LUISA

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una mattina lo specchio…

Prende le chiavi dalla cassettiera e dà un’ultima occhiata allo specchio. I capelli freschi di parrucchiera, il trucco perfetto. E’ ancora una bella donna ma non si riconosce più. Certo le amiche le assicurano che dimostra dieci anni di meno ma lei i suoi cinquantacinque anni se li sente, e se li sente tutti. Non è poi così importante come ti vedono gli altri, il punto è che tu sai com’eri ed è con l’immagine di quella ragazza che ti tocca fare i conti ogni mattina. Questo è quello che pensa ogni volta che si guarda allo specchio, pensa a sé stessa com’era, a quella ragazza là. Adesso tutto è diverso. Le rughe attorno gli occhi e quelle sottili sulle labbra che per quanto faccia non riesce mai a cancellare del tutto. Le guance sono diventate più larghe e morbide e il seno e l’addome si sono rilassati. E’ successo poco per volta, tanto che per un po’ aveva fatto finta di non accorgersi di tutti i piccoli cambiamenti e poi… qualche trattamento in più, qualche “punturina” come le chiama Emma, la sua amica, qualche seduta in  palestra magari tre o quattro a settimana e non più due…  avevano tamponato. Aveva continuato a vestirsi come se avesse avuto ancora trent’anni, total black, pelle e eco pelle: la sua passione. Maglie attillate, magari con stampe animalier. Le era sempre piaciuto dare un’immagine di sé attraente e aggressiva, provocare un po’ anche solo per gioco. Il suo fisico alto e sottile, il seno piccolo… aveva potuto permettersi quel look senza mai sembrare… eccessiva.  Adesso si guarda e sente lo sconforto salirle in gola. Con la mini e la maglia attillata si sente improvvisamente a disagio… saranno quei fastidiosi rotolini, sarà che i trenta se ne sono andati da un pezzo… e se è per quello anche i quaranta. Sarà che se i quaranta sono i nuovi trenta, i cinquanta sono cinquanta e basta, se li raddoppi il totale è cento e a cent’anni chi capperi ci arriva?  Magari le gonne sopra al ginocchio le stanno ancora bene, in fin dei conti le gambe sono l’unica parte del suo corpo che non sembra aver ceduto…. eppure ci deve essere qualche regola non scritta che prevede che le gonne si dovrebbero allungare di qualche centimetro in modo proporzionale al passare del tempo…

 

 

 

 

Perché non riesce a rassegnarsi a questa nuova fase della sua vita?

Perché non riesce a rassegnarsi a questa nuova fase della sua vita? La sera prima aveva visto un’intervista ad un’attrice francese, Fanny Ardant, ed era rimasta incantata. Non nascondeva i suoi anni ma li esibiva con leggerezza ed eleganza e con una consapevolezza che, se possibile, la rendeva ancora più bella di quando giovanissima aveva girato i suoi primi film. L’aveva osservata muovere le mani inanellate, un abito nero dal taglio elegante, garbata e sicura, sorridente… L’aveva guardata ed era stata folgorata da un’intuizione. Che importanza ha se non è più la stessa di vent’anni prima, di dieci anni prima? In fondo è soddisfatta della sua vita, del suo matrimonio che, tra alti e bassi, ha resistito e non solo quello… Resistere le è sempre sembrata una parola triste e sopravvalutata. Si resiste un po’, certo, ma non se a furia di resistere ci si condanna ad una vita di recriminazioni e sofferenze. Il loro matrimonio si era modificato insieme a loro e ora, pensandoci bene assomigliava come mai prima ad un porto sicuro, un luogo sereno. A trent’anni non sarebbe riuscita ad apprezzare gli aggettivi  sicuro e sereno, ma a cinquanta è in grado di dare loro il valore che meritano. I figli sono ormai grandi, due bravi ragazzi, hanno la loro vita.

Che importa se non è più quella di prima?

Che importa se non è più quella di prima? Ha ancora tanta energia e tanta voglia di fare, perché non sfruttare questa nuova fase della sua vita per occuparsi un po’ di se stessa invece che degli altri? Luisa si guarda allo specchio e per la prima volta non si riconosce, non perché non vede più la ragazza che è stata, ma perché non riesce a vedere la donna che è diventata.

Vorrebbe che la sua immagine oltre al suo aspetto fisico mettesse in risalto anche altre qualità, vorrebbe che parlasse di lei.

Intervenire senza sconvolgere

Quando incontro donne come Luisa è inevitabile che mi senta ancora più coinvolta. Tutte noi che una certa ormai (ahime!) ce l’abbiamo ci siamo dovute confrontare con i cambiamenti che l’età e la menopausa hanno portato al nostro corpo e al nostro umore. Non siamo più quelle di prima, non so se siamo meglio, ma di sicuro siamo diverse. Abbiamo qualche chilo in più, qualche ruga, borse sotto gli occhi la mattina appena alzate, un aspetto più morbido e un’umore un po’ bizzarro, caldo e freddo in successione non importa che stagione sia. Eppure abbiamo fatto tanta strada, siamo più consapevoli di noi stesse, dei fatti nostri e di quelli della vita. Siamo più disincantate ma anche più ironiche. Quello che abbiamo passato ci ha reso più forti, capaci di vedere al di là delle apparenze. Se c’è una cosa in cui noi donne siamo veramente brave è riprendere in mano la nostra vita e reinventarci. Insomma se il punto vita a volte è più un’idea che un punto, se l’addome è andato un po’ per i fatti suoi,  ci sono tanti aspetti su cui possiamo lavorare e che possiamo valorizzare.

Il primo passo è accettare i cambiamenti

Ognuna di noi ha dei punti di forza e spesso sono molto più di quelli che solitamente ci attribuiamo. Il primo passo è quello di accettare i cambiamenti. Imparare a vederci per quello che siamo senza farci ossessionare da una “noi stessa” più giovane. Il guardaroba di Luisa è un guardaroba “impegnativo”, capi in pelle ed eco-pelle, tutti rigorosamente neri, nessuna concessione al colore fatta eccezione, se così si può dire, per una giacca bianca molto stretta e corta, acquistata chissà perché e mai sfruttata, e per una gonna animalier. Gli abiti sono tutti molto attillati, scelti per mettere in risalto le sue forme. Sono abiti di una donna che non vuole passare inosservata. Se la mini in eco pelle a trent’anni è seducente, a cinquanta può diventare stucchevole e farci fare uno scivolone di… cattivo gusto. Ad ogni età possiamo essere seducenti ma ogni età ha la sua “seduzione”. Luisa non deve rinunciare alla sua femminilità, anzi! Ma consapevolezza ed ironia dovranno esserle da guida.

 

 

 

 

 

 

 

 

Consapevolezza

Un corpo non più tonico non va costretto in abiti troppo stretti, così facendo mettiamo solo in evidenza ciò che vorremmo nascondere. Se il nostro punto di forza, come nel caso di Luisa, sono le gambe non dobbiamo rinunciare ai nostri pantaloni preferiti in pelle stretch, alterniamoli con un  nuovo paio beige e abbiniamoli con capi più morbidi e fluidi. Distogliamo lo sguardo dai punti deboli e concentriamolo sui punti di forza. Perfetti il cardigan lungo in laminato oro o il cavano in cotone con stampa animalier. Entrambi rispettano il gusto di Luisa e danno un tocco di classe certo non banale a capi già presenti nel suo guardaroba. Entrambi assolutamente da abbinare anche a capi neri. Il mio consiglio è, inoltre, di aggiungere del colore azzardando abbinamenti e giocando con ironia. L’abito chemisier fiorato è perfetto! Può essere abbinato con un pantalone strech ma è intrigante anche abbinato alla “vecchia” gonna animalier. La borsa rossa è il tocco in più: soprattutto nei primi passaggi del cambiamento si abbina perfettamente ad un look total black sdrammatizzandolo, ma è perfetta sia con il giacchino bianco che con l’abito chemisier. Sono molto soddisfatta del risultato finale, tenuto conto del periodo dell’anno (cambio di stagione), con l’acquisto di qualche capo il guardaroba di Luisa si è trasformato: senza tradire lo spirito della sua proprietaria sa rispondere alle sue nuove esigenze… Ora è pronta per affrontare questa nuova fase della vita con eleganza e, perché no?, un pizzico di sana follia. Ora tocca a lei!