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Icone di stile: Elisabetta II

Eccoci tornate con il secondo appuntamento della rubrica Icone di stile: in questo spazio, che va in onda su Radio Vigevano, parliamo di quei personaggi che resistono alle tendenze passeggere della moda diventando vere e proprie icone.

Tra queste come non parlare della famosissima Regina Elisabetta II, attuale reggente del Regno Unito e dell’Irlanda del Nord: i suoi outfit sono nella mente di tutti e riusciamo a visualizzarla facilmente non appena sentiamo il suo nome. Ecco cosa vuol dire essere un’icona di stile.

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Una delle donne più eleganti al mondo

La Regina ha spento 92 candeline l’anno scorso e regna dal 1953: circa 67 anni, ovvero più di mezzo secolo. Elisabetta II è una donna che ha visto, durante il suo lungo periodo da reggente, succedersi diverse mode: basti pensare che quando salì al potere si era nel periodo in cui le signorine vestivano con punto vita avvitato e gonne svasate; poi sono arrivati gli anni ’60 e i ’70 quelli della contestazione quando andavano forte i pantaloni a zampa d’elefante e le fantasie coloratissime tipiche dei figli dei fiori. Poi ecco gli splendidi anni ’80 con l’avvento della disco music e capi d’abbigliamento con colori fluo; infine arriviamo agli anni ’90 dove la bellezza femminile si rifaceva a modelli androgini e le donne vestivano con abiti rubati dall’armadio di lui: ci ricordiamo tutte delle spalline, anzi direi spallone che imperversavano nelle giacche e nei cappotti.

La Regina quindi ha visto davvero di tutto però il suo stile è rimasto sempre al di sopra del resto: nonostante il trascorrere degli stili, il suo è rimasto granitico e si è confermato nel tempo. Lei stessa è diventata una tendenza di stile: figura infatti tra le 50 donne più eleganti al mondo insieme a personaggi del calibro di Kate Moss, Naomi Campbell e Claudia Schiffer.

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La consulenza d’immagine di Angela Kelly

Lo stile della Regina è curato personalmente da Angela Kelly: la British fashion designer aiuta Elisabetta II con la consulenza d’immagine dal 1994. Lo staff della stilista di fiducia vanta ben 12 sarte. Le stoffe con cui verranno poi realizzati gli abiti, vengono scelte direttamente dalla Regina, tuttavia il compito difficile di vestirla grava tutto sulle spalle di Angela. Non deve essere per niente facile riuscire a mediare tra il gusto personale della Sovrana, la sua fisicità e i protocolli formali da rispettare, ossia il famigerato e temutissimo dress code.

Per ogni stoffa vengono realizzati 4 bozzetti tra cui la Regina sceglie. Il procedimento prosegue con la realizzazione di un “prototipo” in tessuto di cotone grezzo o lino grezzo. Anche il cappello per l’outfit ha una versione primordiale in paglia. Tutte queste operazioni vengono fatte su un manichino che ha le fattezze della Regina. Elisabetta II fa la prima prova del capo d’abbigliamento da sola, alla presenza di Angela Kelly e dei suoi fedelissimi cani. Una volta approvata la versione grezza dell’abito si procede a confezionarlo con tutti i crismi.

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Lo stile della Regina Elisabetta II

La consulenza d’immagine di Angela Kelly si è concentrata principalmente sulla realizzazione di abiti interi in tinta unita per diversi motivi:

  • La Regina deve essere sempre impeccabile, quindi ad esempio non può stare lì ad aggiustarsi una camicia infilandola dentro la gonna.
  • I vestiti devono sembrare sempre stirati: l’effetto è ottenuto con dei piombini cuciti negli orli.
  • La comodità dell’abito deve permetterle di salire e scendere agilmente dalle macchine: ecco perchè vengono applicati dei piccoli spacchi e delle pieghe.
  • Le maniche sono a tre quarti per lasciare libera la Regina di fare il suo famosissimo saluto.

Un’altra peculiarità degli abiti è che non vengono utilizzati i bottoni, ma soltanto le zip.

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Il guardaroba stratosferico della Regina Elisabetta II

Fare un’analisi del guararoba della Regina Elisabetta II sarebbe davvero una sfida titanica: parliamo di migliaia e migliaia di capi d’abbigliamento. Questo è dovuto alla prassi che la Sovrana non indossa mai la stessa cosa: sarebbe disdicevole indossare lo stesso capo qualora dovesse incontrare la stessa persona. L’armadio stratosferico è affidato alle cure di 27 dame di compagnia che hanno anche il compito importantissimo della registrazione per evitare l’impasse di cui abbiamo appena accennato. Ogni abito viene schedato con il suo nome, la data e l’occasione in cui è stato indossato.

Caspita allora avrà anche un sacco di borse, direte voi. Invece no perchè in proporzione, come gli altri accessori del resto, sono in numero molto limitato: 150 borse tutte realizzate dalla ditta Launer London che ha sede nella capitale del Regno Unito. Le scarpe, altro classico accessorio femminile, vengono prima calpestate da una persona di fiducia affinchè poi la Regina non soffra quando le avrà ai piedi.

Adesso diamo i numeri: migliaia di abiti, 150 borse, 500 cappellini, pochi guanti bianchi tutti di lunghezza di 15 centimetri, ombrelli trasparenti abbinati in tonalità agli abiti e circa 30 pellicce.

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Qualche curiosità sulla Regina Elisabetta II

All’interno del reparto sartoria c’è un ventilatore per testare gli abiti contro l’effetto Marilyn, immagino che ricordiate l’iconica scena di Marilyn Monroe con il vento che le alzava la gonna. Si testano soprattutto gli abiti con tessuti leggeri ovvero quelli in chiffon e seta. Ultimamente una vittima illustre è stata proprio un membro della Royal Family ovvero Kate Middleton: un soffio di vento le ha alzato l’abito per la gioia dei paparazzi.

La Regina utilizza le borse per inviare messaggi in codice. Si lo so che sembra molto una cosa alla James Bond, ma ascoltatemi: quando poggia la borsa a terra vuol dire che ha vicino una persona noiosa, mentre se è a disagio sposta la borsa da un braccio all’altro.

L’ultima chicca riguarda i pantaloni. Solo una volta Elisabetta II ha indossato dei pantaloni durante una visita in Canada: evidentemente l’esperimento non le è stato gradito perchè non ha più indossato quel capo d’abbigliamento.

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La Regina Elisabetta II e i colori

L’associazione colori – outfit della Regina è davvero automatica nella nostra testa. Tuttavia, c’è uno specifico motivo per cui Elisabetta II tiene in particolare considerazione i colori nelle sue mise ed è il detto inglese: “has to be seen to be believed” che possiamo tradurre come “per essere creduta devi essere vista”. I colori particolari la rendono un punto di riferimento per la folla dei sudditi che vuole sempre seguirla con lo sguardo. Inoltre facilita notevolmente anche il lavoro alla sicurezza.

Il colore preferito è il rosa. La Sovrana è legata a questo colore poichè è quello che ha iniziato a indossare all’inizio della sua carriera da regnante proprio per dare l’idea di una regina più vicina al popolo, suggerendo una monarchia meno austera. Negli anni ha utilizzato delle tonalità più accese di rosa: ad esempio l’ultima volta che è venuta in visita ufficiale in Italia era vestita di color glicine.

Il colore preferito per cerimonie familiari è il giallo. Elisabetta II associa la tonalità al sentimento della felicità. Tra gli altri ha un abito che si chiama buttercup, giallo burro, che eccezionalmente ha utilizzato più volte, perfino durante il Royal Wedding.

Il colore azzurro viene utilizzato spesso e rappresenta per lei la devozione nei confronti del popolo inglese. Una teoria che ha seguito anche durante l’ultima visita in Irlanda dove era vestita di verde per inviare un messaggio di benevolenza nei confronti di un paese che è verde e lussureggiante.

Non indossa mai il nero se non in occasione di funerali o Memorial Day.

Pensate che il colore degli abiti della Regina è un trend talmente forte che addirittura ci sono broker che scommettono sul colore che sceglierà nella successiva cerimonia.

Scopri tutto anche su una grande First Lady del passato: Icone di stile: Jacqueline Kennedy.

 

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Icone di stile: Jacqueline Kennedy

La rubrica Vita da Stella pensata per Radio Vigevano ha la pretesa di diventare il salotto di Radio Vigevano. Parlerà di misteri e curiosità legate al mondo della moda attraverso le Icone di Stile. Le Icone di stile sono tutte quelle persone del mondo dello spettacolo della cultura e dell’arte in generale dotate di magnetismo, e carisma, dotate di quella particolare caratteristica che gli inglesi chiamano effortless: lo stile senza sforzo. Sono tutti quei personaggi del passato e del nostro tempo che calvalcano le tendenze e le superano, diventando essi stessi tendenze. Si trasformano in esempi da cui trarre spunti e idee di outfit.

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Lo stile della First Lady Jacqueline Kennedy

Il primo personaggio che mi ha ispirato questa rubrica è: Jacqueline Kennedy, moglie del 35esimo Presidente degli Stati Uniti e poi in seconde nozze moglie dell’armatore greco Onassis. Jacqueline chiamata affettuosamente “Jacky” dagli americani, la giovane First Lady fu in grado, in soli di due anni di permanenza alla Casa Bianca, di dare vita al mito della giovane coppia: bella potente e ricca. Lo fece credendo nella forza mediatica delle immagini, centellinando gli scatti privati e monitorando le immagini pubbliche.

Qualcuno disse che la campagna politica di Kennedy fu vinta “a colpi di guardaroba”! Creò quello che agli americani mancava, ovvero una dinastia: la dinastia dei Kennedy. Tre sono gli abiti che la legano in modo indelebile alla storia:

  • Il tubino nero e il velo in pizzo nero che indossava quando incontò il Papa Giovanni XXIII.
  • Il tailleur rosso che indossava quando in un documentario aprì le porta della Casa Bianca: l’opera serviva a documentare le opere di ripristino e di recupero della memoria storica americana. I lavori furono magistralmente diretti da lei.
  • Il tailleur rosa di Coco Chanel che indossava il giorno dell’assassinio del marito.

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Proprio su quest’ultimo si concentrano le curiostà e i misteri. Il primo dubbio: il tailleur rosa era un originale Coco Chanel? O un falso? Io penso che la verità, come sempre, stia nel mezzo. Vi spiego perchè: durante la campagna politica Nixon tacciò Kennedy di essere poco patriottico, perchè la moglie indossava abiti acquistati all’estero firmati da stilisti stranieri. Per questo motivo fu così che Jacqueline decise di farsi fare i tailleur Chanel presso la famosa sartoria americana Chez Ninon il cui direttore era Karl Lagerfeld.
Era risaputo che le materie prime che Chez Ninon utilizzava ovvero stoffa, bottoni e passamanerie erano inviate proprio dalla casa madre francese. Non era neppure un problema di prezzo, in quanto il prezzo americano/francese, era lo stesso.

Ma perchè tra tutti i colori proprio quella tonalità di rosa? Kennedy adorava la moglie con quel colore, pensava che il rosa fosse il colore più adatto a valorizzare la raffinata bellezza della moglie: voleva che tutta Dallas, tutte le Texane, vedessero quanto bella fosse la sua Jacky. Ma molti, e io sono dello stesso parere, pensano che anche la scelta di quel colore fosse una mossa strategica – politica. Pensate che per le donne aristocratiche americane avere un tailleur di Chanel nell’armadio era una dichiarazione di modernità, d’indipendenza. Mentre il rosa, colore iper femminile per eccellenza, sarebbe servito a schiacciare l’occhiolino ad una classe americana più tradizionalista e conservatrice. Jacqueline tenne il tailleur rosa anche durante il frettoloso giuramento del Presidente Lyndon Baines Johnson che succedette a Kennedy, e lo tenne fino al rientro a Washington. La First Lady, con composta dignità, voleva dimostrare a tutti gli americani cosa era stato fatto non solo a John ma a tutta l’America. Il tailleur è conservato in una stanza sottovuoto, nonchè ancora macchiato, e per volere dei famigliari potrà essere messo alla vista del pubblico solo fra 100 anni. Un vero peccato!

Il tailleur rosa è il capo che è stato più copiato: ad esempio nella mini serie I Kennedy del 1991 e nel film Jackie, con protagonista Natalie Portman, del 2016. Grazie alla minuziosa ricerca di particolari a cui contribuì la casa madre francese che procurò i bottoni e la passamaneria originale, la costumista vinse i BAFTA Awards per i migliori costumi e fu candidata agli OSCAR.

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La consulenza d’immagine di Oleg Cassini

Il guardaroba di Jacky era composto da circa 300 pezzi. La First Lady amava gli stilisti francesi, come YSL, Balenciaga Chanel, ma grazie alla sua innata capacità di mediare l’istinto con la ragionevolezza scelse Oleg Cassini, stilista francese residente a New York e insieme strutturarono un armadio di 300 pezzi. Jacky era una donna di una bellezza controcorrente rispetto alle bellezze degli anni 60. Minuta e con un fisico androgino, poco seno, punto vita inesistente, direi quasi una donna dalla forma rettangolare, baricentro leggermente basso. Il focus del suo stile era il colore: fu la regina del Block Color e le linee dei suoi abiti, rigorosamente senza maniche, erano di linea ad A, le gonne al ginocchio e le giacche dalla linea a scatola realizzati con tessuti corposi e rigidi non aderivano mai al corpo. Questo era stato studiato per raggiungere due obiettivi:

  • creare una linea femminile e dei volumi dove effettivamente non c’erano
  • Jacky era sempre perfetta, mai stropicciata e sempre in ordine.

Oleg Cassini, che aveva fatto anche il costumista, sapeva quale poteva essere l’importanza di creare uno stile unico e riconoscibile in una consulenza d’immagine su misura per imprimere nella storia un’icona di stile: ecco perchè gli abiti erano spesso adornati da accessori vistosi come grandi bottoni e grandi fiocchi piatti. Jacqueline Kennedy non amava indossare i gioielli ed era legatissima alla sua collana a tre giri di perle, preferiva invece indossare la bigiotteria: era convinta che i gioielli fossero sorpassati e appesantissero il look. La pettinatura morbida ad onde e il pillow-box hat, ovvero il tamburello che portava nel retro della nuca, alleggerivano un viso dalla forma sfacciatamente quadrata. Fu la prima a infoltirsi le sopracciglia e a ridesignarle ad ali di gabbiano, altro che Cara Delevingne!

Mantenne un look minimalista anche con il passare degli anni, quando cedette ad una corte sfrenata da parte di Aristotele Onassis. Abbandonò il Block Color in favore di outfit bianchi e neri, gonne gitane, pantaloni capri, sandali capresi, grandi occhiali e foulard Hermès. Venne poi fotografata spesso con la borsa Gucci modello Constance: fu così che la Maison decise di rinominare quel modello Jackie O. Modello tuttora in produzione, rivisitato più volte negli anni, ma ancora oggi sotto il braccio di molte donne. Magari anche alcune di voi non lo sanno ma sulla spalla hanno un pezzo di storia!

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Il mondo dei colori nella consulenza d’immagine

I colori sono un elemento chiave da considerare all’interno della consulenza d’immagine e risulta fondamentale capire quali tonalità sono nostre alleate e quali invece non sono tali. Istintivamente possiamo comprendere l’accezione di questa distinzione: i colori amici sono quelli da inserire in ogni nostro outfit, mentre le tinte nemiche sono assolutamente da evitare.

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Le potenzialità dei colori nella consulenza d’immagine

I colori sono un qualcosa che diamo per scontato e raramente ci soffermiamo a comprendere realmente quali potenzialità offrono al nostro aspetto sia in senso positivo, che in senso negativo. La scelta di una palette di colori adatta a noi, può renderci più luminose e magari ringiovanirci. Risulta altrettanto vero che una tonalità inadeguata può rivelarsi estremamente controproducente, in pratica un autogoal per la nostra bellezza. Ecco dove i suggerimenti della consulenza d’immagine possono essere preziosi.

D’altronde mi è capitato di frequente, credo sia un’esperienza comune anche a voi, di notare che basta indossare alcuni colori per apparire più belle, luminose e solari; in contrasto alcuni capi ci fanno apparire più stanche e grigie andando a marcare inestetismi come le linee di espressione, mettendo in risalto le occhiaie. I colori sono dotati di questo potere. Bisogna pensarli come un’arma a doppio taglio: vi possono far passare dall’essere destinatarie di complimenti a passare inosservate o, peggio, apparire non al top a causa di un abbinamento sbagliato.

Attraverso la consulenza d’immagine, una volta scoperti i vostri colori, vi sentirete come quando uscite dal parrucchiere, quel momento in cui vi piacete e vedete la vostra bellezza contemplata negli occhi di chi vi guarda. Una sensazione che non ha prezzo.

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La stagionalità dei colori nella consulenza d’immagine

Nell’ambito della consulenza d’immagine i colori vengono catalogati in base alle stagioni: inverno, primavera, estate ed autunno. La teoria delle quattro stagioni non ha nulla a che fare con il mese in cui siete nate e i raggruppamenti servono a suddividere le tonalità in base alla loro natura.

Alla palette dell’inverno afferiscono i brillanti profondi e gli intensi freddi:

  • nero
  • bianco
  • bluette
  • bordeaux
  • fucsia
  • verde pino
  • viola
  • grigio scuro
  • grigio medio
  • rosso carminio
  • rosso magenta
  • giallo limone

Alle tonalità della palette estate si ascrivono i soft chiari freddi:

  • sabbia
  • grigio chiaro
  • colori pastello
  • colori annacquati: verde acqua, azzurro acqua marina
  • blue jeans
  • blue medio
  • blue navy
  • lavanda
  • lilla
  • verde tiffany

La primavera ci porta ai caldi brillanti chiari:

  • rosa pesca
  • color melone
  • rosso fragola
  • verde prato
  • rosso corallo
  • rosa corallo
  • oro chiaro brillante
  • color miele

L’autunno arriva con i colori caldi soft intensi e profondi:

  • varietà di marrone: ruggine, mogano, brandy
  • color mostarda
  • color zucca
  • varietà di verde: giada, muschio, oliva

Come avrete notato c’è un grande assente nelle ultime palette ossia quel colore “che sta bene con tutto”: il nero. Spesso avviene che su molte donne svilisce la bellezza e non le valorizza affatto. Quindi attenzione al giudicare un colore comodo quando in realtà non vi fa comodo, anzi tutt’altro.

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L’analisi del colore nella consulenza d’immagine

Durante la consulenza d’immagine uno step fondamentale è rappresentato dall’analisi del colore che stabilisce a quale delle categorie e stagioni appartieni. La tecnica da me impiegata è quella del draping, in cui accosto dei teli colorati al viso per verificarne l’effetto complessivo. L’errore più comune che riscontro, anche perchè è una tendenza naturale, è il propendere verso un colore che ci piace senza tenere in considerazione se veste bene su di noi.

Il primo passo quindi è stabilire il sottotono che è esclusivamente su misura, ad esempio se risulta che ti donano le tonalità fredde puoi rientrare nella stagione dell’inverno o nell’estate, viceversa se i colori caldi sono quelli che ti fanno spiccare, andremo a scegliere dalle palette autunno e primavera. Se volete fare un test osservate le vene dell’avambraccio: qualora fossero bluastre indicano un sottotono freddo, se fossero verdeggianti invece caldo. Allo stesso modo le labbra e le orecchie che, se tendenti a una gradazione rosata e violacea, sono decisamente fredde; quelle color pesca giallastra sono calde. Anche il colore del derma è indicativo dove la pelle rosa e olivastra appartiene al sottotono freddo, quella ambrata al caldo.

Un’altra prova da eseguire è di scattarti una foto con luce naturale, senza trucco e nascondendo i capelli (se tinti) con addosso un telo bianco e poi uno beige. Guardandole con attenzione con quale telo vi vedete più belle? Se la risposta è con il bianco, avete un sottotono freddo. Se la risposta è con il beige, avete un sottotono caldo.

Attenzione a non confondere correlando il chiaro e lo scuro rispettivamente con il caldo e il freddo, in quanto non è detto che una mora sia calda e una bionda fredda. Facciamo due nomi celebri: Monica Bellucci è fredda inverno e Cameron Diaz è calda primavera. Scovare quindi la palette alleata di colori è un punto fermo nella consulenza d’immagine per decidere poi abbigliamento, accessory e beauty.

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I colori degli accessori nella consulenza d’immagine

Spesso si associa la consulenza d’immagine esclusivamente all’abbigliamento, tuttavia il concetto è limitante: cosa diresti infatti se ti dicessi che anche la scelta degli accessori viene considerata nella definizione della palette?

Non bisogna infatti pensare solo a borse e a scarpe, rifletti su un accessorio che sta proprio sul tuo viso, ossia gli occhiali. Bene hai idea di che impatto negativo avrebbero se scegliessi la montatura del colore sbagliato? Inoltre, sempre in maniera comprensiva, occorre riflettere anche su trucco e parrucco: una seduta dal parrucchiere può rivelarsi traumatica se il colore della tinta nuova ci rende brutte.

La consapevolezza della nostra palette ci rende uniche e irripetibili lasciando trasparire tutto il nostro fascino e la bellezza. Il make up deve avere come fine ultimo la valorizzazione del nostro incarnato naturale e del colore degli occhi enfatizzando in modo positivo la forma del viso.

Se vuoi saperne di più su come trattare tutti i dettagli estetici del volto visita la pagina: Consulenza d’immagine: Analisi del Viso.

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La Consulenza d’Immagine secondo me

La consulenza d’immagine è un’esigenza, un percorso che ha come obiettivo quello di scoprire e rivelare la propria unicità. È un cambiamento che si rivela con un nuovo look, ma va oltre al cambiamento di stile. Lo stile è solo quello che la nostra nuova immagine comunica. Il vero cambiamento è quello che avviene in noi, che si percepisce in un primo momento come una necessità e che solo dopo la consulenza d’immagine si trasforma in risposta a tutte le nostre domande.

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Lo scopo della consulenza d’immagine

Lo scopo della consulenza d’immagine è quello di rispondere ai sogni e in alcuni casi anche di anticiparli partendo dalla nostra unicità.

Siamo unici e irripetibili.

L’esigenza di vivere l’esperienza di una consulenza d’immagine nasce in fasi che io chiamo di transizione.
Sono quei periodi della vita in cui affrontiamo volenti o nolenti fasi di cambiamento che riguardano la sfera privata e lavorativa.

Il primo lavoro, un avanzamento di carriera, la perdita del lavoro stesso, ma anche la maternità (prima e dopo), la separazione/divorzio, una storia d’amore appena sbocciata, un cambio di residenza (nuovi vicini, ambienti da frequentare diversi) e anche periodi di malattia, lutti.

Sono fasi che impongono adattamento, flessibilità, pazienza, costanza, che rimettono in discussione abitudini di vita. Mentre il mondo attorno a noi si muove, noi non possiamo fare altro che seguirlo e, mentre la vita mette alla prova, la consulenza d’immagine mette nelle condizioni di affrontarla.

Come si svolge la consulenza d’immagine

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Regola numero 1: Ascoltare tanto

Parlare di sé non è mai facile.

Raccontati

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Gusti, preferenze, passioni, abitudini, quello che ti piace e quello che non sopporti.
Cosa fai per te, come ti senti quando lo fai.
Come ti vedi e come vorresti essere e perché.
Cosa pensi di comunicare, cosa vedi di te negli sguardi di colleghi, amici e famigliari. E cosa vorresti invece leggervi?

Il tuo punto di vista è molto importante

Avvicinarsi alla consulenza d’immagine è il primo passo per ottenere tutte le risposte che vuoi.

La consulenza sulle forme…

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Nella fase successiva mi occuperò delle tue misure e dei tuoi colori.
Occuparmi delle tue misure non vuol dire parlare di taglie, ma di proporzioni. Siamo fatte in 3D.
Siamo unici e irripetibili, non saranno i numeri a destabilizzarci!
Ti svelerò le linee e i tessuti che si addicono alla tua fisicità grazie all’analisi della figura.
Ti insegnerò le più importanti tecniche di camouflage per valorizzare i tuoi punti di forza e camuffare i tuoi punti deboli.

…e la consulenza sui colori!

consulenza di immagine colorePoi per quanto riguarda i colori… bhè, ci divertiremo!
Sarai primavera, estate, inverno, autunno?
Faremo l’analisi cromatica e questo ci permetterà di stabilire la tua unica palette di colori amici.
Individuare quali sono i colori che ti valorizzano ti permetterà di fare più abbinamenti, perché ogni cosa si abbinerà con un’altra. Non dirai più non ho niente da mettermi e comprerai solo quello che è adatto a te.

Analisi del viso

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Evitare i colori nemici vuol dire che non comprerai più rossetti sbagliati, che non sbaglierai più  il fondotinta , così come ombretti, matite, phard, cipria…
Anche il colore dei capelli: ci hai mai pensato? Finalmente uscirai dal purrucchiere piacendoti

A questo serve l’analisi del viso che faremo durante la consulenza d’immagine.

L’analisi del guardaroba

consulenza di immagine guardarobaL’ultima fase riguarda l’armadio. Ultima, ma non certo meno importante delle altre.
Ora che conosci gli stili e le linee che ti valorizzano, che sai che il verde e il giallo (per esempio) non sono i tuoi colori, che il jersy si appiccica proprio lì dove non vuoi… perché tenerli nell’armadio? L’analisi del guardaroba serve a valorizzare quel che hai e ti sta bene, e far sparire quel che non ti valorizza quando lo indossi.
Molto si potrà recuperare anche con piccoli accorgimenti di sartoria che ti indicherò all’occorrenza.

Liberarsi di tutto ciò che ormai non ti appartiene più ti regalerà nuova energia.

 

Guardati!

Vedi una persona nuova, ma sei sempre tu, solo che ora vedi la parte migliore di te.

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Abbinamento arancione: quali tonalità scegliere

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Abbinamento arancione: quali tonalità scegliere

L’arancione rappresenta un colore che entra a pieno titolo nelle ultime tendenze della moda. A differenza di quanto possano pensare molti, questo colore non è affatto così “impegnativo”. Può trovare spazio facilmente in ogni armadio, specialmente se l’abbinamento arancione viene fatto nel modo corretto. Alcuni ritengono che sia difficile portare un vestito arancione, essendo una tinta piuttosto particolare. Eppure questa tonalità si conferma come calda e sensuale: ad esempio è un colore adatto anche ad un capo di abbigliamento come il cappotto. Ma come fare a rendere armonico l’abbinamento arancione con altri colori?

Ecco qualche consiglio per scegliere i le giuste tonalità.

L’abbinamento arancione: i colori che preferisco

È vero che con l’arancione non si possono utilizzare mezzi termini: o ci piace completamente, oppure non riusciamo proprio a vedercelo addosso. Eppure, essendo un colore particolarmente di tendenza, dovremmo imparare ad abbinarlo.

Partiamo dall’arancione accostato all’azzurro. In questo caso è meglio scegliere un azzurro tonalità cenere. In questo modo una donna comunica sicurezza con discrezione. L’abbinamento arancione – azzurro è ideale per sentirsi sempre a proprio agio. Naturalmente il resto può essere caratterizzato a proprio piacimento.

Con l’abbinamento arancione-azzurro io amo particolarmente il tronchetto bianco con il tacco oro, in pieno stile Seventies.

Un look formale lo otteniamo smorzando leggermente l’effetto della cromia vivace dell’arancione, abbinando il grigio.

L’abbinamento arancione + marrone, invece, rappresenta un grande classico della moda. Se non si amano i toni particolarmente tradizionali, introduciamo un accessorio a contrasto, per fare tendenza.

Molto bello è anche l’abbinamento arancione e blu. Si tratta di due colori complementari, capaci di creare dinamismo ed energia. Un look indicatissimo anche per le giornate invernali è il pullover in cachemire abbinato al pantalone in velluto in blu e arancio.

Infine, fra gli altri abbinamenti possibili, abbiamo l’arancione in combinazione con il nero. In questo caso meglio rompere un po’ la monotonia con borse a tracolla o con maglioni a righe multicolor, che mettono in campo la fantasia.

E se l’abbinamento arancione non ci piace?

Non a tutti però piace l’arancione. Il trucco, a questo punto, potrebbe essere cercare di limitare la sua sfera d’influenza, confinandolo a piccoli accessori in grado di fare la differenza. Per esempio in questo senso è utile scegliere dei guanti, la cintura o una sciarpa proprio in tinta arancio.
Per la sciarpa in particolare, attente alla nuance di arancione, perché si tratta di un accessorio vicino al viso.

Abbinamento arancione ed Armocromia

Quindi per le “donne estate” è consigliato un arancio polveroso, per le “donne inverno” l’arancio consigliato è scuro e saturo. Per le “donne primavera” l’arancio è brillante, per le “donne autunno” l’arancio è denso e soft.

In ogni caso l’abbinamento arancione è sempre in grado di portare un tocco di vitalità in più che certo non dispiace. È decisamente sbagliato pensare che non ci siano combinazioni che vadano bene con questo colore.

Abbinamento arancione e moda

Non a caso le più grandi marche di moda hanno inserito dei capi in arancione per le nuove collezioni, per contribuire a costruire look sia formali che modi di vestire più easy. L’arancione si adatta a tutte le occasioni e ricorrenze, provate quindi l’abbinamento arancione con i colori che si adattano meglio alla tua pelle e alla tua figura.

Per essere in armonia con il tuo stile e la tua personalità.

Leggi anche l’articolo: L’armadio dopo i 40 e…dintorni.

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