Silvia: quando i ruoli ci stanno stretti, è ora di cambiare

I cambiamenti vanno programmati

Silvia prima di essere una cliente è un’amica. Ci conosciamo da anni e, come spesso accade, le sue visite in negozio sono un’occasione per aggiornarci su ciò che ci è successo o abbiamo fatto, due battute e quattro risate e, se siamo sole, qualche confidenza bisbigliata prima che la porta si apra ed entri una nuova cliente. Così quando, in una fredda mattina di gennaio, davanti ad un caffè, mi ha detto: “A maggio sarò una modella!”, ho pensato fosse una battuta. Mi sono sfuggite la determinazione e la sicurezza con cui aveva pronunciato quelle parole. Abbiamo continuato a ridere lamentandoci dei bagordi natalizi e dei chili di troppo, versando lacrime da coccodrillo su ogni fetta di panettone, doppiando il nostro giro vita neanche fossimo a una gara di biglie. Invece con il passare delle settimane sono stata testimone di una vera e propria trasformazione..

Quando il nostro ruolo cambia la percezione che abbiamo di noi stesse

L’avevo sottovalutata. Mi sono spesso chiesta quanto i ruoli che ciascuna di noi ricopre nella vita, riescano nel tempo a cambiare la percezione che abbiamo di noi stesse… (se ve lo state chiedendo non è un caso che io stia parlando al femminile). Tanti ruoli simultaneamente: quello che abbiamo sul lavoro e poi quello che abbiamo a casa, con le amiche e con i famigliari, siamo ballerine ma anche centravanti. Eppure tra tutti ce n’è sempre uno che, per tanti motivi, prende il sopravvento arrivando a cambiare anche la percezione che abbiamo di noi stesse. Silvia è una maestra e si dedica con impegno al suo lavoro, ha a che fare con i bambini tutti i giorni, tutto il giorno. Deve essere sempre vigile ed attenta agli altri… più che a sé stessa. Si destreggia tra pennarelli, urla, giochi, compiti da assegnare, i banchi di scuola e i tavoli della mensa. Come può essere che questo non condizioni il suo modo di percepirsi e di vestirsi? Ho ripensato alle parole di Silvia come ad una specie di grido di guerra e un po’ me la sono proprio immaginata alla “bellicosa” riconquista della sua identità tra spruzzi di inchiostro, matite colorate e maccheroni al ragù.

Tutte sappiamo quanta fatica e costanza ci vogliono per perdere peso e per mantenere intatta la propria determinazione col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi e… a volte anche delle ore! Ciascuna di noi sa che non c’è guerra più logorante di quella che combattiamo contro la bilancia. Silvia è stata un vero marines! Nel corso di questi mesi ha dovuto gestire il suo corpo in continua trasformazione per la perdita di peso ed abituarsi ad un nuovo stile di vita. E’ stato elettrizzante! Io e la nutrizionista Valentina Leva abbiamo lavorato in sinergia per supportarla in questo percorso cercando di fare del nostro meglio per motivarla.

Ottimizziamo acquisti ed interventi in vista dell’obbiettivo finale

Per me è stata una vera sfida. Il primo obbiettivo è stato quello di ottimizzare gli acquisti e gli interventi in previsione del risultato finale. Questo ha significato anche programmare. Innanzi tutto mi sono occupata del suo armadio. Nonostante il periodo di saldi (gennaio/aprile) inducesse a lasciarsi andare ad acquisti importanti e sicuramente, nell’immediato, gratificanti, in questa prima fase le ho consigliato di puntare sugli accessori. Sciarpe, foulards, spille, collane, calzature (bandite le cinture che mettono ansia!) si sarebbero inseriti bene nel suo armadio già ben fornito, avrebbero soddisfatto la sua voglia di shopping e, soprattutto, non avrebbero inciso eccessivamente sul portafoglio. Gli acquisti più importanti avrebbero dovuto attendere la fine del suo percorso di dimagrimento e soprattutto fino a quando non avessimo definito insieme lo stile della “nuova” Silvia.

Voglia di eleganza e femminilità

Con il trascorrere delle settimane, di chiacchierata in chiacchierata, l’ho vista cambiare. Non solo il suo fisico si asciugava perdendo quei fastidiosi chili di troppo, ma la sua consapevolezza di sé diventava sempre più chiara e definita. Se il suo stile fino a questo momento, era stato potrei dire “Bohemienne” con una predilezione per i colori vivaci, le stampe floreali, i mille braccialetti e collane, magari abbinati a short, scarpe e sandali sportivi, ora c’era un’esigenza nuova.

Una voglia di “pulizia”, di eleganza, di femminilità, il desiderio di fare suo uno stile più classico. Il mio lavoro è stato quello di assecondare questa esigenza e darle “voce” nel pieno rispetto della personalità di Silvia. La “nuova” Silvia non doveva essere una Silvia “diversa” ma valorizzata. Il risultato è stato strabiliante, eppure, dentro di sé, quella mattina di gennaio, lei già lo sapeva e da brava maestra aveva programmato tutto!

 

Eccola dunque elegante e raffinata con un abito (draped dress) che modella ed evidenzia il suo punto vita abbinato con il color cuoio, borsa a mano e decolletè (open toe)