ingrassata cosa mi metto?

Il  chiletto in più al rientro delle vacanze non è un souvenir  desiderato.

Cene, aperitivi, merendine, gelati, colazioni iper caloriche … non ci siamo fatte mancare nulla e la situazione ci è scappata di  mano .

Ed ora??? :

SONO INGRASSATA COSA MI METTO????

L’ abbronzatura non è sufficiente a garantirci quel sano aspetto vacanziero,  ci sentiamo delle mongolfiere!

Gonfie, impacciate ci stringe tutto ..UFFFFFAAAAAA!!!

Il morale è sotto i piedi  vi ricordate quel bellissimo film di Almodòvar DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI?

Ecco giusto appunto :))).

Lo sappiamo che una  sana alimentazione e qualche piccolo sacrificio sarà sufficiente per rientrare  nei nostri pantaloni preferiti ma nel frattempo come  affrontare lo specchio  e gestire il nostro armadio senza sentirci degli INSACCATI?

Ecco qualche suggerimento:

1.  CAPI STRETTI abbinati a CAPI SPALLA lunghi.

Jeans  dalla vestibilità slim, pantaloni a sigaretta, canotte, t-shirt,

camicie  tutto ciò che stringe che ci fascia che si arrotala su per la schiena

è PERFETTO se abbinato a giacche/ cardigan/  gilet che dovranno essere lunghi o arrivare a coprire i fianchi e realizzati  in tessuti leggeri  come  il pizzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 .Abiti e gonne dalla linea svasata e con il punto vita alto per non segnare l’addome e allungare visivamente la gamba.

 

 

 

 

 

 

 

 

3. Giochiamo con scollature asimmetriche  di top e abiti.

Quest’ultimi preferiamoli  con drappeggi e/o spacchi.

 

 

 

 

 

 

 

 

4. Via libera a foulards  e sciarpe da indossare in modo strategico per allungare la figura.

Ottima la soluzione di capi spalla colorati con look total black.

 

 

 

 

 

 

 

 

5. Semaforo verde a silouhette “costruite” con giochi  di colore  (Block Colour) e/o tessuti differenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Silvia: quando i ruoli ci stanno stretti, è ora di cambiare

I cambiamenti vanno programmati

Silvia prima di essere una cliente è un’amica. Ci conosciamo da anni e, come spesso accade, le sue visite in negozio sono un’occasione per aggiornarci su ciò che ci è successo o abbiamo fatto, due battute e quattro risate e, se siamo sole, qualche confidenza bisbigliata prima che la porta si apra ed entri una nuova cliente. Così quando, in una fredda mattina di gennaio, davanti ad un caffè, mi ha detto: “A maggio sarò una modella!”, ho pensato fosse una battuta. Mi sono sfuggite la determinazione e la sicurezza con cui aveva pronunciato quelle parole. Abbiamo continuato a ridere lamentandoci dei bagordi natalizi e dei chili di troppo, versando lacrime da coccodrillo su ogni fetta di panettone, doppiando il nostro giro vita neanche fossimo a una gara di biglie. Invece con il passare delle settimane sono stata testimone di una vera e propria trasformazione..

Quando il nostro ruolo cambia la percezione che abbiamo di noi stesse

L’avevo sottovalutata. Mi sono spesso chiesta quanto i ruoli che ciascuna di noi ricopre nella vita, riescano nel tempo a cambiare la percezione che abbiamo di noi stesse… (se ve lo state chiedendo non è un caso che io stia parlando al femminile). Tanti ruoli simultaneamente: quello che abbiamo sul lavoro e poi quello che abbiamo a casa, con le amiche e con i famigliari, siamo ballerine ma anche centravanti. Eppure tra tutti ce n’è sempre uno che, per tanti motivi, prende il sopravvento arrivando a cambiare anche la percezione che abbiamo di noi stesse. Silvia è una maestra e si dedica con impegno al suo lavoro, ha a che fare con i bambini tutti i giorni, tutto il giorno. Deve essere sempre vigile ed attenta agli altri… più che a sé stessa. Si destreggia tra pennarelli, urla, giochi, compiti da assegnare, i banchi di scuola e i tavoli della mensa. Come può essere che questo non condizioni il suo modo di percepirsi e di vestirsi? Ho ripensato alle parole di Silvia come ad una specie di grido di guerra e un po’ me la sono proprio immaginata alla “bellicosa” riconquista della sua identità tra spruzzi di inchiostro, matite colorate e maccheroni al ragù.

Tutte sappiamo quanta fatica e costanza ci vogliono per perdere peso e per mantenere intatta la propria determinazione col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi e… a volte anche delle ore! Ciascuna di noi sa che non c’è guerra più logorante di quella che combattiamo contro la bilancia. Silvia è stata un vero marines! Nel corso di questi mesi ha dovuto gestire il suo corpo in continua trasformazione per la perdita di peso ed abituarsi ad un nuovo stile di vita. E’ stato elettrizzante! Io e la nutrizionista Valentina Leva abbiamo lavorato in sinergia per supportarla in questo percorso cercando di fare del nostro meglio per motivarla.

Ottimizziamo acquisti ed interventi in vista dell’obbiettivo finale

Per me è stata una vera sfida. Il primo obbiettivo è stato quello di ottimizzare gli acquisti e gli interventi in previsione del risultato finale. Questo ha significato anche programmare. Innanzi tutto mi sono occupata del suo armadio. Nonostante il periodo di saldi (gennaio/aprile) inducesse a lasciarsi andare ad acquisti importanti e sicuramente, nell’immediato, gratificanti, in questa prima fase le ho consigliato di puntare sugli accessori. Sciarpe, foulards, spille, collane, calzature (bandite le cinture che mettono ansia!) si sarebbero inseriti bene nel suo armadio già ben fornito, avrebbero soddisfatto la sua voglia di shopping e, soprattutto, non avrebbero inciso eccessivamente sul portafoglio. Gli acquisti più importanti avrebbero dovuto attendere la fine del suo percorso di dimagrimento e soprattutto fino a quando non avessimo definito insieme lo stile della “nuova” Silvia.

Voglia di eleganza e femminilità

Con il trascorrere delle settimane, di chiacchierata in chiacchierata, l’ho vista cambiare. Non solo il suo fisico si asciugava perdendo quei fastidiosi chili di troppo, ma la sua consapevolezza di sé diventava sempre più chiara e definita. Se il suo stile fino a questo momento, era stato potrei dire “Bohemienne” con una predilezione per i colori vivaci, le stampe floreali, i mille braccialetti e collane, magari abbinati a short, scarpe e sandali sportivi, ora c’era un’esigenza nuova.

Una voglia di “pulizia”, di eleganza, di femminilità, il desiderio di fare suo uno stile più classico. Il mio lavoro è stato quello di assecondare questa esigenza e darle “voce” nel pieno rispetto della personalità di Silvia. La “nuova” Silvia non doveva essere una Silvia “diversa” ma valorizzata. Il risultato è stato strabiliante, eppure, dentro di sé, quella mattina di gennaio, lei già lo sapeva e da brava maestra aveva programmato tutto!

 

Eccola dunque elegante e raffinata con un abito (draped dress) che modella ed evidenzia il suo punto vita abbinato con il color cuoio, borsa a mano e decolletè (open toe)

E’ ancora tempo di sandali!

E’ ancora tempo di sandali!

Come affrontare un autunno caldo?

Settembre e ottobre ci regalano ancora  belle giornate !!!

Come destreggiarsi tra le vetrine che ci propongono le collezioni autunnali e le vetrine con ancora i saldi di fine stagione?

E’ ancora tempo di sandali!!

Le collezioni estive ormai ci annoiano ma le collezioni autunnale sono “TROPPO PESANTI”!!

E’ ancora tempo di sandali!!

Cerchiamo delle buone occasioni tra le VETRINE dei saldi di :

1 SANDALI   indossati con le calze  li abbineremo anche con i blezer, le camicie in seta e i maglioncini.

Attenzione al colore che dovrà essere  nero o cuoio o in pellami metallizzati opachi.

2 DENIM  Questo tessuto è un passepartout.  Che sia il jeans che sia la camicia o il giubbotto  non ci stancheremo mai d’indossarlo.

Ora come capo spalla (giacca/camicia ) e più in là, a stagione inoltrata, in abbinamento a gilet in ecopelle o ecopelliccia.

3 T. SHIRT Sempre e comunque non bastano mai! Bianche, colorate con paillettes o basiche sono indispensabili. Le indosseremo ora sotto le camicie/giubbotti in jeans e in autunno inoltrato in sovrapposizione a dolcevita o semplicemente faranno capolino da sotto i maglioni per alleggerire outfit troppo scuri.

 

Tra le vetrine con le NUOVE COLLEZIONI  non facciamoci scappare :

 

1 JEANS a vita alta!! I primi arrivi hanno dei pesi raccomandabili anche con le temperature alte.

2 ANIMALIER    Abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: gonne giubbotti per le più temerarie!

Cinture e foulards per dettagli di tendenza per gli outfit più sofisticati.

3 PIZZO  Trasparente e femminile copre senza appensantire (perfetto nei cambi di stagione).

Indispensabile in previsione di serate decembrine con amici, colleghi e Capodanno!!

Nel frattempo lasciatevi ispirare!

Buon shopping!

 

 

 

 

Vi presento CHIARA

Una nuova vita e la voglia di “ritrovarsi”

Mede è una cittadina piccola, ci si conosce un po’ tutti, magari ci si perde di vista ma, all’occorrenza c’è sempre un ricordo da ripescare. In fondo siamo tutti figli o nipoti del tale o della tale che abitava al secondo piano della casa in fondo alla strada, che aveva un nonno o un fratello che lavorava con lo zio del cugino… Insomma alla fine ci si scopre un po’ tutti “parenti” anche perché, se cerchiamo bene, un’occasione in cui ci siamo incrociati lungo gli anni o le vie la troviamo di sicuro.

Anche con Chiara è successo così. La ricordavo da piccola, una bimbetta dai corti capelli scuri, gli occhi vivaci e la manina stretta in quella della sua mamma. Veniva da noi in negozio quando ancora al CA.RI vendevamo solo borse e calzature. Già allora aveva un bel caratterino, sapeva cosa voleva e se un paio di scarpe non le piacevano non c’era verso di farle cambiare idea. Quella che ho visto entrare in negozio è una giovane donna, moglie e mamma dolcissima di un bel bambino, Sebastiano. La stessa determinazione, gli stessi occhi grandi. Ci siamo ritrovate a parlare del tempo passato, tanti piccoli ricordi da allineare e rispolverare. Mi racconta della sua vita, di come sia cambiata, l’avevo lasciata figlia e la ritrovo sposata e madre, le gioie grandi, le giornate piene. L’attenzione sempre vigile e rivolta al suo bimbo. Una casa, il lavoro…. il desiderio di “ritrovarsi”.

Quando nasce un bambino…

Capisco come si sente. Mi ricordo. Quando ti dicono che con la nascita di un bambino la tua vita cambierà, pensi: e certo, che scoperta ma alla fine basta prepararsi, ci si organizza, qualche bel manuale di quelli che di stelline gialle ne hanno cinque, che ti insegnano a fasciare il bimbo stretto per farlo smettere di piangere, l’allattamento assolutamente sì ma non facciamone un dramma, qualche tutorial sui massaggi indiani per farlo crescere felice, i no che aiutano a crescere e se non è felice di sentirseli dire ripartiamo dai massaggi…. insomma nessuno si aspetta che le cose siano facili ma quello che succede dopo, quando lui/lei arriva, a quello non si è mai abbastanza preparati. Niente è più lo stesso, non lo è il nostro corpo, il nostro modo di guardare, il nostro umore. Il nostro cervello evapora. Non dico che non sia bellissimo, lo è, ma di sicuro è un gran “casino”. Persino il tempo non è più quello… è più “corto”, non basta mai. Ma è anche dilatato…soprattutto di notte, quando ci si trova a contare le piastrelle della cucina con un pargolo urlante sulle ginocchia. Lo spazio non è più lui, un trilocale non è un trilocale, non dopo averci infilato dentro passeggino carrozzina fasciatoio seggiolone lettino box girello la bicicletta da cross… perché qualcuno che coi regali si porta avanti c’è sempre. In questo caos, in questo meraviglioso caos, noi si veleggia tra una poppata e l’altra, tra un cambio di pannolino e l’altro, una lavatrice, la spesa dimenticata, la cena raffazzonata. Ma ciò che più di tutto ci mortifica è accorgerci che qualcuno ha messo mano al nostro guardaroba, la nostra gemella magra, quella che il bambino non l’aveva ancora avuto, quella che aveva il tempo di depilarsi e di truccarsi, che adorava le scarpe con il tacco. Noi siamo altro: sempre di corsa, pantaloni e scarpe comode, t-shirt che si possono sbattere in lavatrice e chi si è visto si è visto. Mi ricordo. E’ la fase in cui ogni momento concesso a se stesse sembra sempre rubato a qualcun altro. Ci vuole tempo per riabituarsi.

Chiara è entrata con la voglia di “ritrovarsi”. La lascio scegliere, la osservo mentre passa in rassegna un paio di pantaloni dopo l’altro, una t-shirt dopo l’altra, aspetto. So che non è facile scegliere. Il desiderio di essere femminile e la sicurezza di sentirsi “comoda” e “a posto” con gli indumenti a cui si è abituata in questo ultimo periodo della sua vita. Aspetto, di nuovo t-shirt, di nuovo pantaloni…. Alla fine non resisto, la guardo e le dico: “Chiara, è ora che tu ti scordi dei pantaloni”. Lei mi guarda incuriosita. Le prendo i pantaloni dalle mani e l’accompagno davanti allo specchio. “Guardati”, le dico.

Ognuna di noi ha dei punti di forza che vanno valorizzati

E’ molto difficile “vedersi” in modo obbiettivo. Ognuna di noi ha dei punti di forza che non aspettano altro che di essere valorizzati e dei punti deboli che vanno camuffati. Spesso quando ci guardiamo allo specchio abbiamo un’idea in testa e quello che vediamo non ci piace perché non corrisponde. Dobbiamo imparare a osservarci e soprattutto dobbiamo imparare a piacerci. Chiara ha una fisicità a “clessidra”, molto molto femminile ma l’abbigliamento che lei adotta non la valorizza. Quello che lei indossa è una sorta di “divisa” con la quale si sente comoda e a “posto”, pronta ad affrontare le sue giornate, piene e  faticose. A me piacerebbe che lei quelle stesse giornate le affrontasse con il sorriso sulle labbra e con una nuova consapevolezza… La sprono, le faccio notare le spalle dritte, il bel seno, le braccia tornite e il punto vita molto evidente. I fianchi sono in linea con le spalle, le gambe sono piene e ben delineate, il baricentro alto e sporgente. “Fidati!” le dico. Scegliamo insieme una serie di abiti in cotone, freschi e femminili… comodi. La esorto a provarli. Le stanno d’incanto ed è lei la prima a notarlo.

 

 

 

 

Selezione cromatica: l’importanza dei colori “amici”

Ora, le spiego, selezioniamo i colori, possiamo ancora migliorare. Le propongo di fare un’analisi cromatica. Si è rilassata, stiamo giocando… Il suo sottotono è freddo. Appartiene alla categoria delle donne Estate. Le spiego che i colori che le si addicono sono tenui, chiari e freddi. Questo ci aiuta a selezionare gli abiti ma ci fornisce anche le giuste indicazioni per affrontare il make up. Rosa e lilla pastello per ombretto, blush e rossetto. Turchese per gli orecchini.

   

 

La luce negli occhi è tutta sua, quella luce unica e magica che solo le neo mamme possiedono.

 

 

Mamma o Fashionista?

Mamma o fashionista?

EVVIVA !!

Per fortuna non dobbiamo più scegliere !

Questa mattina si è presentata una giovane mamma  per l’esattezza non ancora mamma ma con un bel pancino di circa 6 mesi.

Sinceramente non me ne so accorta fino a che lei  non me l’ha fatto  notare e, nonostante non siano passati secoli dalla mia gravidanza mi sono resa conto di quanto le cose siano cambiate (meno male aggiungo io!).

E’ importante continuare a piacersi anche e soprattutto in un periodo così particolare dove il corpo cambia di giorno in giorno e dove  il benessere psico-fisico della mamma è direttamente proporzionale al benessere del piccolo in grembo.

Coccolarsi , amarsi,  prendersi cura di sè  sono priorità a cui nessuna donna dovrebbe rinunciare specie in gravidanza.

Le future mamme  sono molto attente al peso  grazie a ginecologi  collaborativi  e scrupolosi .

Per fortuna non si sente più dire : mangia che adesso siete in due e pochissima se non addirittura assente era l’attenzione per lo stile  (per modelli e colori) della futura mamma :

camicioni e vestitoni come se non ci fosse un domani, per non parlare di pantaloni e salopette con  improbabili elastici e nastri da regolare !

Guardavo questa giovane donna / mamma e l’ho invidiata  !

Ho invidiato la sua pancia , il suo presente la sua consapevolezza  e ho ringraziato l’evoluzione delle abitudine  della mentalità dei giovani pensando che i nascituri non potranno che gioirne e beneficiarne!

Ecco perchè mi sono divertita un mondo a vestirla giocando con quelle che sono le nuove esigenze.

Insieme abbiamo rispettato la necessità di abiti non succinti ma non informi volutamente femminili!

Via libera a pantaloni dal taglio palazzo, a bluse dalla linea  non sciancrata, a mini abiti con elastici e volants strategici!

Insieme abbiamo scelto  tessuti leggeri traspiranti e naturali  per affrontare il caldo e le giornate afose con stile!

Non abbiamo lasciato nulla al caso.

I dettagli  degli accessori sandali,  borsa,  cappello, orecchini rispettono il carattere e lo stile della  mamma fashionista!

Il risultato?

Giudicate voi le foto sono sulla mia pagina Stella rampollo by Cari

Giudicate voi!!

 

 

 

Restlyling : di cosa si tratta?

Restyling!

Chissà quante volte avete sentito  il suono di questa parola :  Restyling!

Di cosa si tratta?

Se mi affido a WIKIPEDIA trovo questo:

Restyling è un termine di origine inglese (anche se generalmente non usato in inglese) utilizzato in diversi ambiti con il significato di una rivisitazione di un oggetto esistente senza uno stravolgimento consistente dello stesso.

Io direi semplicemente:

Restyling = RINNOVAMENTO

Il restyling se applicato in modo corretto ci permette di acquistare  meno capi e di ottenere più look.

Questo ha indiscussi vantaggi tra cui:

Risparmio (meno pezzi meno spesa).

Qualità (acquistando meno staremo più attente a cosa comperiamo).

Eleganza ( sappiamo che eleganza deriva da ELIGERE che significa SCEGLIERE).

Vi devo avvertire sembra semplice ma non lo è!

Persone con esperienza e competenza  vi possono essere di grande aiuto ma voi dovete prepararvi .

Armatevi di pazienza .

La prima cosa da fare in assoluto prima di dedicarsi al Restyling è il riposizionamento del GUARDAROBA.

Dedicate al vostro guardaroba del tempo con pazienza.

Con calma eliminate tutto quello che non mettete più da due anni ( vi consiglio di leggere https://www.vitadastella.it///2016/02/29/cadaveri-nell-armadio/) .

Dividete gli indumenti per stagione, dopodichè per classi : ( è anche faticoso!)

pantaloni, maglie, t-shirt, giacche, gonne, abiti, cappotti..etc….

Questa divisione vi permetterà di avere ben chiara la situazione!

Abbiamo esaurito la scorta di T-shirt?

Siamo a corto di maglioni?

I capi spalla ( giacche, cappotti, piumini, trench) sono usurati, passati di moda???

E gli accessori??

Scarpe, borse. cinture sciarpe, foulard, e poi… orecchini collane bracciali… sono  ancora utilizzabili?

Facciamo tutto con scrupolo e obbiettività e si ci rendiamo conto di aver acquistato a casaccio poniamo rimedio regalando quel capo che mai e poi mai metteremo, ( ancora non si capisce come abbiamo fatto ad acquistarlo) alla nostra amica , quella giusta… quella che gli ridarà   nuova vita!

Ora siete pronte!

Quali saranno i prossimi acquisti?

Quelli che farete nell’ottica del Restyling!!!

Guardate la mia pagina Stella rampollo by Cari qualche idea in più è sempre di grande aiuto .. almeno all’inizio!

 

 

 

STORIA DEI PANTALONI

Storia dei pantaloni …

ovvero breve storia di un PREGIUDIZIO.

I pantaloni sono nati circa duemila anni fa grazie ai nomadi delle steppe euroasiatiche che vivendo gran parte della loro vita a cavallo necessitavano di indumenti dai gambali robusti  che venivano indossati indifferentemente da uomini e donne .

Non è chiaro del  perchè  le antiche società occidentali  (a differenza di quelle orientali ) considerassero intollerabile  l’uso dei pantaloni da parte della donna.

Pare che Giovanna d’Arco già in carcere si ostinasse ad indossare abiti maschili (pantaloni appunto)   e questo non fece che accelerare e giustificare maggiormente la sua condanna al rogo.

La storia racconta di come Caterina De Medici (appassionata di cavalli) fu una delle prime donne ad indossare i pantaloncini (braghesse) sotto alle gonne durante le sue cavalcate.

Durante il 1800 parecchie furono le donne coraggiose tra le più famose George Sand.

La parte che più mi appassiona della storia è quella più recente che parte dal contributo di donne come Marlene Dietrich o Katharine Hepburn  che attraverso la loro immagine contribuirono alla diffusione del pantalone.

Grazie a loro molte donne iniziarono ad indossarlo con molta più disinvoltura specie nel tempo libero.

Gli anni 60 e 70 e la diffusione del jeans spianarono la strada del pantalone fino ai giorni nostri , tanto che nei nostri armadi (NEL MIO DI SICURO) ci sono più pantaloni che qualunque altro indumento.

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50 ANNI E DINTORNI

50 anni e dintorni!

Quando ero piccola ma molto piccola… le persone attorno a me che avevano raggiunto i 30 anni mi sembravano vecchie!!

Che brutta parola! Meglio dire GRANDI!

In ogni caso per me quelli oltre i 30 erano sopraggiunti ad un’età quasi da ricovero.

Se guardo alcune mie foto di anni addietro  mi vedo molto meglio ora, ma al di là dell’aspetto esteriore noi  donne siamo cambiate dentro!

La consapevolezza di essere ancora ” GIOVANI” non ce la toglie più nessuno.

Una consapevolezza che a 50 anni ci viene confermata oggettivamente  dalle tante donne di successo che spopolano in TV nel mondo dello spettacolo  e sul web  e soggettivamente  dalla miglior qualità di vita, (salute permettendo) siamo decisamente BEN TENUTE!

Siamo tra noi più amiche, più collaboranti e meno competitive.

Siamo donne che non vogliono PIACERE ma PIACERSI.

Grazie ai 50 anni non temiamo più il giudizio altrui .

Siamo orgogliose di qualche  chilo in più e della nostra cellulite se sono il risultato di  bella serate trascorse  con le nostre amiche a chiacchierare fino a notte tarda in compagnia di buon vino e dolci iper calorici!

Siamo orgogliose di poter dire NO ai tacchi alti ( che piacciono tanto a LUI).

Siamo orgogliose di sentirci chic con le sneakers!

Siamo orgogliose di SCEGLIERE!

 

A 50 anni e dintorni  cambia il rapporto con il nostro corpo e di conseguenza il modo di vestire.

Siamo predisposte ad osare a giocare con la moda le linee e i colori .

Quello che più conta non è l’età anagrafica ma l’età che ci sentiamo mentalmente e non esiste niente di peggio che porsi dei limiti  ( a meno che non siano traguardi da raggiungere e superare).

Per vivere al meglio i Vostri/Nostri 50 anni siate  fedeli a voi stesse anche nell’abbigliamento.

Scegliete gli abiti come una seconda pelle, abiti di buona qualità confortevoli , valorizzate la vostra personalità con accessori di gusto e stile.

Se siete a corto di idee prendete ispirazione dai mie post sulla mia pagina https://www.facebook.com/rampollo.stella/?fref=ts. o da donne che vi piacciono per quello che fanno e per quello che rappresentano ve ne nomino solo alcune:

Inès de la Fressange, Monica Bellucci, Meryl Streep, Juliette Binoche, Isabella Ferrari, Francesca Neri, Madonna, Demi Moore, Michelle Pfeiffer, Elle Mcpherson, Lorella Cuccarini, Ether Parisi, Sandra Bullock, Maria De Filippi….

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